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Ricostruire dopo il terremoto. Il caso Arquata del Tronto. Architetti e docenti a confronto

Ricostruire dopo il terremoto. Il caso Arquata del Tronto

Architetti e docenti a confronto su prevenzione e gestione del dopo sisma

 

(Roma, 4 marzo 2020) Come si ricostruisce un territorio all’indomani di un terremoto devastante? Come si possono salvaguardare, nel corso della ricostruzione, identità e caratteri originari che si sono stratificati sul territorio nel corso di secoli?

La Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, a poco meno di quattro anni dal sisma che ha devastato l’Italia centrale, chiama a raccolta architetti, docenti ed amministratori per riflettere sul futuro di Arquata del Tronto, il piccolo comune in provincia di Ascoli Piceno, tra i più duramente colpiti dai tragici eventi del 2016.

Appuntamento venerdì 6 marzo, alle ore 10, presso la Sala della Crociera del Ministero dei Beni culturali (via del Collegio Romano 27, Roma), con Progetti per Arquata. Riflessioni sulla prevenzione, una tavola rotonda con la partecipazione dei più importanti esperti di restauro e conservazione architettonica, che prenderanno in esame il caso particolare del piccolo centro marchigiano.

Aprono l’incontro Carla Di Francesco, commissario straordinario della fondazione, e Michele Franchi, vicesindaco di Arquata del Tronto, che dopo i saluti lasceranno la parola al moderatore dei lavori Carlo Birrozzi, direttore dell’Istituto centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD).

In particolare, saranno tre i progetti presi in esame: le linee guida per il recupero di Arquata redatte dall’Università Roma Tre, lo studio sui territori danneggiati realizzato dall’Università di Camerino, il progetto di restauro di San Francesco a Borgo di Arquata del Politecnico di Milano.

 

“I progetti costituiscono un possibile metodo di lavoro, nel rispetto della tradizione italiana sul tema della conservazione e restauro del costruito storico: conoscenza come ineludibile base di ogni intervento” spiega Birrozzi. “Il lavoro realizzato ad Arquata a seguito del sisma dovrebbe essere esteso in modo preventivo a tutti quei centri che abbiano interesse storico, come forma di documentazione e conoscenza”.

Tra g

li interventi, da seguire la relazione di Elisabetta Pallottino, ordinario di Restauro architettonico all’Università di Roma Tre, che farà il punto sul tema: “Ricostruire dopo i terremoti: orizzonte ontologico e orizzonte percettivo”.

Michele Zampilli, docente al Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre, e Giulia Brunori, dottoranda in “Architettura: innovazione e patrimonio” della stessa università, si confronteranno invece su “Ricostruire Arquata. Ricerche, rilievi e restituzioni virtuali dei centri storici del Comune di Arquata del Tronto per la redazione di linee guida ai piani di recupero e ricostruzione”.

Enrica Petrucci, ricercatore in Restauro architettonico dell’Università di Camerino, proporrà una riflessione su “I territori danneggiati dal sisma: nuovi livelli di conoscenza per l’area di Arquata del Tronto”. Infine, Alberto Grimoldi, ordinario di Restauro architettonico al Politecnico di Milano, e Angelo Giuseppe Landi, ricercatore in Conservazione dei Beni architettonici del Politecnico, dialogheranno su “Materia e identità: strategie di conoscenza e tutela, progetti per la Rocca e la chiesa di San Francesco ad Arquata del Tronto”.

A conclusione dell’incontro, riflessioni affidate ad Antonia Pasqua Recchia, consigliere del Ministro dei Beni e delle attività culturali e per il Turismo Dario Franceschini e già segretario generale del Mibact.

La Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, che ha organizzato l’evento, è un istituto di formazione, ricerca e studi avanzatifondato dal Ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo con la missione di valorizzare le risorse umane operanti nella gestione del patrimonio culturale.

 

Domenico Nucera

Ufficio stampa

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