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TRUE STORY. CARLO CALDARA AL VITTORIANO. DAL 25 AL 30 LUGLIO.

Carlo Caldara arriva a Roma con la mostra personale True story a cura di Claudio Strinati e Luca Misiano, in esposizione al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini dal 25 al 30 luglio.
Il progetto espositivo “True story” sarà, inoltre, presente dall’8 settembre all’8 ottobre alla Biennale di Venezia-Padiglione Nazionale Guatemala.
Carlo Caldara lavora con il criterio della presenza simultanea di immagine a parola. E le sue parole sono frasi brevissime che hanno l’aspetto di sentenze. Ciò che colpisce maggiormente nelle sue opere è la costante indicazione della vita come viaggio dato che le sue immagini fanno spesso riferimento a questo tema.
Le opere in “True story” sono il frutto della collisione tra realtà vissuta e realtà virtuale, dei media, del web, dei social network. La realtà digitale ha prodotto una mutazione radicale dell’esperienza percettiva e sensoriale, applicata alla creazione artistica. – Le mie opere sono delle istantanee – dice lo stesso Caldara – l’incipit della mia arte è la fotografia. L’ immagine dapprima immortalata, tende poi attraverso la pittura e la scrittura, quasi a scomparire, aumentando il suo valore estetico ed etico -.
La mostra si compone di due sculture, due installazioni e 25 opere pittoriche create con l’uso di tecnica mista: fotografia e colori ad olio su dibond. Nelle opere pittoriche la luce, penetrando dalle grandi lettere intagliate, abbaglia ogni cosa. E gli epigrammi, una volta liberati , traforati e svuotati, diventano fluttuanti installazioni. Ne è un esempio “Forever”, presente in esposizione e composta dalle lettere in alluminio ritagliate, legate a fili di nylon ed infine appese al soffitto, creando un sapiente gioco di luci e parole.
La seconda installazione è rappresentata da un sacco di boxe, sport praticato dall’ artista, con dipinta una mappa del mondo. L’opera acquista per questo, da un lato, un valore intimo e personale, dall’altro è intrisa di valori simbolici propri dell’eterna lotta e competizione globale, proponendosi come metafora della vita stessa dove l’uomo combatte paure e debolezze.
Caldara viene definito “artista sostenibile” per l’utilizzo di materiali metallici e compositi riciclati con cui lavora da parecchi anni e che immagina come schermi tecnologici che supportano le sue immagini evanescenti. Metalli sui cui rappresenta cartografie del globo e fermi immagini dell’umanità nella società contemporanea che vengono incisi trasversalmente con scritte come “True story” sovrapponendo pannelli specchiati che celano epigrammi frutto delle sue personali riflessioni. – In Caldara la forma e il contenuto dell’opera coincidono – Dice di lui Claudio Strinati – l’ opera d’arte è per Caldara , un’ammonizione, un incitamento, una meditazione in presa diretta sull’essenza stessa del nostro essere e del nostro desiderio -.
L’artista ha ottenuto un enorme successo con la mostra “Lose your mind” (2016) esposta in occasione della Biennale d’Architettura di Venezia e subito dopo con “Living your dream” esposta alla XXI Internazionale della Triennale di Milano nello Spazio Impluvium di Milano (2016).
Nei prossimi mesi l’opera di Carlo Caldara avrà un’importante esposizione internazionale attraverso molte esposizioni: Museo dell’Orangerie di Parigi (2017) e poi Pechino, Shangai ed infine New York (2018).nuove frontiere dell’arte sostenibile.

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