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Palazzo Altemps. Il fascino del marmo antico a Roma.

Palazzo Altemps, storico edificio romano, fu’ costruito dopo il 1471 per Girolamo Riario, nipote di Sisto IV. Il palazzo sorge nel Campo Marzio a due passi da Piazza Navona.
Ospita attualmente una delle quattro sedi del Museo nazionale romano con Palazzo Massimo, le Terme di Diocleziano e la Crypta Balbi.
Il Palazzo è uno degli esempi più interessanti di architettura del Rinascimento a Roma.
L’attuale Palazzo Altemps è il risultato della ristrutturazione cinque-seicentesca di un immobile sorto a sua volta sopra alcune strutture medioevali e romane, resti delle quali si vedono in una sala del pianterreno. Durante gli scavi archeologici preliminari ai lavori di restauro sono state infatti rinvenute le strutture di una domus romana tardo imperiale, i resti di numerose case-torri medievali inglobate nel palazzo rinascimentale e frammenti di affreschi romani ritrovati sotto l’androne d’ingresso.
Il palazzo oggi sfoggia il suo originario aspetto cinquecentesco grazie al recente restauro curato dal Ministero dei Beni Culturali.
Il cardinale di origine tedesca Marco Sittico Altemps lo acquista nel 1568 e vi stabilisce la propria collezione di sculture antiche. Interventi rappresentativi della fase altempsiana sono il cortile e l’altana, il camino monumentale e la chiesa di Sant’ Aniceto, le decorazioni della loggia dipinta e gli affreschi della Sala delle Prospettive Dipinte.
Nelle sale ancora in parte affrescate è possibile ammirare sculture greche e romane appartenute nei secoli XVI e XVII a varie famiglie della nobiltà romana, integrate da importanti scultori dell’età barocca come Bernini e Algardi.

Il palazzo ospita nuclei di collezioni di reperti classici, tra cui spicca la nota collezione seicentesca di scultura antica della famiglia Boncompagni Ludovisi, costituita da una notevole quantità di pregiati marmi antichi, la collezione di sculture del cardinale Altemps, le opere raccolte dalla famiglia Mattei, inizialmente destinate ad abbellire Villa Celimontana, e la Collezione Del Drago, risalente al XVII secolo.
Tra le sculture in esposizione, si possono ammirare il gruppo del Galata suicida con la moglie, Oreste ed Elettra, l’Ares , la colossale testa di Giunone e il famoso originale greco del V sec. a.C. noto come “Trono Ludovisi”, proveniente da scavi effettuati in quella zona.
Palazzo Altemps ospita anche un nucleo della collezione egizia del Museo Nazionale Romano, che raccoglie materiali provenienti dal santuario di Iside e Serapide del Campo Marzio nonchè i reperti dello scavo del santuario siriaco del Gianicolo.
La visita del Palazzo si svolge su due piani disposti intorno ad un bellissimo cortile decorato da una fontana monumentale, sul quale si affaccia un loggiato dipinto ed arricchito da una galleria di ritratti di Cesari. Al di sopra del fabbricato svetta l’altana, una torre-belvedere sormontata dallo stambecco rampante, stemma della famiglia Altemps.
Il percorso ha inizio con la Sala dei culti pubblici e privati, dove si trova la statua in diorite del bue sacro Api proveniente dalla collezione Brancaccio, il rilievo isiaco proveniente da una tomba sulla via Appia ad Ariccia, e due statue, una acefala raffigurante Iside e l’altra una sacerdotessa.
Segue la Sala del santuario delle divinità orientali del Gianicolo, con la statua di Giove Serapide seduto, di Osiride Chronocrator, di Dioniso e una base di candelabro, tutti provenienti da scavi nel santuario.
Le successive sale fanno parte del nuovo allestimento della raccolta egizia nella zona del palazzo destinata all’appartamento di Gabriele D’Annunzio che sposò un’erede Altemps.
La Sala del clero isiaco è dedicata ai sacerdoti e ai devoti del culto di Iside: si possono ammirare due ritratti di sacerdoti isiaci, e un piccolo ritratto di fanciullo con la testa rasata e un ciuffo di lunghi capelli. L’allestimento comprende anche la testa della dea Iside Demetra e un’ara con iscrizione greca dedicata a Zeus Hadad, ritrovata nel santuario del Gianicolo.
Nella sala dell’Iseo Serapeo del Campo Marzio sono in mostra una base di statua colossale e una sfinge acefala di granito nero, entrambe datate all’inizio dell’età tolemaica (III sec. a.C.), una testa virile rasata che probabilmente apparteneva ad una statua di sacerdote e un rilievo templare del IV secolo a.C., e un torso virile e un frammento di leone, scoperti nel 1987 durante gli scavi nell’ ex convento dei Domenicani in piazza s. Macuto.
Nella Sala delle Dee Madri, fulcro dell’allestimento, si ammira la testa di Artemide Efesia di recentissimo ritrovamento, esposta per la prima volta al pubblico. Inoltre sono esposte la statua di Iside dalla collezione Barberini, rappresentata come Demetra, e l’Iside da Passo Corese (Rieti). Nella Sala di Serapide si trovano tre raffigurazioni del dio (due busti e una statua acefala in trono), un busto ritratto di Settimio Severo, una statua doppia forse di Cesarione e di sua madre Cleopatra e un rilievo frammentario, eseguito a Roma su modelli provenenti dall’Egitto.
Il percorso prosegue negli ambienti che nel secolo XVI ospitavano l’appartamento di Roberto Altemps, figlio del cardinale cui si deve il nome del palazzo. Sono qui allestite le sculture della famosa collezione Mattei proveniente da villa Celimontana, completando così l’esposizione in Palazzo Altemps della collezione della famiglia Mattei dell’importante raccolta di antichità del secolo XVI, già esposta in parte nei portici del piano terreno.
In questa grande sala delle Collezione Mattei si possono ammirare: una testa di filosofo, due ritratti di Giulio Cesare, un ritratto di Vespasiano e uno di Armodio, un grande capitello composito figurato, un frammento di coperchio di sarcofago con scena dell’Epifania, una testa di doriforo, e l’importante sarcofago con il mito delle origini di Roma, con tracce di riutilizzo come stipite di porta, visibili nello spessore inferiore.
l percorso si conclude nel cortile interno, esempio dell’equilibrio architettonico cinquecentesco, dove è stata mantenuta la collocazione originale delle statue sotto le arcate del portico.

Francesca Di Giampietro

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