Selfie ad Arte “Biological Rules” @La Triennale di Milano

La Triennale di Milano presenta Materialmente, una serie di piccole mostre, 5 appuntamenti, ideati da Angelo Crespi, che presentano il lavoro di giovani artisti/scultori capaci di rileggere in chiave moderna i materiali della tradizione.
MATERIALMENTE #3 “Biological Rules” di Beatrice Gallori.
“C’è un conflitto eterno tra la materia organica e quella inorganica, tra l’esuberanza miracolosa delle cellule e la fissità stolida del composto privo di vita, tra la forma in fieri e quella solidificata, tra la sfera e il cubo, tra il caos e il cosmo, tra l’apollineo e il dionisiaco. Si gioca nell’interstizio tra queste diadi, il lavoro di Beatrice Gallori cioè nel punto in cui sembra che l’essere aggredisca il non essere, o che il non essere prevalga infine sull’essere. Un lavoro di una raffinata lucentezza che fa della Gallori una delle artiste più interessanti della sua generazione: a metà tra la cultura pop degli anni Ottanta (per l’uso dei materiali lucidi e colorati), lo Spazialismo degli anni Sessanta (per le estroflessioni oltre la bidimensionalità), e l’arte concettuale più recente legata alle scoperte della scienza e della biologia. In questa serie di oggetti, rigorosamente rossi, la tensione tra vita e morte assume una prospettiva specchiata, piena di rimandi e riflessioni, in cui la dimensione estetica sublima la forza di una ricerca sui materiali che dura da anni.”

#SELFIEADARTE “EXO//genous”
@BeatriceGallori #BiologicalRules 2017
@LaTriennale #Milano #MATERIALMENTE
@CleliaPatella
#SELFIEADARTE “OSMOsis”
@BeatriceGallori #BiologicalRules 2017
@LaTriennale #Milano #MATERIALMENTE
@CleliaPatella
#SELFIEADARTE “GRAVity”
@BeatriceGallori #BiologicalRules 2017
@LaTriennale #Milano #MATERIALMENTE
@CleliaPatella

Selfie ad Arte @Perez Museum Miami

Pérez Art Museum Miami (PAMM) è il polo culturale progettato dal duo svizzero Herzog & de Meuron, un museo di arte contemporanea, situato nel Museum Park che si sviluppa lungo la Biscayne Bay a Miami. L’edificio è costruito nei minimi dettagli e in armonia con la location. La terrazza sulla baia, le enormi colonne che scendono dal tetto, completamente ricoperte da vegetazione, creano continuità tra lo spazio interno i giardini che lo circondano.
La collezione del museo è composta da 1.800 opere d’arte internazionali, prodotte dalla metà del XX secolo a oggi. Di queste opere, 110 furono donate da Jorge M. Pérez, collezionista privato che donò ulteriori 35 milioni di dollari per la costruzione della nuova sede.

#SELFIEADARTE “Regatòn on air”
@HewLocke For Those in Peril on the Sea, 2011
@PAMM @PerezArtMuseumMiami #MIAMI
@CleliaPatella
#SELFIEADARTE “Blue blue electric blue”
@JesusRafaelSoto Penetrable BBL Blue 2/8, 1999
@PAMM @PerezArtMuseumMiami #MIAMI
@CleliaPatella
#SELFIEADARTE “Niente musi lunghi”
@JaumaPlensa Looking into My Dreams, Awilda, 2012
@PAMM @PerezArtMuseumMiami #MIAMI
@CleliaPatella

Selfie ad Arte “Enjoy. L’arte incontra il divertimento” @Chiostro del Bramante – Roma

Diventato Museo di riferimento in ambito nazionale ed internazionale anche dell’arte contemporanea, il Chiostro del Bramante parte da questi presupposti per la mostra che propone fino al 25 febbraio 2018. Si chiama Enjoy e ha per sottotitolo l’Arte incontra il divertimento: locuzione emblematica che vuole indicare non solo una diversa modalità di vivere l’arte, ma soprattutto dare “spazio e spazialità” alle opere di artisti di acclarata fama. Infatti molti lavori sono site specific, pensati e costruiti dagli artisti ospiti proprio per gli ambienti del Chiostro la cui organizzazione – che fa capo a DART – aggiunge alla creatività dell’esposizione un notevole sforzo produttivo proponendo opere inedite.
Attraverso i linguaggi e le poetiche di alcuni tra i più importanti e provocatori protagonisti dell’ arte contemporanea lo spettatore può vivere una vera e propria esperienza.
Talvolta infrangere le regole non significa trasgredire, ma ampliarne i confini.  Una regola che il Chiostro del Bramante persegue da tempo nelle sue linee programmatiche, proponendo mostre fuori dagli schemi delle convenzioni espositive, dove l’originalità del percorso sta alla base del progetto ideativo.
“La dimensione del piacere, del gioco, del divertimento, dell’eccesso – afferma Danilo Eccher, curatore della mostra – sono sempre state componenti centrali dell’Arte; l’Arte sprofonda nel dolore ma si nutre di piaceri ed è sempre una danza di contrasti. L’illusione è una trasparenza che deforma la realtà, un’apparenza sottile dove tutto è possibile, suggerendo ora il dubbio dell’enigma, ora il sorriso della sorpresa”.
#SELFIEADARTE “Sotto protezione”
@ErwinWurm NewYork police cap gold, 2010
#ENJOY @ChiostroDelBramante #Roma
@CleliaPatella

Erwin Wurm “NewYork police cap gold” 2010
Fa parte delle One Minute Sculpture, opere che ridefiniscono il significato di scultura e amplificano il valore della percezione del pubblico, che diviene strumento finalizzato alla creazione dell’opera d’arte. Il pubblico è quindi invitato tramite le precise istruzioni dell’artista a interagire con gli oggetti, diventando  co-creatore dell’opera e esso stesso opera vivente.

#SELFIEADARTE “Spaccata di casa”
@Studio65 Mickey dei sogni, 2015
#ENJOY @ChiostroDelBramante #Roma
@CleliaPatella
Studio 65 “Mickey dei sogni” 2015
La poltrona di Topolino. I comics entrano nella quotidianità a rappresentare, con ironia, il simbolo del potere domestico, il tronetto del padrone di casa. La poltrona diventa gigante e ti invita a sederti per ritrovarti bambino, anche nel rapporto dimensionale. Questa poltrona è magica, ha il potere di risvegliare il bambino che in te è assopito, e lui ti farà ritrovare l coraggio di ricominciare a sognare, di credere nei tuoi sogni e di lottare per realizzarli.
#SELFIEADARTE “Che palle!”
@MartinCreed Half the air in a given space, 2013
#ENJOY @ChiostroDelBramante #Roma
@CleliaPatella

Martin Creed “Half the air in a given space” 2013

L’opera consiste in una sala riempita per metà da palloncini pieni di aria – che simbolicamete sottraggono ossigeno all’ambiente – dove la presenza del visitatore diventa intenzionalmente parte dell’istallazione stessa. La scelta del palloncino non è quindi casuale, e anche se per un verso si caratterizza come una sorta di trigger (scherzetto), finalizzato a rinnovare modalità di rapportarsi all’arte, dall’altro diviene uno strumento necessario nelle mani dell’artista per rendere visibile un elemento invisibile come l’aria.

Selfie ad arte “L’Arte che Accadrà” @PalazzoFiano – Roma

L’arte torna protagonista a Palazzo Fiano, splendido edificio quattrocentesco nel cuore di Roma e sede del gruppo Hdrà, che metterà a disposizione le sale di rappresentanza per il progetto a cura di Valentina Ciarallo, in un percorso espositivo con opere di Giovanni De Cataldo, Stanislao Di Giugno, Davide Monaldi, Matteo Nasini e Guendalina Salini.

#SELFIEADARTE “Television is chewing gum for the eyes”
@GuendalinaSalini Se (2016)
#L’ArteCheAccadrà @Hdrà #PalazzoFiano #Roma
@CleliaPatella

Obiettivo finale dell’iniziativa è quello di sostenere l’arte contemporanea italiana e costruire, anno dopo anno,  una collezione permanente del gruppo. L’opera che vincerà il Premio “L’Arte che Accadrà 2017” sarà acquistata da Hdrà. A decidere, come lo scorso anno, sarà una giuria composta dai 140 dipendenti che per due mesi saranno a stretto contatto con le opere d’arte all’interno del loro ambiente lavorativo. Una modalità di condivisione e di partecipazione collettiva specifica per un gruppo che vuole innovare, a partire dal benessere in azienda.
“È un Premio – spiega il presidente di Hdrà, Mauro Luchetti – ma, su prenotazione, anche una mostra aperta ai visitatori, che potranno andare alla scoperta di nuove tendenze del panorama artistico italiano in un contesto suggestivo in cui il contemporaneo dialoga con il classico. Hdrà, del resto, è una realtà in forte crescita che fa proprio della contaminazione tra diverse competenze il suo credo. E perché questo scambio di know how si compia è necessario stimolare e gratificare le persone che tutti giorni lavorano insieme. Lo facciamo attraverso l’arte, ma favorendo anche diverse attività che stimolino la loro interazione. Crediamo che tutto questo possa portare vantaggi concreti”.

#SELFIEADARTE “Sono contenta di essere arrivata uno”
@DavideMonaldi G.O.A.T. (2017)
#L’ArteCheAccadrà @Hdrà #PalazzoFiano #Roma
@CleliaPatella
#SELFIEADARTE “Patchwork Ball”
@MatteoNasini Le cose non crescono al buio (2012)
#L’ArteCheAccadrà @Hdrà #PalazzoFiano #Roma
@CleliaPatella
#SELFIEADARTE “Il quadro è servito”
@StanislaoDiGiugno Untitled + Vassoio (2017)
#L’ArteCheAccadrà @Hdrà #PalazzoFiano #Roma
@CleliaPatella
#SELFIEADARTE “Triclelio”
@GiovanniDeCataldo Paolina Borghese Crash test #6 (2017)
#L’ArteCheAccadrà @Hdrà #PalazzoFiano #Roma
@CleliaPatella

Selfie ad Arte Take Me (I’m Yours) @PirelliHangarBicocca – Milano

#SELFIEADARTE “La Venere degli stracci” @ChistianBoltanski Dispersion 1991/2017 #TakeMeImYours @PirelliHangarBicocca #Milano @CleliaPatella

Take Me (I’m Yours), allestita per la prima volta nel 1995 alla Serpentine Gallery di Londra, è la mostra collettiva che reinventa le regole con cui si fa esperienza di un’opera d’arte. Rompendo ogni canone, i visitatori sono invitati a compiere tutto quanto è di norma vietato fare in un museo: le opere di oltre 50 artisti si possono toccare, modificare, comprare e perfino prendere gratuitamente. La mostra è anche un progetto che si evolve e si rigenera nel tempo. Accanto alla possibilità di prendere una delle migliaia di copie di ciascuna opera prodotta – e quindi concorrere a svuotare fisicamente lo spazio – il pubblico di “Take Me (I’m Yours)” ne modifica l’aspetto partecipando a performance in cui lo scambio non è necessariamente legato a un oggetto ma piuttosto a un’esperienza, assecondando un’idea di immaterialità che è sempre più presente tanto nell’arte quanto nella vita reale.

#SELFIEADARTE “Chi cerchi trovi”
@YonaFriedman Street Museum 2017
#TakeMeImYours @PirelliHangarBicocca #Milano
@CleliaPatella
#SELFIEADARTE “Candy blue fiesta”
@FelixGonzalez-Torres Untitle (revenge) 1991
#TakeMeImYours @PirelliHangarBicocca #Milano
@CleliaPatella

 

Felix Gonzalez-Torres “Untitle (revenge)”, 1991:
Una distesa di caramelle è posta sul pavimento e i visitatori sono invitati a prenderne una, destibilizzando l’installazione. Evidenziando il carattere mutevole e transitorio dell’opera, l’artista riflette sul significato dell’oggetto artistico e sulla possibilità che un’opera trovi la sua modalità di esistenza nella dispersione.

Yona Friedman “Street Museum” 2017:
Il progetto assegna il controllo dell’ambiente urbano alle persone che ci abitano, offrendo ai visitatori uno spazio in cui lasciare oggetti a cui attribuiscono un particolare significato, che diventano a pieno titolo opere d’arte e che altri possono prelevare, trasformando la struttura originale di Friedman.

Chistian Boltanski “Dispersion” 1991/2017:
Dispersion è un’istallazione composta da cumuli di abiti usati che i visitatori possono portare via in borse create dall’artista. Con questo lavoro Boltanski riflette sul concetto stesso di arte e sull’idea di transitorietà, creando un’opera effimera destinata a disperdersi nel corso della mostra.