“L’entropia rapita” personale di Caterina Magri dall’11 al 17 settembre a Galleria Spazio 40 di Roma

La nuova stagione di eventi presso la Galleria d’arte Spazio 40 di Roma inizia con la personale dell’artista Caterina Magri.
La mostra, dal titolo “L’ entropia rapita”, dall’ 11 al 17 settembre 2020 ed ospiterà la più recente produzione di sculture e bassorilievi dell’artista.
Caterina Magri, che ha partecipato a numerose mostre collettive in Italia (Torino, Milano, Roma) e all’estero (Barcellona), espone per la prima volta le sue opere in una personale a Roma.

Il testo critico di presentazione alla mostra è stato curato dalla Dott.ssa Simona Albani, storica dell’arte: “Nelle opere di Caterina Magri si avverte in maniera forte e decisa la volontà di assecondare il caos della materia; l’artista rincorre un incessante flusso interiore che l’accomuna alle sue creazioni.  
E’ un susseguirsi di sbalzi emotivi che ruotano e si fondono nell’anima di un suo mondo primordiale, immaginario e privo di forme standardizzate.
C’è una forte spinta emotiva nel voler plasmare il disordine, nel cercare di riconoscere e riproporre, attraverso il vortice delle particelle materiche la manifestazione della vita, il miracolo di un artificio a metà strada tra divino e profano.
L’intuizione demiurgica la conduce ad una narrazione esilarante in cui l’anima del mondo si manifesta irrequieta e indomabile ma non per questo impossibile da rapire.
Le sculture in apparenze bloccate da sostegni o pannelli, come nel caso dei bassorilievi escono prepotenti, quasi in fuga verso l’alto o comunque all’esterno creando un’alternanza di prospettive sempre nuove.
Nelle sue creazioni vi è un’energia graffiante in cui lottano punte, spigoli e rotondità; in alcune di esse preme dall’interno un magma scomposto, in altre si configurano concrezioni e tracce che ricordano ere preistoriche.

L’entropia dominante si lascia prendere per qualche istante, poi fugge e ritorna tra le mani di Caterina, che lungo un percorso ricco di metafore, riconduce  alla sfericità del suo globo terrestre, simbolo di forza e dell’intero universo “

L’artista italiana attraverso il suo lavoro, cerca continuamente “il segno”. Mentre i pezzi di Magri assumono forme e funzioni diverse, i materiali che usa cambiano. Legno, carta, colori acrilici, foglia oro / argento e resine sono l’essenza delle sue opere. Applica il colore attraverso strati di vernice per un tocco finale che dà “vibrazioni cromatiche”

 

Torna nella città pontina il contest fotografico “Sabaudia con i miei occhi”

Torna il contest fotografico “Sabaudia con i miei occhi”, giunto alla V edizione, ideato dal Fotografo Marco Mincarelli e dal Vice Presidente di Sabaudia Culturando Laura Plata, organizzato dall’associazione Sabaudia Culturando con il sostegno del Comune di Sabaudia e il patrocinio della Pro Loco di Sabaudia.

L’associazione Sabaudia Culturando da sempre promuove e valorizza gli aspetti più belli del territorio con una serie di eventi che si svolgono tutto l’anno ed in particolare nei mesi estivi ed il contest fotografico rientra tra questi.

L’obiettivo del contest è quello di dare vita ad un viaggio emozionale tra le bellezze di Sabaudia da percorrere grazie alla sensibilità di chi le osserva con i propri occhi apprezzandone le peculiarità naturalistiche, architettoniche e sportive.

Il contest è rivolto ai fotografi amatoriali di età maggiore di 16 anni: ogni partecipante dovrà inviare una sola immagine in formato digitale JPG e risoluzione minima 1920px lato lungo, compilando il form all’indirizzo https://foto.sabaudiaculturando.it entro e non oltre il 30 settembre 2020.

Le immagini ricevute saranno pubblicate in un album sulla pagina Facebook ufficiale dell’Associazione Sabaudia Culturando. Sarà possibile votare le immagini per 7 giorni dalla loro pubblicazione.

Le prime 12 immagini classificate saranno pubblicate sul calendario Sabaudia 2021 e tra queste la commissione, composta dal fotografo Marco Mincarelli e dal Consiglio Direttivo dell’Associazione Sabaudia Culturando presieduto da Valentina Baccaro, presidente – Laura Plata, vice presidente – Ilaria Pallocchini, tesoriere e da Katia Campacci ed Emanuela Massaro, consigliere, valuterà l’attinenza al tema, la qualità generale dell’immagine e l’originalità interpretativa, decretando il vincitore assoluto del contest.

Il giudizio della commissione è inappellabile e la partecipazione al contest comporta l’integrale accettazione delle norme contenute nel  bando.

Le foto pervenute saranno esposte in una mostra che si svolgerà presso il Centro di Documentazione Angiolo Mazzoni a Sabaudia dal 24 ottobre all’8 novembre.

Il regolamento del Contest è disponibile su sito: foto.sabaudiaculturando.it

 

Decimo appuntamento di Libri nel Parco- Federico Moccia a Sabaudia presenta “Semplicemente amami

Mercoledì 19 agosto, alle ore 21:30 presso la corte comunale di Sabaudia si terrà il decimo appuntamento della VI edizione di Libri Nel Parco, la rassegna patrocinata dal Comune di Sabaudia, promossa ed organizzata dall’associazione “Sabaudia Culturando”.

L’Associazione “Sabaudia Culturando” è lieta di avere come ospite della rassegna, un autore da 10 milioni di copie vendute, Federico Moccia che presenterà il suo ultimo libro “Semplicemente Amami” uscito nelle librerie il 18 giugno, modera il giornalista Eugenio Murrali.

Semplicemente amami, pubblicato da Nord, è una storia molto intrigante sull’amore che si sviluppa in un’età più adulta, tramutandosi ora in ossessione e ora in possessione.

In “Semplicemente amami” Federico Moccia ci racconta di una donna che non sa più chi è. Abbandonate le storie dei teenager, lo scrittore di “Tre metri sopra il cielo” ci racconta di un personagg io maturo, con alle spalle un matrimonio e una carriera da musicista che sembra finita. Sofia non lo sa perché non ha più voglia di suonare e perché ora si ritrova in una stanza d’albergo, dopo aver detto una bugia a tutti, facendo credere di essere andata in Russia per lavoro. Il matrimonio con Andrea sembra finito e la sua relazione con Tancredi, dopo tante promesse, è finita in un cumulo di macerie perché lui non voleva impegnarsi, voleva solo un amore proibito e fuggitivo. Sola davanti ad uno specchio, in un luogo che non le appartiene, Sofia comprende che non può più mentire a se stessa e agli altri e deve riprendere in mano la sua esistenza. La donna torna allora da Andrea per capire che cosa l’ha fatta sentire tanto sola in quegli anni di matrimonio e si chiede dove siano finiti i loro sogni e le loro risate. Da quel momento si riaccende in lei anche la musica, eterna amica, e il pianoforte riprende vita. Ma proprio quando Sofia pensa di aver fatto ordine nella sua vita, riappare Tancredi, stavolta diverso, stavolta pronto a rimanere. La sola a sapere se è questo che davvero vuole è Sofia che non permetterà più a nessuno di scegliere al posto suo.

L’appuntamento, quindi è per mercoledì 19 agosto alle ore 21:30 presso la corte comunale di Sabaudia.

Per la prevenzione del COVID-19 l’ingresso nella corte sarà consentito solo con la mascherina e fino ad esaurimento dei posti, sarà garantita la distanza di un metro tra le persone.

 

 

Libri nel Parco – Sabato 25 il IX appuntamento con “Il giallo di Via Poma” di Massimo Lugli e Antonio Del Greco

Sabato 25 luglio, alle ore 21:00 presso la corte comunale di Sabaudia si terrà il nono appuntamento della VI edizione di Libri Nel Parco, la rassegna patrocinata dal Comune di Sabaudia, promossa ed organizzata dall’associazione “Sabaudia Culturando”. Massimo Lugli e Antonio Del Greco, di nuovo ospiti della rassegna, presenteranno il loro ultimo libro “Il giallo di Via Poma” uscito nelle librerie il 23 luglio, modera il giornalista Clemente Pistilli.

Sono passati trent’anni da quando, durante un torrido agosto romano, in un ufficio dell’Associazione Italiana Alberghi della Gioventù venne ritrovato il corpo senza vita della giovanissima Simonetta Cesaroni, assassinata con ventinove pugnalate. Un giallo irrisolto e che, dopo tanto tempo, suscita ancora interesse, polemiche e dubbi. Massimo Lugli, ex inviato speciale di Repubblica che seguì le indagini e Antonio Del Greco, allora funzionario della squadra mobile che le diresse, ricostruiscono, in forma di romanzo e con nomi di fantasia, tutte le svolte di un’inchiesta difficile e piena di trabocchetti. Un mix di realtà e di immaginazione, come altri libri scritti in coppia dai due autori, che rivela particolari inediti, aspetti mai chiariti e mai resi noti e svolte impreviste dai due punti di vista: quello della stampa e quello della polizia.

Il finale, di fantasia, è un colpo di scena che capovolge tutto e che, forse, avrebbe potuto essere possibile.

L’incontro conclude il ciclo di appuntamenti in calendario per il mese di luglio, a breve verranno resi noti gli autori che la città ospiterà ad agosto.

Per la prevenzione del COVID-19 l’ingresso nella corte sarà consentito solo con la mascherina e sarà garantita la distanza di un metro tra le persone.

 

 

 

 

 

Libri Nel Parco – l’ottavo appuntamento con Alessandra Iannotta ed il suo romanzo d’esordio “Gli occhi di Asha”

Giovedì 23 luglio, alle ore 21:00 presso la corte comunale di Sabaudia si è tenuto l’ottavo appuntamento della VI edizione di Libri Nel Parco, la rassegna patrocinata dal Comune di Sabaudia, promossa ed organizzata dall’associazione “Sabaudia Culturando”.

Alessandra Iannotta ha presentato il suo romanzo d’esordio  “Gli occhi di Asha” moderato da Angelo Favaro dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata. Durante l’ incontro sono intervenuti Maura Locantore dell’Università della Basilicata, l’editor Michela Tanfoglio, il percussionista Rashmi V. Bhatt e l’attore e regista Giovanni Brusatori. Archimede”.

Il romanzo narra di un’anima e del suo percorso di incarnazione “in uno spazio senza Tempo, intorno a un Fuoco sacro”. Asha, Emma, Zoe, Matilde, Elena, Maddalena e Delia sotto sette donne, femmine coraggiose che si ritroveranno ad affrontare gioie, dolori e pericoli, sette figure diverse abitate da un’unica Anima. Emerge tutta la potenza dell’esaltazione del mistico, nella narrazione voluta dalla Iannotta, una celebrazione fatta con garbatezza e leggerezza. Bella la sinuosità della danza, altra protagonista del romanzo, che trasmette al lettore un senso di libertà e liberazione e che diventa parte del rituale di incarnazione dell’anima, che balla con gli animali danzanti. Importante e prezioso il ruolo della memoria, quella che riporta inconsciamente indietro nel tempo, quella che fa emergere, anche se in maniera piuttosto adombrata, i ricordi delle precedenti vite. Alessandra Iannotta consegna al lettore un libro decisamente particolare e intenso, in cui la dolcezza e la forza della donna e della sua anima vengono elevate all’ennesima potenza. L’elemento ascetico, fortemente presente, impreziosisce il racconto.

L’autrice romana, finalista per il premio “Sulle orme di Leopold Sedar Senghor” con la sua silloge Sangria al Grippiale, ha ottenuto diversi riconoscimenti per i suoi componimenti poetici. E non a caso ne Gli occhi di Asha lo stile della Iannotta non abbandona la sinuosità poetica, dando così alla scrittura una importante impronta soave, che a tratti però pecca di leziosità. Un libro consigliato a tutti coloro che amano viaggiare oltre i confini spazio temporali, dove i volti e le parole si trasformano in musica e in poesia.

La presentazione  è stata piacevolmente accompagnata dal percussionista e art director di Festival internazionali, Rashmi V. Bhatte con le letture dell’attore – regista e direttore di doppiaggio Giovanni Brusatori, ha concluso gli incontri del mese di luglio.

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Biografia di Rashmi V. Bhatt e Giovanni Brusatori.

Rashmi V. Bhatt Ë cresciuto a Pondicherry, in un ambiente permeato dalla danza, teatro e musica indiana: l’arte del Tabla, ovvero le tipiche percussioni dell’India, le ha studiate sotto la guida del Maestro Sree Torun Banerjee. Dopo il suo trasferimento in Europa, viene costantemente invitato per dei concerti con celebri maestri indiani e negli importanti Festival Internazionali in Europa.  Affascinato dalla ricerca e fusione tra le varie etnie e i loro linguaggi musicali, ha collaborato con musicisti come il kenyota AYUB OKADA,  Marcus STOCKHAUSEN, il famoso cantante pakistano NUSRAT FATEH ALI KHAN e Michael Brook. È spesso invitato per suonare a Dubai, Austria, Spagna, Marocco e Tunisia. È stato in tournée con SHAKIRA, cantante POP, seguito da un tour con il celebre Rock-Pop star STING. Negli ultimi anni, la sua ricerca principale si è orientata alla scoperta di diverse culture: da qui svariati progetti con musicisti originari di paesi, dal Marocco all’Iran, dall’Afghanistan al Mali, dalla Siria al Brasile. Era ospite al prestigioso Festival di WOMEX a Copenhagen. Da dieci anni, è Direttore Artistico del WORLD RHYTHM FESTIVAL a Perugia. Risiede e insegna le Percussioni a Roma, Italia.

Giovanni Brusatori  a volte Conrad Brueghel

Inizia l’attività  artistica come attore al Piccolo Teatro di Milano  con Giorgio Strehler e per oltre 15  anni   con numerose formazioni  artistiche  è stato  in  tournée teatrale in Italia e in Europa.

Negli  anni 80 nascono le televisioni private,  che gli affidano  numerose serie di cartoni animati giapponesi,   oltre  alla voce diviene  responsabile degli adattamenti e  della direzione doppiaggio.

Le serie più significative sono:  L’UOMO TIGRE  –  YATTAMAN – CALENDAR MAN – DOREAMON   -GIGI LA TROTTOLA –  IL MAGO PANCIONE –

Dal 1989 – in poi  realizza come ideatore e regista numerosi documenti filmati per la rubrica “Più Sani più Belli.

 

 

 

Libri nel parco, a Sabaudia lo scrittore Alessandro Maga presenta “Il viaggio delle spirali di Archimede”

Mercoledì 22 luglio, alle ore 21:00 presso la corte comunale di Sabaudia si terrà il settimo appuntamento della VI edizione di Libri nel parco, la rassegna patrocinata dal Comune di Sabaudia, promossa ed organizzata dall’associazione “Sabaudia Culturando”.

Protagonista lo scrittore Alessandro Maga con il suo primo romanzo “Il viaggio delle spirali di Archimede”

Alessandro Maga è nato a Roma nel 1973.  La sua vita si divide fra la capitale, dove lavora come ingegnere nel mondo delle telecomunicazioni, e il paese a nord di Roma dove vive con i due figli e la compagna, alla quale è dedicato il romanzo. Nonostante gli studi di carattere scientifico, ha da sempre avuto un particolare interesse per la scrittura.

Il viaggio delle Spirali di Archimede è il suo primo libro.

Durante la presentazione, moderata dalla giornalista Francesca Di Giampietro, l’autore parlerà della sua passione per la scrittura, che lo ha spinto già a metter mano ad un nuovo progetto, e del suo particolare interesse per la storia della scienza, da cui nasce l’ispirazione per “Il viaggio delle spirali di Archimede”.

La trama del libro

Il romanzo è ambientato nel 212 a.C.,dopo due anni di assedio i Romani stanno ormai per prendere Siracusa. Archimede, genio assoluto dell’umanità, attende con preoccupazione l’epilogo dell’assedio romano alla sua città, madi lì a pochi giorni verrà ucciso.  Paride, un giovane servo dall’aspetto androgino, si incarica di portare in salvo gli ultimi studi del grande scienziato e inizierà per lui una rocambolesca avventura che lo porterà molto più lontano di quanto lui avesse potuto immaginare.

Per la prevenzione del COVID-19 l’ingresso nella corte sarà consentito solo con la mascherina e sarà garantita la distanza di un metro tra le persone.

 

 

“Il tempo di Caravaggio”: l’architetto delle luci Francesco Murano racconta le difficoltà dell’allestimento ai tempi del Covid – Musei Capitolini

Francesco Murano è tra i più richiesti progettisti italiani d’illuminazione al servizio dell’arte, nonché l’autore delle luci delle più importanti esposizioni in Italia. “I miei collaboratori hanno lavorato da Roma mentre li monitoravo sul computer da Como”, racconta Murano.

Prosegue, nelle sale espositive di Palazzo Caffarelli- Musei Capitolini, la mostra curata da Maria Cristina Bandera “Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi”.L’architetto delle luci dell’esposizione, allestita fino al 13 settembre 2020, è Francesco Murano, tra i più richiesti progettisti italiani d’illuminazione al servizio dell’arte, autore delle luci delle più importanti esposizioni in Italia. A Roma aveva precedentemente curato anche le luci della mostra Canova. Eterna bellezza a Palazzo Braschi e Impressionisti segreti a Palazzo Bonaparte.

LE LUCI DELLA MOSTRA – Per questi “caravaggeschi” l’artista/architetto delle luci, come è stato definito nel settore, ha scelto di “illuminare le opere con una luce calda, circoscritta ai dipinti”, spiega. Sebbene lui, in generale, preferisca sorgenti led perché di lunga durata, in questo caso ha puntato “su lampadine dicroiche ad incandescenza, le uniche che potevano essere impiegate sugli apparecchi presenti al Museo”. Un allestimento “non semplice”, prosegue, “perché con i dipinti ad olio e le tonalità scure i riflessi sono sempre in agguato”.

“L’opera che ha richiesto più lavoro – dichiara Francesco Murano – è stata il “Ragazzo morso da un ramarro”, sia per importanza del dipinto che per la difficoltà di illuminare senza riflessi una pittura ad olio su tela. In questo caso sono stati utilizzati due apparecchi speciali, detti sagomatori, impiegati per riquadrare l’opera e l’intorno con temperatura di colore differente; un apparecchio a luce calda per il dipinto ed uno a luce fredda per la parete sulla quale l’opera stessa è stata collocata. Questa tecnica, molto particolare, permette di esaltare la cromia dei dipinti”.

L’INSTALLAZIONE AI TEMPI DEL COVID – Per l’apertura della mostra i lavori sono stati effettuati durante il recente lockdown. Questo ha comportato un’organizzazione straordinaria, a distanza, mai realizzata finora. “I miei collaboratori, Doddo Arnaldi e Maurizio Gigante, hanno lavorato da Roma mentre li monitoravo sul computer da Como e solo dopo la riapertura delle frontiere regionali ho potuto perfezionare personalmente le luci ed illuminare direttamente il Caravaggio”, spiega Murano. “Devo però dire che la pluridecennale frequentazione maturata con i miei collaboratori ha permesso di risolvere anche a distanza i problemi che si presentavano di volta in volta, e comunque, prima dell’apertura della mostra, ho ricontrollato sul posto tutte le luci ed eseguito personalmente i puntamenti sull’opera del Caravaggio”.

CHI E’ FRANCESCO MURANO – Francesco Murano è docente della Scuola di Design, nonché membro del laboratorio “Luce e colore” del Politecnico di Milano. Architetto, ha conseguito un master presso la Domus Academy, poi un dottorato di ricerca in disegno industriale con una tesi di laurea dal titolo “Le figure della Luce”. Ha svolto ricerche accademiche, scientifiche, programmi e attività di progettazione per importanti industrie italiane ed estere. Concentrandosi sulla progettazione illuminotecnica e illuminando molte delle più importanti mostre d’arte in Italia e all’estero.

Salvo Cagnazzo
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Libri nel parco, il terzo appuntamento presenta “Questo piatto di grano” di Giulio Alfieri – Sabaudia

La rassegna Libri nel parco promossa dall’ Associazione Sabaudia Culturando e patrocinata dal comune,  è giunta al terzo appuntamento.  Protagonista dell’incontro, che si terrà il 10 luglio alle ore 21.00 presso la corte comunale di Sabaudia, l’autore Giulio Alfieri con il suo libro “Questo piatto di grano”. Durante la presentazione, moderata da Dario Petti direttore della casa editrice Atlantide di Latina, lo scrittore parlerà dell’accurata ricerca di fonti, documenti e testimonianze che gli hanno permesso di scrivere un romanzo sulla storia della colonizzazione dell’Agro Pontino degli anni 30 e 40.
Un punto di vista diverso dal consueto, quello dell’Alfieri che gli ha permesso di raccontare  la colonizzazione mettendo al centro del racconto le famiglie coloniche, e le conseguenze che le varie decisioni storiche, sociali ebbero sulle loro vite.“

Il risultato finale è una storia che risulta per molti aspetti diversa dalla narrazione tradizionale.

L’incontro si terrà nel rispetto delle norme sanitarie per la prevenzione del COVID-19, pertanto l’ingresso nella corte sarà consentito solo con la mascherina e sarà garantita la distanza di un metro tra le persone.

 

Il mondo della cultura piange il maestro Ennio Morricone

E’ morto nella notte in una clinica romana per le conseguenze di una caduta il premio Oscar Ennio Morricone. Il grande musicista e compositore, autore delle colonne sonore più belle del cinema italiano e mondiale, da Per un pugno di dollari a Mission a C’era una volta in America, da Nuovo cinema Paradiso a Malèna, aveva 91 anni. Qualche giorno fa si era rotto il femore.

La funzione si è celebrata nella Capitale in forma strettamente privata, alla presenza dei familiari e dei due suoi più cari amici il regista Tornatore e l’avvocato Giorgio Assumma “nel rispetto del sentimento di umiltà che ha sempre ispirato gli atti della sua esistenza” afferma l’amico e legale di famiglia. Nel suo testamento, Morricone infatti scriveva “non voglio disturbare”. Il momento della benedizione della salma è stato accompagnato dalle note di Mission, colonna sonora dell’omonimo film del 1986 di Roland Joffé, alla quale il maestro era particolarmente legato. Morricone verrà sepolto nelle prossime ore in un cimitero di Roma, sua città natale.

Oltre cinquecento musiche scritte per film e serie tv. Sette nomination e due premi Oscar vinti, innumerevoli candidature e onorificenze ricevute dai più prestigiosi festival di tutto il mondo.  Un artista poliedrico e innovatore, molto attento più che alle mode passeggere ai nuovi linguaggi espressivi; era anche tanto vicino ai giovani: spesso partecipava a eventi promossi dalle comunità educative, comunicando sempre il suo inesauribile trasporto per il pentagramma.

Stima e ammirazione sono i sentimenti che il maestro Ennio Morricone ha suscitato durante la sua lunga carriera ha suscitato nel mondo della musica, del cinema e della cultura internazionale.

La stessa stima che ora, nel momento dell’ultimo saluto al grande compositore, si legge nei tanti messaggi di cordoglio con cui il mondo della cultura, del cinema, della musica ha voluto omaggiare il grande compositore.

Il ministro della cultura Dario Franceschini lo ricorda con le seguenti parole:

“Un giorno triste per la cultura, con Ennio Morricone ci lascia uno dei grandi maestri italiani, un musicista di raffinata bravura che con le sue melodie ha saputo emozionare e far sognare il mondo intero che lo ha ricambiato con i più importanti premi e riconoscimenti, a partire dagli Oscar per le sue leggendarie colonne sonore”. Così il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini si stringe alla famiglia di Ennio Morricone scomparso la scorsa notte a Roma.

La sindaca di Roma Virginia Raggi in un tweet:

“Vogliamo ricordare un genio che ha dato tanto a Roma e all’Italia, legando il suo nome a un luogo simbolo internazionale della cultura e dell’arte”. Così la Sindaca, lancia la proposta di intitolare l’Auditorium di Roma a Ennio Morricone.

Il compositore di colonne sonore Daniel Pemberton lascia il seguente messaggio:

Diamine. Ennio Morricone ci ha lasciati. Il modo in cui mescolava suoni sperimentali, melodie commoventi ed emozioni pure in tutto quello che faceva lo ha reso, per me, il più grande compositore di colonne sonore di sempre, ha avuto un’enorme influenza sul mio lavoro.

Roberto Benigni dedica al maestro il Nastro D’Argento

– “Dedico questo premio ad Ennio Morricone che ha reso squillante l’Italia nel mondo con la sua musica, genio e regolatezza allo stesso tempo. Ma lo dedico anche a tutte le persone che hanno sofferto per questa cosa che ci è capitata e che speriamo finisca presto. E intendo non solo le maestranze del cinema, ma. tutti nel mondo”.  Queste le parole di Benigni, che riceverà stasera al Maxxi di Roma, il Nastro D’Argento come miglior attore non protagonista in ‘Pinocchio’ di Matteo Garrone.

L’omaggio di Roberto Bolle, su Twitter:

“Grazie Maestro Morricone. Ricorderò sempre la tua ironia e la tua intelligenza acuta, oltre ad esserti infinitamente grato per le emozioni che hai regalato a tutti noi. Ci mancherai”.

Una perdita, quella del maestro Ennio Morricone, che non è certamente solo italiana, ma che lascia tutto il mondo orfano di uno dei più grandi compositori di colonne sonore del nostro tempo.

 

“Libri nel Parco” protagonista della seconda serata Matteo Santandrea con il libro “E’ stata Roma”- Sabaudia

 

“Libri nel Parco” la rassegna patrocinata dal Comune di Sabaudia prosegue, con il secondo appuntamento di venerdì 4 luglio. Protagonista, della serata presso la corte comunale, il giovane scrittore Matteo Santandrea con il suo libro “E’ stata Roma”.

Dopo la grande apertura, domenica 29 giugno, con la scrittrice Dacia Maraini che ha presentato in anteprima nazionale  il suo libro  “Trio. Storia di due amiche, un uomo e la peste a Messina”, la rassegna prosegue con grande successo.

Il secondo incontro moderato da Katia Campacci, membro dell’Associazione Culturale Sabaudia Culturando promotrice ed organizzatrice della rassegna, ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso, sempre nel rispetto delle norme per la prevenzione Covid-19.

Il libro prova a rispondere, a una serie di interrogativi, su come dagli anni Settanta ad oggi il cinema e altri linguaggi artistici abbiano saputo ritrarre e raccontare banditismo e malaffare nella Capitale. Un tema questo, che grazie al successo di Romanzo Criminale e di Suburra, ha destato grande interesse.

In attesa del prossimo appuntamento, in programma per il 10 luglio vi invitiamo a seguire tutti gli aggiornamenti sulla la pagina Facebook dell’ Associazione Sabaudia Culturando.