Nell’anno della ripartenza e della rinascita, l’Italia punta sul binomio cultura e territorio, da sempre cavallo di battaglia del Bel Paese.

L’Italia da tempo all’avanguardia nella diplomazia culturale, volge lo sguardo anche oltre i propri confini, continuando a dare il proprio contributo nella valorizzazione del patrimonio culturale di diversi paesi.

Recentemente l’Italia, ha rivolto un particolare interesse all’Azerbaijan, a cui è legata commercialmente da sempre, dando il suo sostegno  per la questione della pacificazione e stabilizzazione della Regione del Nagorno Karabakh,

Negli ultimi anni l’Azerbaijan ha assunto una sempre maggiore rilevanza per l’Italia, divenendo il punto d’appoggio e il suo partner strategico nella regione caucasica.

I rapporti tra i due paesi fino ad oggi si sono basati, innanzitutto, sulle fonti di energia. L’Azerbaigian è da anni il primo fornitore di petrolio dell’Italia

Ma in questi ultimi mesi la partnership italo-azera, non si limita al solo commercio di greggio, l’ Italia vuole diventare un punto di riferimento per il rilancio della regione. Le due nazioni, separate dalla geografia ma unite dalla geopolitica, due economie perfettamente complementari, hanno sviluppato nel tempo un legame che prevede oltre agli accordi commerciali, un piano di di rilancio della regione, un piano di ricostruzione dei territori distrutti dalla recente guerra, con una particolare attenzione alla tutela dei monumenti culturali  della regione.

l’Italia è oggi il principale interlocutore europeo dell’Azerbaijan, è stato il primo Paese occidentale a visitare, con una delegazione parlamentare prima, e subito dopo con una rappresentanza del Governo, Baku e i territori riconquistati dall’Azerbaijan in Nagorno Karabakh.

L’Italia sta al momento sostenendo l’invio di una missione UNESCO in Armenia e in Azerbaigian che dovrà valutare i danni subiti dal patrimonio culturale e successivamente coordinare uno sforzo internazionale di ricostruzione.

Il 3 febbraio il Presidente Aliyev ha ricevuto in videoconferenza la delegazione parlamentare italiana. Il presidente azero, ha approfittato dell’occasione per parlare in toni entusiastici del legame, sempre più intenso e stretto, tra Baku e Roma. A tal proposito, Aliyev ha dichiarato che “le relazioni tra l’Italia e l’Azerbaigian si stanno sviluppando con successo”  rammentando ai presenti che “diverse aziende italiane sono già state invitate per lavori di restauro e costruzione [nel Karabakh Superiore]” e che la speranza–aspettativa azera è un loro maggiore coinvolgimento. Quest’ultimo punto è indicativo dell’influenza italiana in Azerbaigian: le nostre imprese non hanno dovuto fare richiesta di partecipazione alla ricostruzione delle aree riconquistate, sono state invitate anzitempo, in massa, e dal presidente in persona.

Ultimo ma non meno importante, il capo di stato azero ha annunciato che procedono i lavori per la realizzazione dell’università Italia-Azerbaigian di Baku e che, essendo state rifinite le questioni burocratiche tra governi, i battenti potrebbero già aprire durante l’anno. Nelle aule dell’istituto verrà formata la dirigenza azera di domani; una dirigenza che parlerà italiano, che sarà chiamata a raccogliere e perpetuare l’eredità di Aliyev..

Per il nostro Paese la cultura è un bene imprescindibile, un componente fondamentale dell’identità di un popolo. Le capacità delle nostre Università, laboratori e imprese del settore culturale sono riconosciute in tutto il mondo. Dalle missioni archeologiche, che peraltro pochi sanno sono proprio coordinate e finanziate dalla Farnesina, al restauro, alla valorizzazione del patrimonio culturale, possiamo dire con orgoglio che l’Italia è una superpotenza della cultura. Vogliamo mettere a disposizione le nostre capacità per aiutare queste popolazioni a voltare pagina rispetto al conflitto, valorizzando al contempo le pagine più belle della loro storia, che per valore culturale intrinseco appartengono a tutta l’umanità.

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