VIVIAN MAIER. UNA FOTOGRAFA RITROVATA. GENOVA

Dal 23 Giugno 2017 al 08 Ottobre 2017
GENOVA
LUOGO: Loggia degli Abati di Palazzo Ducale
CURATORI: Anne Morin, Alessandra Mauro
ENTI PROMOTORI:
Comune di Genova
Regione Liguria
Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura
COSTO DEL BIGLIETTO: € 12 open, € 10 intero, € 8/5/3 ridotto. Gratuito minori di 6 anni, accompagnatori di persone disabili, giornalisti accreditati dall’ufficio stampa e guide turistiche, un accompagnatore per gruppo, due insegnanti accompagnatori per classe, membri ICOM
TELEFONO PER INFORMAZIONI: 199.15.11.21
E-MAIL INFO: [email protected]
SITO UFFICIALE: http://www.mostravivianmaier.it

COMUNICATO STAMPA:
Arriva a Genova l’attesissima mostra retrospettiva Vivian Maier. Una fotografa ritrovata che ricostruisce il lavoro fotografico della grande e sconosciuta autrice. L’esposizione sarà ospitata a Palazzo Ducale dal 23 giugno al 8 ottobre 2017. Promossa dal Comune di Genova, dalla Regione Liguria e da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, la mostra è prodotta da Civita Mostre, realizzata da diChroma Photography in collaborazione con Fondazione FORMA per la Fotografia e curata da Anne Morin e Alessandra Mauro.

La vita e l’opera di Vivian Maier sono circondate da un alone di mistero che ha contribuito ad accrescerne il fascino. Tata di mestiere, fotografa per vocazione, non abbandonava mai la macchina fotografica, scattando compulsivamente con la sua Rolleiflex. È il 2007 quando John Maloof, all’epoca agente immobiliare, acquista durante un’asta parte dell’archivio della Maier confiscato per un mancato pagamento. Capisce subito di aver trovato un tesoro prezioso e da quel momento non smetterà di cercare materiale riguardante questa misteriosa fotografa, arrivando ad archiviare oltre 150.000 negativi e 3.000 stampe.

La mostra presenta 120 fotografie in bianco e nero realizzate tra gli anni Cinquanta e Sessanta insieme a una selezione di immagini a colori scattate negli anni Settanta, oltre ad alcuni filmati in super 8 che mostrano come Vivian Maier si avvicinasse ai suoi soggetti.

Figura imponente ma discreta, decisa e intransigente nei modi, Vivian Maier ritraeva le città dove aveva vissuto – New York e Chicago – con uno sguardo curioso, attratto da piccoli dettagli, dai particolari, dalle imperfezioni ma anche dai bambini, dagli anziani, dalla vita che le scorreva davanti agli occhi per strada, dalla città e i suoi abitanti in un momento di fervido cambiamento sociale e culturale. Immagini potenti, di una folgorante bellezza che rivelano una grande fotografa.
Le sue fotografie non sono mai state esposte né pubblicate mentre lei era in vita, la maggior parte dei suoi rullini non sono stati sviluppati, Vivian Maier sembrava fotografare per se stessa.

Osservando il suo corpus fotografico spicca la presenza di numerosi autoritratti, quasi un possibile lascito nei confronti di un pubblico con cui non ha mai voluto o potuto avere a che fare. Il suo sguardo austero, riflesso nelle vetrine, nelle pozzanghere, la sua lunga ombra che incombe sul soggetto della fotografia diventano un tramite per avvicinarsi a questa misteriosa fotografa.

Vivian Maier. Una fotografa ritrovata presenta al pubblico l’enigma di un’artista che in vita realizzò un enorme numero di immagini senza mai mostrarle a nessuno e che ha tentato di conservare come il bene più prezioso.

Come scrive Marvin Heiferman “Seppur scattate decenni or sono, le fotografie di Vivian Maier hanno molto da dire sul nostro presente. E in maniera profonda e inaspettata… Maier si dedicò alla fotografia anima e corpo, la praticò con disciplina e usò questo linguaggio per dare struttura e senso alla propria vita conservando però gelosamente le immagini che realizzava senza parlarne, condividerle o utilizzarle per comunicare con il prossimo. Proprio come Maier, noi oggi non stiamo semplicemente esplorando il nostro rapporto col produrre immagini ma, attraverso la fotografia, definiamo noi stessi”.

La vicinanza con la mostra di Elliot Erwitt, allestita negli spazi del Sottoporticato di Palazzo Ducale, offre la possibilità di un interessantissimo confronto tra due sguardi sull’America, uno maschile, l’altro femminile.

Accompagna la mostra il libro Vivian Maier. Fotografa pubblicato da Contrasto.

MIRIAM COLOGNESI. AUTORITRATTI AL MUSEO. AOSTA

Dal 16 Luglio 2017 al 24 Settembre 2017
AOSTA
LUOGO: Hôtel des Etats
CURATORI: Daria Jorioz
TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 0165 300552

 

COMUNICATO STAMPA:
«Chi guarda fa il quadro» diceva il pittore e scultore Marcel Duchamp e proprio questa affermazione sembra animare il progetto AUTORITRATTI AL MUSEO dell’artista torinese Miriam Colognesi, mostra allestita all’Hôtel des Etats ad Aosta e visitabile fino al 24 settembre.

L’esposizione, a cura di Daria Jorioz, documenta la relazione che si instaura fra le opere d’arte e chi ne fruisce, suggerendo una riflessione sul tema del ritratto e dell’autoritratto nell’arte contemporanea e facilmente applicabile all’oggi, fatto del costante flusso di immagini e di selfie che riempie le nostre vite su internet e non solo.

In mostra è presentata una selezione di 30 fotografie che Miriam Colognesi ha realizzato durante alcuni workshop fotografici all’interno di importanti spazi museali: il Museo Archeologico Regionale di Aosta, nel corso della mostra dedicata a Enrico Baj, la Pinacoteca del Castello Gamba di Châtillon, la Galleria Sabauda, la GAM e il Museo dell’Automobile di Torino, il Castello di Rivoli, la Galleria Sabauda, la Galleria d’Arte Moderna e il Museo dell’Automobile di Torino.
Qui la fotografa ha chiesto proprio ai visitatori di scegliere un’opera d’arte e di interpretarla liberamente riuscendo così a trasformare, per il suo tramite, il ritratto in un autoritratto.
«Le fotografie realizzate da Miriam Colognesi compongono una sorta di autoritratto di gruppo – scrive Daria Jorioz nel catalogo -, la cui efficacia espressiva e narrativa si basa sulla capacità dell’artista di far esprimere il visitatore, di indurlo a dichiarare il proprio amore o la propria curiosità per un dipinto, di farlo giocare con le immagini e i contenuti delle opere d’arte».

Miriam Colognesi è laureata in Pittura all’Accademia Albertina di Torino. Vive in Valle d’Aosta e il suo percorso artistico è orientato sulle possibilità offerte dal mezzo fotografico, con particolare riguardo all’autoritratto. Ha esposto in personali e collettive in Italia e all’estero. Alcune sue opere si trovano al Museo dell’autoritratto fotografico di Senigallia.