“Il tempo di Caravaggio”: l’architetto delle luci Francesco Murano racconta le difficoltà dell’allestimento ai tempi del Covid – Musei Capitolini

Francesco Murano è tra i più richiesti progettisti italiani d’illuminazione al servizio dell’arte, nonché l’autore delle luci delle più importanti esposizioni in Italia. “I miei collaboratori hanno lavorato da Roma mentre li monitoravo sul computer da Como”, racconta Murano.

Prosegue, nelle sale espositive di Palazzo Caffarelli- Musei Capitolini, la mostra curata da Maria Cristina Bandera “Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi”.L’architetto delle luci dell’esposizione, allestita fino al 13 settembre 2020, è Francesco Murano, tra i più richiesti progettisti italiani d’illuminazione al servizio dell’arte, autore delle luci delle più importanti esposizioni in Italia. A Roma aveva precedentemente curato anche le luci della mostra Canova. Eterna bellezza a Palazzo Braschi e Impressionisti segreti a Palazzo Bonaparte.

LE LUCI DELLA MOSTRA – Per questi “caravaggeschi” l’artista/architetto delle luci, come è stato definito nel settore, ha scelto di “illuminare le opere con una luce calda, circoscritta ai dipinti”, spiega. Sebbene lui, in generale, preferisca sorgenti led perché di lunga durata, in questo caso ha puntato “su lampadine dicroiche ad incandescenza, le uniche che potevano essere impiegate sugli apparecchi presenti al Museo”. Un allestimento “non semplice”, prosegue, “perché con i dipinti ad olio e le tonalità scure i riflessi sono sempre in agguato”.

“L’opera che ha richiesto più lavoro – dichiara Francesco Murano – è stata il “Ragazzo morso da un ramarro”, sia per importanza del dipinto che per la difficoltà di illuminare senza riflessi una pittura ad olio su tela. In questo caso sono stati utilizzati due apparecchi speciali, detti sagomatori, impiegati per riquadrare l’opera e l’intorno con temperatura di colore differente; un apparecchio a luce calda per il dipinto ed uno a luce fredda per la parete sulla quale l’opera stessa è stata collocata. Questa tecnica, molto particolare, permette di esaltare la cromia dei dipinti”.

L’INSTALLAZIONE AI TEMPI DEL COVID – Per l’apertura della mostra i lavori sono stati effettuati durante il recente lockdown. Questo ha comportato un’organizzazione straordinaria, a distanza, mai realizzata finora. “I miei collaboratori, Doddo Arnaldi e Maurizio Gigante, hanno lavorato da Roma mentre li monitoravo sul computer da Como e solo dopo la riapertura delle frontiere regionali ho potuto perfezionare personalmente le luci ed illuminare direttamente il Caravaggio”, spiega Murano. “Devo però dire che la pluridecennale frequentazione maturata con i miei collaboratori ha permesso di risolvere anche a distanza i problemi che si presentavano di volta in volta, e comunque, prima dell’apertura della mostra, ho ricontrollato sul posto tutte le luci ed eseguito personalmente i puntamenti sull’opera del Caravaggio”.

CHI E’ FRANCESCO MURANO – Francesco Murano è docente della Scuola di Design, nonché membro del laboratorio “Luce e colore” del Politecnico di Milano. Architetto, ha conseguito un master presso la Domus Academy, poi un dottorato di ricerca in disegno industriale con una tesi di laurea dal titolo “Le figure della Luce”. Ha svolto ricerche accademiche, scientifiche, programmi e attività di progettazione per importanti industrie italiane ed estere. Concentrandosi sulla progettazione illuminotecnica e illuminando molte delle più importanti mostre d’arte in Italia e all’estero.

Salvo Cagnazzo
Ufficio Stampa Uozzart
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Libri nel parco, il terzo appuntamento presenta “Questo piatto di grano” di Giulio Alfieri – Sabaudia

La rassegna Libri nel parco promossa dall’ Associazione Sabaudia Culturando e patrocinata dal comune,  è giunta al terzo appuntamento.  Protagonista dell’incontro, che si terrà il 10 luglio alle ore 21.00 presso la corte comunale di Sabaudia, l’autore Giulio Alfieri con il suo libro “Questo piatto di grano”. Durante la presentazione, moderata da Dario Petti direttore della casa editrice Atlantide di Latina, lo scrittore parlerà dell’accurata ricerca di fonti, documenti e testimonianze che gli hanno permesso di scrivere un romanzo sulla storia della colonizzazione dell’Agro Pontino degli anni 30 e 40.
Un punto di vista diverso dal consueto, quello dell’Alfieri che gli ha permesso di raccontare  la colonizzazione mettendo al centro del racconto le famiglie coloniche, e le conseguenze che le varie decisioni storiche, sociali ebbero sulle loro vite.“

Il risultato finale è una storia che risulta per molti aspetti diversa dalla narrazione tradizionale.

L’incontro si terrà nel rispetto delle norme sanitarie per la prevenzione del COVID-19, pertanto l’ingresso nella corte sarà consentito solo con la mascherina e sarà garantita la distanza di un metro tra le persone.

 

Il mondo della cultura piange il maestro Ennio Morricone

E’ morto nella notte in una clinica romana per le conseguenze di una caduta il premio Oscar Ennio Morricone. Il grande musicista e compositore, autore delle colonne sonore più belle del cinema italiano e mondiale, da Per un pugno di dollari a Mission a C’era una volta in America, da Nuovo cinema Paradiso a Malèna, aveva 91 anni. Qualche giorno fa si era rotto il femore.

La funzione si è celebrata nella Capitale in forma strettamente privata, alla presenza dei familiari e dei due suoi più cari amici il regista Tornatore e l’avvocato Giorgio Assumma “nel rispetto del sentimento di umiltà che ha sempre ispirato gli atti della sua esistenza” afferma l’amico e legale di famiglia. Nel suo testamento, Morricone infatti scriveva “non voglio disturbare”. Il momento della benedizione della salma è stato accompagnato dalle note di Mission, colonna sonora dell’omonimo film del 1986 di Roland Joffé, alla quale il maestro era particolarmente legato. Morricone verrà sepolto nelle prossime ore in un cimitero di Roma, sua città natale.

Oltre cinquecento musiche scritte per film e serie tv. Sette nomination e due premi Oscar vinti, innumerevoli candidature e onorificenze ricevute dai più prestigiosi festival di tutto il mondo.  Un artista poliedrico e innovatore, molto attento più che alle mode passeggere ai nuovi linguaggi espressivi; era anche tanto vicino ai giovani: spesso partecipava a eventi promossi dalle comunità educative, comunicando sempre il suo inesauribile trasporto per il pentagramma.

Stima e ammirazione sono i sentimenti che il maestro Ennio Morricone ha suscitato durante la sua lunga carriera ha suscitato nel mondo della musica, del cinema e della cultura internazionale.

La stessa stima che ora, nel momento dell’ultimo saluto al grande compositore, si legge nei tanti messaggi di cordoglio con cui il mondo della cultura, del cinema, della musica ha voluto omaggiare il grande compositore.

Il ministro della cultura Dario Franceschini lo ricorda con le seguenti parole:

“Un giorno triste per la cultura, con Ennio Morricone ci lascia uno dei grandi maestri italiani, un musicista di raffinata bravura che con le sue melodie ha saputo emozionare e far sognare il mondo intero che lo ha ricambiato con i più importanti premi e riconoscimenti, a partire dagli Oscar per le sue leggendarie colonne sonore”. Così il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini si stringe alla famiglia di Ennio Morricone scomparso la scorsa notte a Roma.

La sindaca di Roma Virginia Raggi in un tweet:

“Vogliamo ricordare un genio che ha dato tanto a Roma e all’Italia, legando il suo nome a un luogo simbolo internazionale della cultura e dell’arte”. Così la Sindaca, lancia la proposta di intitolare l’Auditorium di Roma a Ennio Morricone.

Il compositore di colonne sonore Daniel Pemberton lascia il seguente messaggio:

Diamine. Ennio Morricone ci ha lasciati. Il modo in cui mescolava suoni sperimentali, melodie commoventi ed emozioni pure in tutto quello che faceva lo ha reso, per me, il più grande compositore di colonne sonore di sempre, ha avuto un’enorme influenza sul mio lavoro.

Roberto Benigni dedica al maestro il Nastro D’Argento

– “Dedico questo premio ad Ennio Morricone che ha reso squillante l’Italia nel mondo con la sua musica, genio e regolatezza allo stesso tempo. Ma lo dedico anche a tutte le persone che hanno sofferto per questa cosa che ci è capitata e che speriamo finisca presto. E intendo non solo le maestranze del cinema, ma. tutti nel mondo”.  Queste le parole di Benigni, che riceverà stasera al Maxxi di Roma, il Nastro D’Argento come miglior attore non protagonista in ‘Pinocchio’ di Matteo Garrone.

L’omaggio di Roberto Bolle, su Twitter:

“Grazie Maestro Morricone. Ricorderò sempre la tua ironia e la tua intelligenza acuta, oltre ad esserti infinitamente grato per le emozioni che hai regalato a tutti noi. Ci mancherai”.

Una perdita, quella del maestro Ennio Morricone, che non è certamente solo italiana, ma che lascia tutto il mondo orfano di uno dei più grandi compositori di colonne sonore del nostro tempo.

 

“Libri nel Parco” protagonista della seconda serata Matteo Santandrea con il libro “E’ stata Roma”- Sabaudia

 

“Libri nel Parco” la rassegna patrocinata dal Comune di Sabaudia prosegue, con il secondo appuntamento di venerdì 4 luglio. Protagonista, della serata presso la corte comunale, il giovane scrittore Matteo Santandrea con il suo libro “E’ stata Roma”.

Dopo la grande apertura, domenica 29 giugno, con la scrittrice Dacia Maraini che ha presentato in anteprima nazionale  il suo libro  “Trio. Storia di due amiche, un uomo e la peste a Messina”, la rassegna prosegue con grande successo.

Il secondo incontro moderato da Katia Campacci, membro dell’Associazione Culturale Sabaudia Culturando promotrice ed organizzatrice della rassegna, ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso, sempre nel rispetto delle norme per la prevenzione Covid-19.

Il libro prova a rispondere, a una serie di interrogativi, su come dagli anni Settanta ad oggi il cinema e altri linguaggi artistici abbiano saputo ritrarre e raccontare banditismo e malaffare nella Capitale. Un tema questo, che grazie al successo di Romanzo Criminale e di Suburra, ha destato grande interesse.

In attesa del prossimo appuntamento, in programma per il 10 luglio vi invitiamo a seguire tutti gli aggiornamenti sulla la pagina Facebook dell’ Associazione Sabaudia Culturando.

 

 

Il viaggio delle spirali di Archimede, intervista all’autore Alessandro Maga

Oggi abbiamo il piacere di intervistare l’autore esordiente Alessandro Maga e di presentarvi il suo primo romanzo Il viaggio delle spirali di Archimede.

Alessandro è nato a Roma nel 1973.  La sua vita si divide fra la capitale, dove lavora come ingegnere nel mondo delle telecomunicazioni, e il paese a nord di Roma dove vive con i due figli e la compagna, alla quale è dedicato il romanzo. Nonostante gli studi di carattere scientifico, ha da sempre avuto un particolare interesse per la scrittura. Il viaggio delle Spirali di Archimede è il suo primo libro.

 

Il viaggio delle Spirali di Archimede 

Archimede, genio assoluto dell’umanità, attende con preoccupazione l’epilogo dell’assedio romano alla sua Siracusa che dura da ben due anni. Grazie alle armi del grande scienziato i Latini non sono riusciti a prendere la città con la forza, ma vi stanno riuscendo con la fame, e un esercito assetato di oro, di donne e di sangue preme per entrare in quella che per molti è la più bella delle colonie greche. Tutti i suoi figli sono in grave pericolo, ma lo sono anche gli ultimi studi dello scienziato che rischiano anch’essi di essere travolti dalla furia della guerra. Paride, un giovanissimo servo dall’aspetto androgino, ha un’idea per portarli in salvo e non esita a metterla in pratica con l’aiuto di Archimede stesso. Inizierà così per il ragazzo un’incredibile avventura che lo porterà molto più lontano di quanto lui avesse mai potuto immaginare.
Siamo nel 212 a.C., sei anni prima Annibale ha varcato le Alpi con i suoi elefanti per porre la parola fine all’ascesa di Roma, e Siracusa, dopo la morte del grande tiranno Gerone II, è diventata un ghiotto boccone tra Roma e Cartagine per la seconda volta in guerra tra loro per la supremazia nel Mediterraneo occidentale. Le vicende narrate nel romanzo, pur collocandosi fedelmente all’interno di questa cornice storica, sono da considerarsi di pura fantasia, mentre assolutamente oggettiva e approfondita è la luce che il libro vuole gettare sulla sorprendente scienza dei Greci.

 

Intervista all’ autore

Il viaggio delle spirali di Archimede è un romanzo con una precisa ambientazione storica e con una particolare attenzione alle teorie scientifiche. Come nasce l’idea?

L’ispirazione, l’ambientazione e molti concetti presenti nel libro provengono direttamente dal mio interesse per la storia della scienza, tanto che il romanzo stesso potrebbe essere definito come un romanzo storico-scientifico. Lo studio dei percorsi, spesso tortuosi, attraverso i quali le varie teorie sono giunte alla loro formulazione attuale, ci mostra le grandi conquiste della scienza arricchite dal fascino dei secoli, facendone un argomento ideale per un romanzo.

 

Quali sono state le tue fonti, come ti sei documentato? 

La storia della scienza è per sua natura un argomento multidisciplinare e l’approfondimento di quanto appreso al liceo scientifico e alla facoltà di ingegneria è stato orientato a lavori di matrice scientifica appunto.

Per quanto riguarda la scienza degli antichi Greci, e in particolar modo il periodo ellenistico, fondamentali sono i lavori di uno fisico italiano, il Prof. Lucio Russo, il quale non esita a definire come una vera rivoluzione scientificaquella compiuta da Archimede e da moltissimi altri studiosi della sua epoca.

Purtroppo le fonti dirette sono andate quasi tutte perse, vittime dei rivolgimenti della storia, ma dell’opera di Archimede ci è giunta una buona parte, a testimonianza della grandezza della sua figura.

 

Da dove nasce la passione per la scrittura?

Anche se questo è il mio primo libro e ho iniziato a scriverlo a 43 anni, l’idea di realizzare un romanzo ha sempre solleticato la mia fantasia. Prima o poi avrei affrontato questa sfida – ne ero abbastanza certo – e quando un giorno di fine estate ho iniziato a scrivere di un ragazzo del III secolo a.C., assediato nella sua Siracusa insieme al grandissimo Archimede, da quel momento per tre anni, nel mio tempo libero, non ho fatto praticamente altro.

La fuga dall’assedio, gli ultimi studi di Archimede da portare in salvo, un viaggio nel Mediterraneo per luoghi meravigliosi, la scoperta dell’eros… tutto ha cominciato a prendere vita. Il potere immaginifico di un romanzo può inchiodare alle pagine tanto il lettore quanto l’autore. Quindi mi sento di dire che è stato il romanzo stesso a trasmettermi la passione e a fare di me un narratore. Il suo potere evocativo mi ha proiettato in un mondo fantastico, in partenza per un viaggio favoloso, verso magici approdi, e mi piace pensare che i riscontri positivissimi, giunti numerosi, riflettano questo lato fantasioso e passionale del romanzo.

 

Qual sono tuoi scrittori preferiti, ti sei ispirato a qualche autore in particolare? 

Non ho autori di riferimento. Amo i romanzi dell’ ‘800 più di quelli del ‘900 – Dostoevskij, I promessi Sposi, Balzac, Stendhal – ma non posso definirmi un gran lettore di narrativa, specialmente di quella contemporanea.

 

Hai nuovi progetti in vista? Stai scrivendo un nuovo libro? Puoi anticiparci qualcosa?

Sono a buon punto con un nuovo romanzo, ambientato nel medioevo, che vuole essere il secondo capitolo di una piccola saga che ripercorre a grandi passi la storia della scienza. Siamo a Roma e a guidare la Chiesa è Silvestro II, un papa scienziato; eros e delitti, intrighi e passioni sconvolgono la città eterna alla vigilia dell’anno 1000…

 

Dove si può acquistare il libro?

Il viaggio delle spirali di Archimede è pubblicato sia in formato Kindle che cartaceo ed è acquistabile online su Amazon.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Libri nel Parco, ad aprire la rassegna in anteprima “Trio” di Dacia Maraini – Sabaudia

 

Domenica 28 giugno torna a Sabaudia, la rassegna culturale Libri nel Parco a cura dell’Associazione Sabaudia Culturando.

Ad aprire la manifestazione, giunta alla sua IV edizione, sarà anche quest’ anno la scrittrice Dacia Maraini socio onorario dell’associazione “Sabaudia Culturando, che presenterà in anteprima il suo ultimo romanzo “Trio. Storia di due amiche, un uomo e la peste a Messina”. Il libro edito da Rizzoli che uscirà in libreria tra qualche giorno, sarà presentato dalla scrittrice nella splendida corte del Comune di Sabaudia,  a moderare l’incontro la giornalista Roberta Sottoriva con l’ intervento del giornalista Eugenio Murrali.

<< Siamo onorati del grande regalo che anche quest’anno Dacia Maraini fa alla nostra associazione, rinnovandoci la fiducia degli scorsi anni. La sua presenza a Sabaudia porta sempre con se ricordi preziosi per la nostra città! >> queste le parole del presidente di Sabaudia Culturando, Valentina Baccaro.

“Libri nel parco: quando la cultura incontra la natura”, nasce con l’intento di promuovere la lettura in un territorio come quello di Sabaudia, pervaso dalla magia del Parco Nazionale del Circeo. Ricca di ospiti importanti ed aperta ad accogliere le espressioni culturali del territorio, la rassegna, patrocinata dal Comune di Sabaudia, si conferma in un mix che ha prodotto negli anni una grande e positiva accoglienza del pubblico

Gli incontri avverranno nel rispetto delle norme sanitarie al momento vigenti a causa dell’epidemia di Coronavirus ancora non del tutto debellata.

 

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Al via “Pride by your side”, la mostra online che racconta l’amore e il mondo

Una ‘mostra evento’ online per raccontare l’amore e l’identità “rainbow” con l’arte: partirà il 20 giugno, sino al 20 settembre 2020, la collettiva “Pride by your side”, organizzata dal gallerista Francesco Maria Boni

Apre domani LGBTQI+Orgoglio, identità, unicità e sessualità: diciannove artisti internazionali, a confronto per raccontare l’amore e il mondo LGBTQI+, tra pittura e fotografia, street art e illustrazione. Tra gli artisti in mostra, Gonzalo Orquin, Massimo Perna, Alessia Babrow, Grigorii Pavlychev e Paolo Pilotti.Circa cento le opere “esposte”. I ricavati della galleria saranno devoluti a due associazioni LGBT italiane

Una mostra online per raccontare l’amore e la “favolosità rainbow” attraverso l’arte: partirà il 20 giugno, sino al 20 settembre, la collettiva “Pride by your side”, che si svolgerà all’interno di ARTSPACE, spazio che la galleria online FMB Art Gallery di Francesco Maria Boni (www.fmbartgallery.com) dedica agli eventi speciali. L’evento sarà online per tutta la stagione estiva, come un ipotetico Onda Pride, e si potrà arricchire di eventuali e ulteriori tasselli artistici. La chiamata per gli artisti sarà infatti aperta fino al 31 luglio: la galleria continuerà quindi a valutare nuovi artisti internazionali per tutta la durata della call, presentandone col tempo di nuovi. I ricavati della galleria per questo evento saranno devoluti a due associazioni LGBT italiane: Casa Famiglia Refuge LGBT e Plus – Persone LGBT+ sieropositive.

L’EVENTO COME UN’ONDA PRIDE – Il progetto artistico intende allinearsi alle celebrazioni online della comunità LGBTQI+ previste per tutto il mese di giugno, che quest’anno a causa dell’emergenza sanitaria si svolgeranno soltanto virtualmente o con piccole ma significative iniziative, per non compromettere il distanziamento sociale richiesto. Il tema del progetto “Pride by your side” riguarda il mondo LGBT e punta a mettere in evidenza l’orgoglio della diversità di ogni singolo individuo che si manifesta nel rapporto intimo che abbiamo con noi stessi, ma anche con il mondo esterno con il quale ci relazioniamo. Agli artisti sono state date delle parole chiave sulle quali lavorare ed esprimersi: orgoglio, identità, unicità, sesso e sessualità. Queste interrogano non soltanto il nostro io più profondo, ma anche l’amore e il sesso come espressione del proprio essere.

GLI ARTISTI IN MOSTRA – Diciannove gli artisti in mostra, con “incursioni” provenienti dalla Spagna, Israele, Russia e Inghilterra. Circa cento le opere “esposte”, tra fotografia e pittura, street art e illustrazione. Ecco l’elenco completo, in ordine alfabetico: Alessia Babrow, Thomas Bires, Cinzia Carbonelli e Adriana Seganti, Lidia Cestari, Classic/Plastic Philosophy©️, Bianca Demo, Yasmine Elgamal, Yisrael Dror Hemed, Ernesto Notarantonio, Gonzalo Orquin, Stefano Pallara, Grigorii Pavlychev, Massimo Perna, Nadir Pecvik, Paolo Pilotti, Stefano Regondi, Francesco Ruspoli, Fabio Turri.

“L’evento vuole raccontare, con il linguaggio dell’arte, il Pride in alcune delle sue sfaccettature – spiega Francesco Maria Boni, ideatore dell’iniziativa – Orgoglio di essere come si è e non permettere a nessuno di farci sentire inadeguati per questo. Orgoglio di camminare a testa alta perchè la bellezza sta nella diversità che ognuno di noi esprime nelle parole, nello sguardo. Orgoglio di essere liberi semplicemente amando“.

Salvo Cagnazzo

Ufficio Stampa Uozzart
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Addio a Christo, l’artista che ha sognato e realizzato l’impossibile

E’ morto domenica a New York, all’età di 84 anni Christo Vladimirov Javacheff, conosciuto come Christo, uno degli artisti contemporanei più noti.

Il suo ufficio stampa, nel comunicare il decesso, ha rilasciato questa dichiarazione:

“Christo ha vissuto la sua vita nel modo più pieno, non solo sognando ciò che sembrava impossibile, ma realizzandolo.”

 

Nato in Bulgaria, deve la sua celebrità in Italia alla realizzazione di “The Floating Piers” nel 2016, la piattaforma dorata galleggiante sul lago d’Iseo. Il progetto era uno dei tanti concepiti assieme a Jeanne-Claude, sua amata compagna di vita deceduta nel 2009.

Dagli anni ’60 aveva scardinato le regole del mondo dell’arte con installazioni artistiche di grandi dimensioni.

In più di cinquant’anni di carriera, Christo divenne uno degli esponenti più importanti della Land Art, forma d’arte contemporanea nata Stati Uniti d’America tra il 1967 e il 1968. Con la sua arte modificò e ridisegnò il mondo, intervenendo su paesaggi incontaminati come deserti, laghi, praterie.

Noto al mondo soprattutto per i suoi “impacchettamenti” di oggetti, monumenti e modelli viventi, è diventato in breve tempo anche uno dei principali esponenti del Nouveau Réalisme.

Negli anni, con sua moglie ha imballato e impacchettato il mondo da Porta Pinciana a Roma nel 1974, al Reichstag di Berlino  nel 1995, passando per il Pont Neuf di Parigi nel1985. Il primo edificio imballato, nel 1968, fù la Kunsthalle di Berna.

Nonostante l’età, l’artista serbava ancora un’energia e una volontà di guardare avanti che gli avevano permesso di mettere in cantieri progetti futuri: uno su tutti, L’Arc de Thriomphe Wrapped, rinviato per la pandemia e riprogrammato nell’autunno 2021. Sul sito dell’artista compare la seguente nota  “Christo e Jeanne-Cluade hanno sempre detto chiaramente che la loro arte sarebbe continuata dopo la loro morte. L’Arc de Triompe Wrapped resta in corsa per il 18 settembre-3 ottobre 2021”.

Per realizzare i suoi progetti Christo ha lottato con l’impossibile e con le difficoltà della burocrazia. Diceva di essere fuggito dal mondo comunista per essere un uomo libero, la libertà per l’artista era anche sognare in grande, ridisegnare il mondo anche solo per qualche giorno.

In una lettera del 1958 l’artista aveva scritto: “La bellezza, la scienza e l’arte trionferanno sempre“, un auspicio questo per il futuro dell’arte.

 

 

Le sue opere più importanti

 

 

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Tra il 1980 e il 1983, i due artisti progettarono una grande installazione dalle parti di Miami, in Florida. Chiamata “Surrounded Islands”, la struttura circondava due isolotti nella Biscayne Bay, sfruttando più di 600mila metri quadrati di tessuto. La struttura, in polipropilene, rimase lì per due settimane.

 

 

 

 

C’è poi “The Gates”, una serie di porte completate nel febbraio 2005 all’interno di Central Park a New York

 

 

 

 

Una delle sue installazioni più complesse e di difficile realizzazione è stata quella pensata per il fiume Arkansas, in Colorado

 

Nella capitale presso l’Atelier Montez prosegue il progetto “Be**pArt”, la collettiva d’arte più grande al mondo

 

Prosegue con successo il progetto “Be**pArt”, la collettiva d’arte più grande al mondo. Oltre quattrocento gli artisti che hanno già aderito, oltre 12mila le opere già pervenute. La scadenza della call, a causa del coronavirus, è prorogata al 31 agosto

L’obiettivo dell’iniziativa è scrivere un nuovo “Guinness World Record” per l’anno 2020, la mostra d’arte collettiva più grande del mondo: 45.000 opere d’arte prodotte da 1500 artisti dai cinque continenti esposte e inaugurate in un mega evento presso Atelier Montez, a Roma. Il progetto è curato da Gio’ Montez e dalla rete di Ambasciatori Be**pArt nominati per promuovere l’iniziativa in tutti gli angoli del pianeta.

Sopravvivere al virus e alla crisi è possibile, anche per il mondo dell’arte contemporanea. In un contesto storico così complesso in cui l’Arte Contemporanea è considerata alla stregua di un “bene di consumo non necessario”, gli artisti contemporanei sono una fascia debole, non tutelata e a serio rischio di estinzione. Tutto il settore dell’arte contemporanea è in crisi a causa delle restrizioni imposte dal lockdown.

In questa complessa situazione, un barlume di speranza arriva dal noto Atelier Montez, centro di produzione d’arte contemporanea diretto da Gio’ Montez e situato in zona Pietralata, a Roma, che ha lanciato una incredibile proposta, o meglio “una sfida da record”, a tutti gli artisti, italiani e internazionali: “Il recente DPCM “Rilancio” – dichiara Gio’ Montez – oltre duecento pagine di manovra economica straordinaria per far ripartire l’Italia, il Paese dell’Arte per antonomasia, non fa neanche una volta menzione all’Arte Contemporanea. Devono smettere di ignorarci, stavolta non passeremo inosservati; attireremo l’attenzione di tutto il mondo su noi Artisti Contemporanei e faremo la mostra d’arte contemporanea più grande del mondo in un periodo in cui le mostre d’arte sono addirittura interdette”.

LA COLLETTIVA – In questo così complesso scenario, una buona notizia arriva proprio da Gio’ Montez: prosegue con successo, infatti, il progetto “Be**pArt”, la call aperta a tutti gli artisti per la realizzazione della mostra d’arte collettiva più grande al mondo. Questa gigantesca mostra d’arte con 45.000 opere inedite di 1500 artisti provenienti da tutti i continenti sarà allestita a Roma, presso l’Atelier Montez, a partire dal mese di settembre 2020. L’obiettivo è quello di conquistare un nuovo Guinness World Record per l’anno 2020.

INNOVAZIONE MONDIALE – Sono già quattrocento gli artisti, italiani e internazionali iscritti, attualmente con circa 12mila opere inedite già pervenute negli spazi dell’Atelier. Le opere provengono da tutta Europa e anche da oltre i confini Comunitari, da Paesi come gli Stati Uniti d’America, Cuba, Argentina, Australia, Cina, India, Filippine, Marocco, Egitto… Sono questi i primi risultati di un progetto maturo, ben pensato, che rivendicando l’esistenza e la necessità di tutela della categoria “Arte Contemporanea” trasforma una esigenza in una virtù per apportare una radicale innovazione nei processi di produzione e distribuzione dell’Arte Contemporanea in Europa e nel resto del mondo. Per vedere in anteprima le opere già consegnate basta andare sul profilo Instagram di Atelier Montez: https://www.instagram.com/atelier_montez/?hl=it

“Intendiamo realizzare presso Atelier Montez – spiega Gio’ Montez, promotore dell’iniziativa e titolare dello spazio polifunzionale di Pietralata – la mostra d’arte collettiva più grande del mondo esponendo e mettendo in vendita 45.000 opere d’arte di piccolo formato prodotte da 1500 artisti che in questi giorni stanno lavorando da casa con un obiettivo comune: scrivere un inedito Guinness World Record, un traguardo grande che attirerà l’attenzione di tutti sulla nostra iniziativa. L’obiettivo si raggiunge con tanti piccoli gesti sommati insieme, un sodalizio d’intenti che non passerà inosservato”.

LE DATE DEL PROGETTO – La mostra Be**pArt sarà visitabile presso Atelier Montez a partire da settembre 2020 tutti i giorni esclusi i lunedi, negli orari di apertura 18-22 o su appuntamento. Attraverso il sito web montez.it dell’editore indipendente “Atelier Montez” sarà pubblicato e distribuito il catalogo che raccoglierà tutte le opere dei Produttori Indipendenti aderenti all’iniziativa. Avvieremo nello stesso periodo la fase di distribuzione e di vendita delle opere d’arte, attraverso la piattaforma digitale sviluppata appositamente da Atelier Montez, attraverso cui sarà possibile acquistare le opere della collezione Be**pArt, portando a casa un autentico capolavoro e contribuendo così a ridare il dovuto valore all’Arte Contemporanea e a onorare il lavoro svolto dai Produttori Indipendenti che sono stati emarginati e sacrificati dalle Nostre Istituzioni. Alcune fra le opere più popolari verranno battute all’asta nel mese di dicembre 2020.

“Siamo uno tsunami – aggiunge Gio’ Montez – un potente effetto di rete che coinvolgerà sempre più persone per portare il fenomeno al centro dell’attenzione mondiale, convinti che questa pubblicità potrà garantire un crescente numero di adesioni e di consensi che saranno fondamentali per controbilanciare gli effetti negativi della crisi. Stiamo producendo migliaia di opere d’arte che diventeranno grandi Quadrerie Be**pArt da vendere singolarmente o in insieme a chi come noi pensa che l’arte e la cultura siano valori irrinunciabili, necessari, soprattutto nei momenti di crisi. Venderemo le nostre opere agli operatori economici di prima fascia e cercheremo di trovare un imprenditore illuminato che vuole sostenerci. Pubblicheremo un grande catalogo, un documento che rappresenterà uno spaccato pittorico e pittoresco della odierna Comunità e dei nostri valori. Vivremo, si, e lo faremo da protagonisti”.

COME PARTECIPARVI – Gli artisti possono accedere alla pagina web dedicata a be**pART https://montez.it/progetto-arti-visive-bep-art/ e procedere con l’iscrizione. Gli artisti potranno poi realizzare il primo pacchetto produzione: trenta opere d’arte bidimensionali uniche e non replicabili, firmate e/o autenticate, di formato massimo 10×10 cm, che siano appendibili a un chiodo. Si avrà tempo sino al 31 agosto 2020 per far pervenire le opere in Atelier Montez, a pena di esclusione dal concorso. L’artista sarà così ufficialmente un “Produttore Indipendente” del circuito Be**pArt e potrà accedere alla piattaforma web inserendo nome utente e password e gestire il proprio profilo personale. Si può annullare la propria adesione, e quindi rientrare in possesso del proprio materiale, in qualsiasi momento. Per i dettagli, consultare il sito di riferimento www.montez.it.

Per partecipare è necessario scaricare il modulo dal sito montez.it e inviarlo via mail firmato con una fotocopia del documento; c’è tempo fino al il 31 agosto 2020 per far pervenire in Atelier Montez le 30 opere in conto vendita.

 

 

To participate the Artists must download the form from the montez.it website and send it by email signed with a photocopy of the document; there is time until August 31, 2020 to send the 30 works on consignment to Atelier Montez.

Atelier Montez – The “Be ** pArt” project, the largest art collective show in the world, continues successfully. Over four hundred artists who have already joined, over 12 thousand works already received. The deadline for the call, due to the coronavirus, has been extended to August 31st

The goal of the initiative is to write a new “Guinness World Record” for the year 2020, the largest collective art exhibition in the world: 45,000 works of art produced by 1500 artists from the five continents exhibited and inaugurated in a mega event at Atelier Montez, in Rome. The project is curated by Gio ‘Montez and by the network of Be ** pArt Ambassadors appointed to promote the initiative and spread the word in all corners of the planet.

Surviving the virus and the crisis is possible, even for the world of contemporary art. In such a complex historical context in which Contemporary Art is considered as an “unnecessary consumer good”, contemporary artists are a weak band, unprotected and at serious risk of extinction. The 99% of the contemporary artists is in crisis due to the restrictions imposed by the lockdown.

In this complex situation, a glimmer of hope comes from the well-known Atelier Montez, a contemporary art factory directed by Gio ‘Montez and located in the Pietralata district, in Rome; he has launched an incredible proposal, or rather “a record challenge “, to all Italian and international contemporary artists:” The recent DPCM “Relaunch” – declares Gio ‘Montez – over two hundred pages of extraordinary economic maneuver to restart Italy, the country of art par excellence, does not make even one time mention to Contemporary Art. This is an absurd! They must stop ignoring us. This thing we will not go unnoticed; we will draw attention from all over the world to realize the largest contemporary art exhibition ever in a period in which art exhibitions are even forbidden.

THE COLLECTIVE – In this complex scenario, good news comes from Gio ‘Montez: the “Be ** pArt” project, the open call for the largest collective art show ever continues successfully all over the world. This giant art exhibition with 45,000 unpublished works of 1500 artists from all continents will be set up in Rome, at the Atelier Montez, starting from September 2020. The goal is to conquer a new Guinness World Record for the year 2020 ..

WORLD INNOVATION – There are already four hundred Italian and international artists registered, currently with about 12 thousand unpublished art works already received in the spaces of the Atelier Montez. The art works come from all over Europe and also from beyond the EU borders, from countries such as the United States of America, Cuba, Argentina, Australia, China, India, the Philippines, Morocco, Egypt … These are the first steps of a mature project, which transforms a rampant need into a virtue by claiming the existence and the need to protect the “Contemporary Art” as a category of Independent Producers; the claim is to bring radical innovation in the production and distribution processes of Contemporary Art in Europe and in the rest of the world. To preview the art works already delivered, just go to the Atelier Montez instagram profile: https://www.instagram.com/atelier_montez/?hl=it

“We intend to create at Atelier Montez – explains Gio ‘Montez promoter of the initiative and owner of the art factory located in Pietralata district – the largest collective art exhibition ever by displaying and puting on sale 45,000 small-format works of art produced by 1500 artists who have been working from home these days with a common goal: to write an unprecedented Guinness World Record, a great achievement that will draw everyone’s attention to our initiative. The goal is achieved with many small gestures added together, a partnership of intent that will not go unnoticed “.

PROJECT DATES – The Be**pArt exhibition will be open at Atelier Montez starting from September 2020 every day except Mondays, during opening hours 18-22 or by appointment. Through the montez.it website of the independent publisher “Atelier Montez” the catalog will be published and distributed; it will collect all the works of the independent producers participating in the initiative. In the same period we will start the distribution and sale of the works of art, through the digital platform developed specifically by Atelier Montez, through which it will be possible to purchase the works from the Be ** pArt collection, bringing home an authentic masterpiece and thus contributing to restore the value of the contemporary artists and to honor the work they have done while been marginalized and sacrificed by our institutions. Some of the most popular works will be auctioned in December 2020.

“We are a tsunami – adds Gio ‘Montez – a powerful network effect that will involve more and more people to bring the phenomenon to the center of world attention, convinced that this publicity will guarantee a growing number of adhesions and consents that will be fundamental to counterbalance the negative effects of the crisis. We are producing thousands of works of art which will become large Be ** pArt Quadreries; the artworks will be sold individually or in groups to those who think that art and culture are essential values, always necessary, especially in moments of crisis. We will sell our works to first-rate economic operators and we will try to find an enlightened entrepreneur who can support us. We will publish a large catalog, a document that will represent a pictorial and picturesque cross-section of today’s Community and our values. We will live, yes, and we will do it as protagonists “.

Salvo Cagnazzo
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