SPETTACOLO

I teatri italiani si illuminano. A sipari chiusi ormai da più di 100 giorni, per una sera tornano a farsi vedere, in nome delle migliaia di artisti, tecnici e maestranze senza lavoro e con le stagioni bloccate da un anno.

“Facciamo luce sul teatro”, l’iniziativa di U.N.I.T.A. (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo) che invita tutte le donne e gli uomini che dirigono i teatri italiani, da quelli più piccoli fino ai grandi Teatri Nazionali, a illuminare e tenere aperti i propri edifici la sera del 22 febbraio (dalle 19,30 alle 21,30).

L’associazione di categoria di attrici e attori, un anno dopo la chiusura dei teatri, chiede al nuovo Governo e a tutta la cittadinanza che si torni immediatamente a parlare di Teatro e di spettacolo dal vivo, che lo si torni a nominare, che si programmi la riapertura in sicurezza delle sale.

Si chiede a tutti gli artisti, alle maestranze e al pubblico di organizzare, ovunque possibile e rispettando come sempre ogni misura di sicurezza, un presidio dei teatri nella serata del 22 febbraio, perché questi luoghi tornino simbolicamente ad essere ciò che da 2.500 anni sono sempre stati: piazze aperte sulla città, motori psichici della vita di una comunità.

Tutti i cittadini sono dunque invitati a testimoniare la propria vicinanza davanti ad un teatro che ha aderito all’iniziativa.

I numeri intanto raccontano una debacle assoluta: secondo le stime Agis, solo per il teatro di prosa, sono oltre 142 i milioni andati in fumo al botteghino nel 2020, rispetto al 2019, ovvero il 72% di incassi in meno. Non va meglio per la lirica, che perde quasi 79 milioni (-74%) e la danza con quasi 26 milioni in meno (-78%). E allora, per una sera, si torna a “incontrare” quella parte essenziale e indispensabile di ogni spettacolo, senza la quale il teatro semplicemente non è: il pubblico

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