“L’entropia rapita” personale di Caterina Magri dall’11 al 17 settembre a Galleria Spazio 40 di Roma

La nuova stagione di eventi presso la Galleria d’arte Spazio 40 di Roma inizia con la personale dell’artista Caterina Magri.
La mostra, dal titolo “L’ entropia rapita”, dall’ 11 al 17 settembre 2020 ed ospiterà la più recente produzione di sculture e bassorilievi dell’artista.
Caterina Magri, che ha partecipato a numerose mostre collettive in Italia (Torino, Milano, Roma) e all’estero (Barcellona), espone per la prima volta le sue opere in una personale a Roma.

Il testo critico di presentazione alla mostra è stato curato dalla Dott.ssa Simona Albani, storica dell’arte: “Nelle opere di Caterina Magri si avverte in maniera forte e decisa la volontà di assecondare il caos della materia; l’artista rincorre un incessante flusso interiore che l’accomuna alle sue creazioni.  
E’ un susseguirsi di sbalzi emotivi che ruotano e si fondono nell’anima di un suo mondo primordiale, immaginario e privo di forme standardizzate.
C’è una forte spinta emotiva nel voler plasmare il disordine, nel cercare di riconoscere e riproporre, attraverso il vortice delle particelle materiche la manifestazione della vita, il miracolo di un artificio a metà strada tra divino e profano.
L’intuizione demiurgica la conduce ad una narrazione esilarante in cui l’anima del mondo si manifesta irrequieta e indomabile ma non per questo impossibile da rapire.
Le sculture in apparenze bloccate da sostegni o pannelli, come nel caso dei bassorilievi escono prepotenti, quasi in fuga verso l’alto o comunque all’esterno creando un’alternanza di prospettive sempre nuove.
Nelle sue creazioni vi è un’energia graffiante in cui lottano punte, spigoli e rotondità; in alcune di esse preme dall’interno un magma scomposto, in altre si configurano concrezioni e tracce che ricordano ere preistoriche.

L’entropia dominante si lascia prendere per qualche istante, poi fugge e ritorna tra le mani di Caterina, che lungo un percorso ricco di metafore, riconduce  alla sfericità del suo globo terrestre, simbolo di forza e dell’intero universo “

L’artista italiana attraverso il suo lavoro, cerca continuamente “il segno”. Mentre i pezzi di Magri assumono forme e funzioni diverse, i materiali che usa cambiano. Legno, carta, colori acrilici, foglia oro / argento e resine sono l’essenza delle sue opere. Applica il colore attraverso strati di vernice per un tocco finale che dà “vibrazioni cromatiche”

 

Torna nella città pontina il contest fotografico “Sabaudia con i miei occhi”

Torna il contest fotografico “Sabaudia con i miei occhi”, giunto alla V edizione, ideato dal Fotografo Marco Mincarelli e dal Vice Presidente di Sabaudia Culturando Laura Plata, organizzato dall’associazione Sabaudia Culturando con il sostegno del Comune di Sabaudia e il patrocinio della Pro Loco di Sabaudia.

L’associazione Sabaudia Culturando da sempre promuove e valorizza gli aspetti più belli del territorio con una serie di eventi che si svolgono tutto l’anno ed in particolare nei mesi estivi ed il contest fotografico rientra tra questi.

L’obiettivo del contest è quello di dare vita ad un viaggio emozionale tra le bellezze di Sabaudia da percorrere grazie alla sensibilità di chi le osserva con i propri occhi apprezzandone le peculiarità naturalistiche, architettoniche e sportive.

Il contest è rivolto ai fotografi amatoriali di età maggiore di 16 anni: ogni partecipante dovrà inviare una sola immagine in formato digitale JPG e risoluzione minima 1920px lato lungo, compilando il form all’indirizzo https://foto.sabaudiaculturando.it entro e non oltre il 30 settembre 2020.

Le immagini ricevute saranno pubblicate in un album sulla pagina Facebook ufficiale dell’Associazione Sabaudia Culturando. Sarà possibile votare le immagini per 7 giorni dalla loro pubblicazione.

Le prime 12 immagini classificate saranno pubblicate sul calendario Sabaudia 2021 e tra queste la commissione, composta dal fotografo Marco Mincarelli e dal Consiglio Direttivo dell’Associazione Sabaudia Culturando presieduto da Valentina Baccaro, presidente – Laura Plata, vice presidente – Ilaria Pallocchini, tesoriere e da Katia Campacci ed Emanuela Massaro, consigliere, valuterà l’attinenza al tema, la qualità generale dell’immagine e l’originalità interpretativa, decretando il vincitore assoluto del contest.

Il giudizio della commissione è inappellabile e la partecipazione al contest comporta l’integrale accettazione delle norme contenute nel  bando.

Le foto pervenute saranno esposte in una mostra che si svolgerà presso il Centro di Documentazione Angiolo Mazzoni a Sabaudia dal 24 ottobre all’8 novembre.

Il regolamento del Contest è disponibile su sito: foto.sabaudiaculturando.it

 

Il Festival della Commedia Italiana arriva a Campagnano di Roma

Il Festival della Commedia Italiana arriva a Campagnano di Roma

Domenica 9 agosto una serata “Cinema e motori” dedicata ai road movie più divertenti e un omaggio al grande Alberto Sordi

Campagnano di Roma, si prepara ad ospitare il tour del “Festival della Commedia Italiana”.

Domenica 9 agosto, in Piazza Cesare Leonelli, la prima edizione post lockdown, del “Festival della Commedia Italiana – Cinema e motori” si concentrerà in un’unica ma densa serata, dedicata ai più famosi e divertenti road movie.

Sarà una partenza a tutto gas fatta non solo di proiezioni ma ricca di contenuti, approfondimenti e tanti ospiti.

L’iniziativa, con il patrocinio del Comune di Campagnano, vuole essere per il paese l’inizio di un appuntamento fisso, entrando così a far parte del Festival della commedia italiana in Tour.

Il Sindaco Fulvio Fiorelli accogliendo l’iniziativa ha dichiarato “Speriamo che questo appuntamento diventi una tappa fissa delle nostre estati, in un territorio che ha sempre accolto il cinema e gli eventi dedicata alla cultura che possono solo arricchirlo”

 

La manifestazione è nata nel 2016 da un’idea del direttore artistico Fabrizio Conti, con l’obiettivo di rendere omaggio ad uno dei generi quello della Commedia Italiana, che negli anni con i suoi grandi interpreti, ha saputo più di ogni altro incarnare i vizi e le virtù degli italiani.

In breve il successo riscosso ha trasformato la kermesse in un festival itinerante che ha assunto un volto diverso ed una sua unicità plasmandosi ogni volta sulle caratteristiche del luogo che le ha ospitate, diventando non solo un evento d’intrattenimento ma anche uno strumento per valorizzare e far conoscere il territorio, la cultura e le tradizioni di alcuni dei comuni più belli della nostra penisola.

Quale luogo migliore per ospitare la prima edizione del Festival della Commedia Italiana nella sua declinazione «Cinema e motori» se non Campagnano di Roma.

Il paese a nord della capitale pur conservando le sue antiche tradizioni, le arricchisce di crescente modernità, di cui lo spettacolare Autodromo di Vallelunga è un evidente esempio.

Il territorio di Campagnano di Roma da sempre è stato set di molti film e fiction televisive, dal Marchese del Grillo ai tanti road movie.  A partire da un cult come Delitto in Formula Unodi Bruno Corbucci girato nell’autodromo e nel borgo dove si svolge la scena finale dell’inseguimento con le macchine da corsa, al più recente “Ovunque Tu Sarai” di Roberto Capucci.

Proprio quest’ultima pellicola, presentata da alcuni dei suoi protagonisti,

l’attore Francesco Apolloni e la bellissima Ariadna Romero, verrà proiettata durante la serata.

Ta gli ospite anche l’attore e stuntman Massimo Vanni, noto come l’agente Gargiulo sempre al fianco di Tomas Milian.

 

La conduzione sarà affidata ad uno scatenato Fabrizio Sabatucci attore e presentatore,  anche lui tra i protagonisti del film Ovunque tu sarai.

 

L’OMAGGIO AD ALBERTO SORDI –  In programma, nel centenario della sua nascita, anche un omaggio  al  grande Alberto Sordi, attraverso il ricordo di due donne che lo hanno conosciuto intimamente e professionalmente,  la splendida attrice Valeria Marini e Paola Comin sua manager storica. A celebrare il grande Albertone nazionale anche l’attoreGiorgio Gobbi l’inimitabile “Ricciotto” ed il simpatico e unico attore Stefano Natale cresciuto insieme a Carlo Verdone, nella casa accanto a quella del grande attore scomparso.

 

Cinema e Cibo : “Maccaroni Nando Mericoni”

In cartellone anche una interessante proposta culinaria, nel weekend del Festival i ristoranti di Campagnano di Roma inseriranno nel menù i “Maccaroni Nando Mericoni”, il celebre piatto di “Un Americano A Roma” che rappresenta  una delle scene più famose di Alberto Sordi e della storia del cinema. Ogni chef di ogni ristorante, rielaborerà a suo modo il piatto più famoso della nostra commedia.

Ancora una volta cibo e commedia stringono un patto inscindibile e sono tra i pilastri della nostra unica e meravigliosa cultura.

 

 

Libri nel Parco – Sabato 25 il IX appuntamento con “Il giallo di Via Poma” di Massimo Lugli e Antonio Del Greco

Sabato 25 luglio, alle ore 21:00 presso la corte comunale di Sabaudia si terrà il nono appuntamento della VI edizione di Libri Nel Parco, la rassegna patrocinata dal Comune di Sabaudia, promossa ed organizzata dall’associazione “Sabaudia Culturando”. Massimo Lugli e Antonio Del Greco, di nuovo ospiti della rassegna, presenteranno il loro ultimo libro “Il giallo di Via Poma” uscito nelle librerie il 23 luglio, modera il giornalista Clemente Pistilli.

Sono passati trent’anni da quando, durante un torrido agosto romano, in un ufficio dell’Associazione Italiana Alberghi della Gioventù venne ritrovato il corpo senza vita della giovanissima Simonetta Cesaroni, assassinata con ventinove pugnalate. Un giallo irrisolto e che, dopo tanto tempo, suscita ancora interesse, polemiche e dubbi. Massimo Lugli, ex inviato speciale di Repubblica che seguì le indagini e Antonio Del Greco, allora funzionario della squadra mobile che le diresse, ricostruiscono, in forma di romanzo e con nomi di fantasia, tutte le svolte di un’inchiesta difficile e piena di trabocchetti. Un mix di realtà e di immaginazione, come altri libri scritti in coppia dai due autori, che rivela particolari inediti, aspetti mai chiariti e mai resi noti e svolte impreviste dai due punti di vista: quello della stampa e quello della polizia.

Il finale, di fantasia, è un colpo di scena che capovolge tutto e che, forse, avrebbe potuto essere possibile.

L’incontro conclude il ciclo di appuntamenti in calendario per il mese di luglio, a breve verranno resi noti gli autori che la città ospiterà ad agosto.

Per la prevenzione del COVID-19 l’ingresso nella corte sarà consentito solo con la mascherina e sarà garantita la distanza di un metro tra le persone.

 

 

 

 

 

Libri Nel Parco – l’ottavo appuntamento con Alessandra Iannotta ed il suo romanzo d’esordio “Gli occhi di Asha”

Giovedì 23 luglio, alle ore 21:00 presso la corte comunale di Sabaudia si è tenuto l’ottavo appuntamento della VI edizione di Libri Nel Parco, la rassegna patrocinata dal Comune di Sabaudia, promossa ed organizzata dall’associazione “Sabaudia Culturando”.

Alessandra Iannotta ha presentato il suo romanzo d’esordio  “Gli occhi di Asha” moderato da Angelo Favaro dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata. Durante l’ incontro sono intervenuti Maura Locantore dell’Università della Basilicata, l’editor Michela Tanfoglio, il percussionista Rashmi V. Bhatt e l’attore e regista Giovanni Brusatori. Archimede”.

Il romanzo narra di un’anima e del suo percorso di incarnazione “in uno spazio senza Tempo, intorno a un Fuoco sacro”. Asha, Emma, Zoe, Matilde, Elena, Maddalena e Delia sotto sette donne, femmine coraggiose che si ritroveranno ad affrontare gioie, dolori e pericoli, sette figure diverse abitate da un’unica Anima. Emerge tutta la potenza dell’esaltazione del mistico, nella narrazione voluta dalla Iannotta, una celebrazione fatta con garbatezza e leggerezza. Bella la sinuosità della danza, altra protagonista del romanzo, che trasmette al lettore un senso di libertà e liberazione e che diventa parte del rituale di incarnazione dell’anima, che balla con gli animali danzanti. Importante e prezioso il ruolo della memoria, quella che riporta inconsciamente indietro nel tempo, quella che fa emergere, anche se in maniera piuttosto adombrata, i ricordi delle precedenti vite. Alessandra Iannotta consegna al lettore un libro decisamente particolare e intenso, in cui la dolcezza e la forza della donna e della sua anima vengono elevate all’ennesima potenza. L’elemento ascetico, fortemente presente, impreziosisce il racconto.

L’autrice romana, finalista per il premio “Sulle orme di Leopold Sedar Senghor” con la sua silloge Sangria al Grippiale, ha ottenuto diversi riconoscimenti per i suoi componimenti poetici. E non a caso ne Gli occhi di Asha lo stile della Iannotta non abbandona la sinuosità poetica, dando così alla scrittura una importante impronta soave, che a tratti però pecca di leziosità. Un libro consigliato a tutti coloro che amano viaggiare oltre i confini spazio temporali, dove i volti e le parole si trasformano in musica e in poesia.

La presentazione  è stata piacevolmente accompagnata dal percussionista e art director di Festival internazionali, Rashmi V. Bhatte con le letture dell’attore – regista e direttore di doppiaggio Giovanni Brusatori, ha concluso gli incontri del mese di luglio.

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Biografia di Rashmi V. Bhatt e Giovanni Brusatori.

Rashmi V. Bhatt Ë cresciuto a Pondicherry, in un ambiente permeato dalla danza, teatro e musica indiana: l’arte del Tabla, ovvero le tipiche percussioni dell’India, le ha studiate sotto la guida del Maestro Sree Torun Banerjee. Dopo il suo trasferimento in Europa, viene costantemente invitato per dei concerti con celebri maestri indiani e negli importanti Festival Internazionali in Europa.  Affascinato dalla ricerca e fusione tra le varie etnie e i loro linguaggi musicali, ha collaborato con musicisti come il kenyota AYUB OKADA,  Marcus STOCKHAUSEN, il famoso cantante pakistano NUSRAT FATEH ALI KHAN e Michael Brook. È spesso invitato per suonare a Dubai, Austria, Spagna, Marocco e Tunisia. È stato in tournée con SHAKIRA, cantante POP, seguito da un tour con il celebre Rock-Pop star STING. Negli ultimi anni, la sua ricerca principale si è orientata alla scoperta di diverse culture: da qui svariati progetti con musicisti originari di paesi, dal Marocco all’Iran, dall’Afghanistan al Mali, dalla Siria al Brasile. Era ospite al prestigioso Festival di WOMEX a Copenhagen. Da dieci anni, è Direttore Artistico del WORLD RHYTHM FESTIVAL a Perugia. Risiede e insegna le Percussioni a Roma, Italia.

Giovanni Brusatori  a volte Conrad Brueghel

Inizia l’attività  artistica come attore al Piccolo Teatro di Milano  con Giorgio Strehler e per oltre 15  anni   con numerose formazioni  artistiche  è stato  in  tournée teatrale in Italia e in Europa.

Negli  anni 80 nascono le televisioni private,  che gli affidano  numerose serie di cartoni animati giapponesi,   oltre  alla voce diviene  responsabile degli adattamenti e  della direzione doppiaggio.

Le serie più significative sono:  L’UOMO TIGRE  –  YATTAMAN – CALENDAR MAN – DOREAMON   -GIGI LA TROTTOLA –  IL MAGO PANCIONE –

Dal 1989 – in poi  realizza come ideatore e regista numerosi documenti filmati per la rubrica “Più Sani più Belli.

 

 

 

Libri nel parco, a Sabaudia lo scrittore Alessandro Maga presenta “Il viaggio delle spirali di Archimede”

Mercoledì 22 luglio, alle ore 21:00 presso la corte comunale di Sabaudia si terrà il settimo appuntamento della VI edizione di Libri nel parco, la rassegna patrocinata dal Comune di Sabaudia, promossa ed organizzata dall’associazione “Sabaudia Culturando”.

Protagonista lo scrittore Alessandro Maga con il suo primo romanzo “Il viaggio delle spirali di Archimede”

Alessandro Maga è nato a Roma nel 1973.  La sua vita si divide fra la capitale, dove lavora come ingegnere nel mondo delle telecomunicazioni, e il paese a nord di Roma dove vive con i due figli e la compagna, alla quale è dedicato il romanzo. Nonostante gli studi di carattere scientifico, ha da sempre avuto un particolare interesse per la scrittura.

Il viaggio delle Spirali di Archimede è il suo primo libro.

Durante la presentazione, moderata dalla giornalista Francesca Di Giampietro, l’autore parlerà della sua passione per la scrittura, che lo ha spinto già a metter mano ad un nuovo progetto, e del suo particolare interesse per la storia della scienza, da cui nasce l’ispirazione per “Il viaggio delle spirali di Archimede”.

La trama del libro

Il romanzo è ambientato nel 212 a.C.,dopo due anni di assedio i Romani stanno ormai per prendere Siracusa. Archimede, genio assoluto dell’umanità, attende con preoccupazione l’epilogo dell’assedio romano alla sua città, madi lì a pochi giorni verrà ucciso.  Paride, un giovane servo dall’aspetto androgino, si incarica di portare in salvo gli ultimi studi del grande scienziato e inizierà per lui una rocambolesca avventura che lo porterà molto più lontano di quanto lui avesse potuto immaginare.

Per la prevenzione del COVID-19 l’ingresso nella corte sarà consentito solo con la mascherina e sarà garantita la distanza di un metro tra le persone.

 

 

“Il tempo di Caravaggio”: l’architetto delle luci Francesco Murano racconta le difficoltà dell’allestimento ai tempi del Covid – Musei Capitolini

Francesco Murano è tra i più richiesti progettisti italiani d’illuminazione al servizio dell’arte, nonché l’autore delle luci delle più importanti esposizioni in Italia. “I miei collaboratori hanno lavorato da Roma mentre li monitoravo sul computer da Como”, racconta Murano.

Prosegue, nelle sale espositive di Palazzo Caffarelli- Musei Capitolini, la mostra curata da Maria Cristina Bandera “Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi”.L’architetto delle luci dell’esposizione, allestita fino al 13 settembre 2020, è Francesco Murano, tra i più richiesti progettisti italiani d’illuminazione al servizio dell’arte, autore delle luci delle più importanti esposizioni in Italia. A Roma aveva precedentemente curato anche le luci della mostra Canova. Eterna bellezza a Palazzo Braschi e Impressionisti segreti a Palazzo Bonaparte.

LE LUCI DELLA MOSTRA – Per questi “caravaggeschi” l’artista/architetto delle luci, come è stato definito nel settore, ha scelto di “illuminare le opere con una luce calda, circoscritta ai dipinti”, spiega. Sebbene lui, in generale, preferisca sorgenti led perché di lunga durata, in questo caso ha puntato “su lampadine dicroiche ad incandescenza, le uniche che potevano essere impiegate sugli apparecchi presenti al Museo”. Un allestimento “non semplice”, prosegue, “perché con i dipinti ad olio e le tonalità scure i riflessi sono sempre in agguato”.

“L’opera che ha richiesto più lavoro – dichiara Francesco Murano – è stata il “Ragazzo morso da un ramarro”, sia per importanza del dipinto che per la difficoltà di illuminare senza riflessi una pittura ad olio su tela. In questo caso sono stati utilizzati due apparecchi speciali, detti sagomatori, impiegati per riquadrare l’opera e l’intorno con temperatura di colore differente; un apparecchio a luce calda per il dipinto ed uno a luce fredda per la parete sulla quale l’opera stessa è stata collocata. Questa tecnica, molto particolare, permette di esaltare la cromia dei dipinti”.

L’INSTALLAZIONE AI TEMPI DEL COVID – Per l’apertura della mostra i lavori sono stati effettuati durante il recente lockdown. Questo ha comportato un’organizzazione straordinaria, a distanza, mai realizzata finora. “I miei collaboratori, Doddo Arnaldi e Maurizio Gigante, hanno lavorato da Roma mentre li monitoravo sul computer da Como e solo dopo la riapertura delle frontiere regionali ho potuto perfezionare personalmente le luci ed illuminare direttamente il Caravaggio”, spiega Murano. “Devo però dire che la pluridecennale frequentazione maturata con i miei collaboratori ha permesso di risolvere anche a distanza i problemi che si presentavano di volta in volta, e comunque, prima dell’apertura della mostra, ho ricontrollato sul posto tutte le luci ed eseguito personalmente i puntamenti sull’opera del Caravaggio”.

CHI E’ FRANCESCO MURANO – Francesco Murano è docente della Scuola di Design, nonché membro del laboratorio “Luce e colore” del Politecnico di Milano. Architetto, ha conseguito un master presso la Domus Academy, poi un dottorato di ricerca in disegno industriale con una tesi di laurea dal titolo “Le figure della Luce”. Ha svolto ricerche accademiche, scientifiche, programmi e attività di progettazione per importanti industrie italiane ed estere. Concentrandosi sulla progettazione illuminotecnica e illuminando molte delle più importanti mostre d’arte in Italia e all’estero.

Salvo Cagnazzo
Ufficio Stampa Uozzart
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Il mondo della cultura piange il maestro Ennio Morricone

E’ morto nella notte in una clinica romana per le conseguenze di una caduta il premio Oscar Ennio Morricone. Il grande musicista e compositore, autore delle colonne sonore più belle del cinema italiano e mondiale, da Per un pugno di dollari a Mission a C’era una volta in America, da Nuovo cinema Paradiso a Malèna, aveva 91 anni. Qualche giorno fa si era rotto il femore.

La funzione si è celebrata nella Capitale in forma strettamente privata, alla presenza dei familiari e dei due suoi più cari amici il regista Tornatore e l’avvocato Giorgio Assumma “nel rispetto del sentimento di umiltà che ha sempre ispirato gli atti della sua esistenza” afferma l’amico e legale di famiglia. Nel suo testamento, Morricone infatti scriveva “non voglio disturbare”. Il momento della benedizione della salma è stato accompagnato dalle note di Mission, colonna sonora dell’omonimo film del 1986 di Roland Joffé, alla quale il maestro era particolarmente legato. Morricone verrà sepolto nelle prossime ore in un cimitero di Roma, sua città natale.

Oltre cinquecento musiche scritte per film e serie tv. Sette nomination e due premi Oscar vinti, innumerevoli candidature e onorificenze ricevute dai più prestigiosi festival di tutto il mondo.  Un artista poliedrico e innovatore, molto attento più che alle mode passeggere ai nuovi linguaggi espressivi; era anche tanto vicino ai giovani: spesso partecipava a eventi promossi dalle comunità educative, comunicando sempre il suo inesauribile trasporto per il pentagramma.

Stima e ammirazione sono i sentimenti che il maestro Ennio Morricone ha suscitato durante la sua lunga carriera ha suscitato nel mondo della musica, del cinema e della cultura internazionale.

La stessa stima che ora, nel momento dell’ultimo saluto al grande compositore, si legge nei tanti messaggi di cordoglio con cui il mondo della cultura, del cinema, della musica ha voluto omaggiare il grande compositore.

Il ministro della cultura Dario Franceschini lo ricorda con le seguenti parole:

“Un giorno triste per la cultura, con Ennio Morricone ci lascia uno dei grandi maestri italiani, un musicista di raffinata bravura che con le sue melodie ha saputo emozionare e far sognare il mondo intero che lo ha ricambiato con i più importanti premi e riconoscimenti, a partire dagli Oscar per le sue leggendarie colonne sonore”. Così il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini si stringe alla famiglia di Ennio Morricone scomparso la scorsa notte a Roma.

La sindaca di Roma Virginia Raggi in un tweet:

“Vogliamo ricordare un genio che ha dato tanto a Roma e all’Italia, legando il suo nome a un luogo simbolo internazionale della cultura e dell’arte”. Così la Sindaca, lancia la proposta di intitolare l’Auditorium di Roma a Ennio Morricone.

Il compositore di colonne sonore Daniel Pemberton lascia il seguente messaggio:

Diamine. Ennio Morricone ci ha lasciati. Il modo in cui mescolava suoni sperimentali, melodie commoventi ed emozioni pure in tutto quello che faceva lo ha reso, per me, il più grande compositore di colonne sonore di sempre, ha avuto un’enorme influenza sul mio lavoro.

Roberto Benigni dedica al maestro il Nastro D’Argento

– “Dedico questo premio ad Ennio Morricone che ha reso squillante l’Italia nel mondo con la sua musica, genio e regolatezza allo stesso tempo. Ma lo dedico anche a tutte le persone che hanno sofferto per questa cosa che ci è capitata e che speriamo finisca presto. E intendo non solo le maestranze del cinema, ma. tutti nel mondo”.  Queste le parole di Benigni, che riceverà stasera al Maxxi di Roma, il Nastro D’Argento come miglior attore non protagonista in ‘Pinocchio’ di Matteo Garrone.

L’omaggio di Roberto Bolle, su Twitter:

“Grazie Maestro Morricone. Ricorderò sempre la tua ironia e la tua intelligenza acuta, oltre ad esserti infinitamente grato per le emozioni che hai regalato a tutti noi. Ci mancherai”.

Una perdita, quella del maestro Ennio Morricone, che non è certamente solo italiana, ma che lascia tutto il mondo orfano di uno dei più grandi compositori di colonne sonore del nostro tempo.

 

Il viaggio delle spirali di Archimede, intervista all’autore Alessandro Maga

Oggi abbiamo il piacere di intervistare l’autore esordiente Alessandro Maga e di presentarvi il suo primo romanzo Il viaggio delle spirali di Archimede.

Alessandro è nato a Roma nel 1973.  La sua vita si divide fra la capitale, dove lavora come ingegnere nel mondo delle telecomunicazioni, e il paese a nord di Roma dove vive con i due figli e la compagna, alla quale è dedicato il romanzo. Nonostante gli studi di carattere scientifico, ha da sempre avuto un particolare interesse per la scrittura. Il viaggio delle Spirali di Archimede è il suo primo libro.

 

Il viaggio delle Spirali di Archimede 

Archimede, genio assoluto dell’umanità, attende con preoccupazione l’epilogo dell’assedio romano alla sua Siracusa che dura da ben due anni. Grazie alle armi del grande scienziato i Latini non sono riusciti a prendere la città con la forza, ma vi stanno riuscendo con la fame, e un esercito assetato di oro, di donne e di sangue preme per entrare in quella che per molti è la più bella delle colonie greche. Tutti i suoi figli sono in grave pericolo, ma lo sono anche gli ultimi studi dello scienziato che rischiano anch’essi di essere travolti dalla furia della guerra. Paride, un giovanissimo servo dall’aspetto androgino, ha un’idea per portarli in salvo e non esita a metterla in pratica con l’aiuto di Archimede stesso. Inizierà così per il ragazzo un’incredibile avventura che lo porterà molto più lontano di quanto lui avesse mai potuto immaginare.
Siamo nel 212 a.C., sei anni prima Annibale ha varcato le Alpi con i suoi elefanti per porre la parola fine all’ascesa di Roma, e Siracusa, dopo la morte del grande tiranno Gerone II, è diventata un ghiotto boccone tra Roma e Cartagine per la seconda volta in guerra tra loro per la supremazia nel Mediterraneo occidentale. Le vicende narrate nel romanzo, pur collocandosi fedelmente all’interno di questa cornice storica, sono da considerarsi di pura fantasia, mentre assolutamente oggettiva e approfondita è la luce che il libro vuole gettare sulla sorprendente scienza dei Greci.

 

Intervista all’ autore

Il viaggio delle spirali di Archimede è un romanzo con una precisa ambientazione storica e con una particolare attenzione alle teorie scientifiche. Come nasce l’idea?

L’ispirazione, l’ambientazione e molti concetti presenti nel libro provengono direttamente dal mio interesse per la storia della scienza, tanto che il romanzo stesso potrebbe essere definito come un romanzo storico-scientifico. Lo studio dei percorsi, spesso tortuosi, attraverso i quali le varie teorie sono giunte alla loro formulazione attuale, ci mostra le grandi conquiste della scienza arricchite dal fascino dei secoli, facendone un argomento ideale per un romanzo.

 

Quali sono state le tue fonti, come ti sei documentato? 

La storia della scienza è per sua natura un argomento multidisciplinare e l’approfondimento di quanto appreso al liceo scientifico e alla facoltà di ingegneria è stato orientato a lavori di matrice scientifica appunto.

Per quanto riguarda la scienza degli antichi Greci, e in particolar modo il periodo ellenistico, fondamentali sono i lavori di uno fisico italiano, il Prof. Lucio Russo, il quale non esita a definire come una vera rivoluzione scientificaquella compiuta da Archimede e da moltissimi altri studiosi della sua epoca.

Purtroppo le fonti dirette sono andate quasi tutte perse, vittime dei rivolgimenti della storia, ma dell’opera di Archimede ci è giunta una buona parte, a testimonianza della grandezza della sua figura.

 

Da dove nasce la passione per la scrittura?

Anche se questo è il mio primo libro e ho iniziato a scriverlo a 43 anni, l’idea di realizzare un romanzo ha sempre solleticato la mia fantasia. Prima o poi avrei affrontato questa sfida – ne ero abbastanza certo – e quando un giorno di fine estate ho iniziato a scrivere di un ragazzo del III secolo a.C., assediato nella sua Siracusa insieme al grandissimo Archimede, da quel momento per tre anni, nel mio tempo libero, non ho fatto praticamente altro.

La fuga dall’assedio, gli ultimi studi di Archimede da portare in salvo, un viaggio nel Mediterraneo per luoghi meravigliosi, la scoperta dell’eros… tutto ha cominciato a prendere vita. Il potere immaginifico di un romanzo può inchiodare alle pagine tanto il lettore quanto l’autore. Quindi mi sento di dire che è stato il romanzo stesso a trasmettermi la passione e a fare di me un narratore. Il suo potere evocativo mi ha proiettato in un mondo fantastico, in partenza per un viaggio favoloso, verso magici approdi, e mi piace pensare che i riscontri positivissimi, giunti numerosi, riflettano questo lato fantasioso e passionale del romanzo.

 

Qual sono tuoi scrittori preferiti, ti sei ispirato a qualche autore in particolare? 

Non ho autori di riferimento. Amo i romanzi dell’ ‘800 più di quelli del ‘900 – Dostoevskij, I promessi Sposi, Balzac, Stendhal – ma non posso definirmi un gran lettore di narrativa, specialmente di quella contemporanea.

 

Hai nuovi progetti in vista? Stai scrivendo un nuovo libro? Puoi anticiparci qualcosa?

Sono a buon punto con un nuovo romanzo, ambientato nel medioevo, che vuole essere il secondo capitolo di una piccola saga che ripercorre a grandi passi la storia della scienza. Siamo a Roma e a guidare la Chiesa è Silvestro II, un papa scienziato; eros e delitti, intrighi e passioni sconvolgono la città eterna alla vigilia dell’anno 1000…

 

Dove si può acquistare il libro?

Il viaggio delle spirali di Archimede è pubblicato sia in formato Kindle che cartaceo ed è acquistabile online su Amazon.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Addio a Christo, l’artista che ha sognato e realizzato l’impossibile

E’ morto domenica a New York, all’età di 84 anni Christo Vladimirov Javacheff, conosciuto come Christo, uno degli artisti contemporanei più noti.

Il suo ufficio stampa, nel comunicare il decesso, ha rilasciato questa dichiarazione:

“Christo ha vissuto la sua vita nel modo più pieno, non solo sognando ciò che sembrava impossibile, ma realizzandolo.”

 

Nato in Bulgaria, deve la sua celebrità in Italia alla realizzazione di “The Floating Piers” nel 2016, la piattaforma dorata galleggiante sul lago d’Iseo. Il progetto era uno dei tanti concepiti assieme a Jeanne-Claude, sua amata compagna di vita deceduta nel 2009.

Dagli anni ’60 aveva scardinato le regole del mondo dell’arte con installazioni artistiche di grandi dimensioni.

In più di cinquant’anni di carriera, Christo divenne uno degli esponenti più importanti della Land Art, forma d’arte contemporanea nata Stati Uniti d’America tra il 1967 e il 1968. Con la sua arte modificò e ridisegnò il mondo, intervenendo su paesaggi incontaminati come deserti, laghi, praterie.

Noto al mondo soprattutto per i suoi “impacchettamenti” di oggetti, monumenti e modelli viventi, è diventato in breve tempo anche uno dei principali esponenti del Nouveau Réalisme.

Negli anni, con sua moglie ha imballato e impacchettato il mondo da Porta Pinciana a Roma nel 1974, al Reichstag di Berlino  nel 1995, passando per il Pont Neuf di Parigi nel1985. Il primo edificio imballato, nel 1968, fù la Kunsthalle di Berna.

Nonostante l’età, l’artista serbava ancora un’energia e una volontà di guardare avanti che gli avevano permesso di mettere in cantieri progetti futuri: uno su tutti, L’Arc de Thriomphe Wrapped, rinviato per la pandemia e riprogrammato nell’autunno 2021. Sul sito dell’artista compare la seguente nota  “Christo e Jeanne-Cluade hanno sempre detto chiaramente che la loro arte sarebbe continuata dopo la loro morte. L’Arc de Triompe Wrapped resta in corsa per il 18 settembre-3 ottobre 2021”.

Per realizzare i suoi progetti Christo ha lottato con l’impossibile e con le difficoltà della burocrazia. Diceva di essere fuggito dal mondo comunista per essere un uomo libero, la libertà per l’artista era anche sognare in grande, ridisegnare il mondo anche solo per qualche giorno.

In una lettera del 1958 l’artista aveva scritto: “La bellezza, la scienza e l’arte trionferanno sempre“, un auspicio questo per il futuro dell’arte.

 

 

Le sue opere più importanti

 

 

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Tra il 1980 e il 1983, i due artisti progettarono una grande installazione dalle parti di Miami, in Florida. Chiamata “Surrounded Islands”, la struttura circondava due isolotti nella Biscayne Bay, sfruttando più di 600mila metri quadrati di tessuto. La struttura, in polipropilene, rimase lì per due settimane.

 

 

 

 

C’è poi “The Gates”, una serie di porte completate nel febbraio 2005 all’interno di Central Park a New York

 

 

 

 

Una delle sue installazioni più complesse e di difficile realizzazione è stata quella pensata per il fiume Arkansas, in Colorado