A pochi passi dal Parco archeologico di Pompei spicca Red Zone, la nuova opera di street art di Nello Petrucci che ancora una volta lancia messaggi particolarmente attuali

Nella centrale via Plinio a Pompei, spunta a sorpresa “Red Zone”, la nuova opera di street art di Nello Petrucci. L’artista, laureato all’Accademia di Belle Arti di Napoli in Scenografia, vive e lavora tra Pompei e New York, dove ha lavorato con registi come Martin Scorsese, Ari Taub, Manetti Bros, Antonio Capuano, ecc.
Vista la posizione a pochi passi dall’ingresso del Parco Archeologico, Red Zone sembrerebbe quasi una provocazione, anche se la “zona rossa” di Petrucci è qualcosa che va oltre. Non è la prima volta che l’artista si inserisce nel decoro urbano con messaggi particolarmente attuali e che invitano alla riflessione.

“Red Zone” infatti è un esplicito richiamo alla missione Mars 2020 sviluppata dalla Nasa per esplorare il Pianeta Rosso attraverso Perseverance, il robot dalle dimensioni di un’automobile, “ammartato” lo scorso 18 febbraio. Petrucci inserisce alcune figure di iconici affreschi pompeiani nel contesto marziano mettendole in comunicazione con il rover in viaggio su Marte.
L’opera di grandi dimensioni, 4 metri x 250cm di carta e halftone, rappresenta dunque una forma di relazione tra epoche tanto distanti che riescono comunque a “comunicare” tra loro. 

Non è casuale poi, il fatto che la collocazione in strada di Red Zone sia coincisa con un momento storico caratterizzato per la Campania dalla “zona rossa”.
In un periodo di stop forzato per l’intero settore artistico-culturale, lo street artist pompeiano non smette di produrre e analizzare il presente. 
Così quel rosso che oggi ci fa subito pensare a divieti e restrizioni, è in realtà il rosso di Marte e prima ancora il rosso pompeiano. E chissà se dalle “ceneri” di Marte non verranno fuori dei segni di vita.

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