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Riviera, un intrigo grande quanto la Costa Azzurra


I soldi, senza adeguata esibizione, non sono che carta stampata.
È questa la premessa introduttiva che mira a suggerirci “Riviera”, costosa ed esordiente mini-serie di 10 puntate dall’animo thriller – trasmessa da Sky Atlantic – e nata dalla collaborazione tra Neil Jordan (premio Oscar nel 1993 con “La moglie del soldato”), l’ex manager degli U2 Paul McGuinness e John Banville, scrittore di genio con diversi premi letterari nel proprio curriculum.

Sin dai primissimi istanti della sceneggiatura, ci ritroviamo catapultati all’interno di un universo opulento, potente e corrotto che ben rivelano l’essenza profonda del concept Riviera.
Mentre l’elegante curatrice d’arte Georgina Clios cerca di aggiudicarsi una tela del suprematista Kazimir Malevich ad un’asta newyorchese per conto del ricchissimo marito Constantine, quest’ultimo partecipa ad un party esclusivo sulla terrazza del magnifico yacht di un oligarca russo.
I minuti iniziali sono anche gli unici nei quali vedremo la coppia interagire, sebbene a distanza e per via telefonica; l’imbarcazione, infatti, esplode improvvisamente uccidendo il filantropo e banchiere Constantine, dando così il via alla narrazione vera e propria.

La moglie Georgina, ora improvvisamente sola, è l’unico personaggio a non credere nemmeno per un istante alla casualità dell’incidente; priva di punti di riferimento, sarà costretta a svestire i panni della curatrice d’arte, ma solo in parte, per indossare quelli di detective e di vedova all’interno di una intricatissima rete di relazioni famigliari con i figli del defunto marito, nati da un precedente matrimonio con la fascinosa e velenosa Irina Atman.
A complicare l’assunto, una convivenza quasi forzata a Villa Carmella, straordinario e sconfinato palazzo in stile neorinascimentale – adattissimo ad ospitare, in qualità di prigione dorata, le personalità diversissime e contrastanti degli eredi, assieme a Georgina, dell’impero finanziario messo in piedi dal compianto Constantine Clios.

Le connotazioni psicologiche dei protagonisti, di fatto, rispondono a tutti i cliché e gli stereotipi che sarebbe lecito attendersi in una storia così torbida e ricca di intrighi non troppo sorprendenti.
Christos Clios, il rampante erede di Constantine, è chiamato al difficile compito di guidare l’impero economico del padre in mezzo alla tempesta e ad una personale battaglia contro la dipendenza da droga.
Adam, il più grande dei figli e aspirante scrittore, è un ragazzo sensibile e disgustato dalla volgarità della ricchezza ambigua toccatagli in sorte.
A completare i figli di Constantine troviamo dunque Adriana, adolescente in preda a tutte i dubbi e le insicurezze del caso, segnata da un pessimo rapporto con la madre Irina e autentico pesce fuor d’acqua all’interno di una famiglia di squali.

Nonostante gli ingredienti per un prodotto televisivo rilevante vi fossero tutti, a partire da un cast stellare capitanato dalle bravissime Lena Olin (Irina) e Julia Stiles (Georgina Clios) che si muovono all’interno di location mozzafiato disseminate tra Costa Azzurra e Montecarlo, Riviera dà l’impressione di evolversi secondo un copione già noto, rassicurante nella sua classicità, e che fa leva sul nostro immaginario collettivo aderendo perfettamente ad ogni probabile aspettativa.

Riviera è infatti tutto ciò che chiederemmo ad una serie tv costruita su intrighi, finzioni e lusso senza freni.
Nel bene e nel male.

 

Francesca Caon

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