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Il collezionismo d’arte: passione o ossessione.


“Il collezionismo è un hobby che consiste nella raccolta di oggetti di una particolare categoria. L’insieme di oggetti raccolti, vengono chiamate collezioni”.
Il collezionismo d’arte, cioè l’abitudine (di origine antica) di famiglie e soggetti privati di raccogliere opere d’arte per acquisire rinomanza o consenso popolare (come i Medici a Firenze) è andato sviluppandosi via via nei secoli e così quadro dopo quadro, scultura dopo scultura, personaggi facoltosi delle diverse epoche hanno creato la maggior parte delle collezioni che oggi posiamo ammirare nelle mostre o nei musei.
Ma accanto ad un collezionismo d’arte ve ne è uno, definito “collezionismo minore”, che coinvolge milioni e milioni di persone in tutto il mondo. Il punto di partenza è sempre lo stesso e cioè il desiderio che è sorto in qualcuno di raccogliere oggetti simili ad una primo del quale si era entrati in possesso. Ma dietro di ciò c’è un mondo quanto mai vario e per molti versi affascinante.
Chi non ha mai collezionato qualcosa, almeno da giovani? Il genere umano ama collezionare, accumulare articolari rari quanto comuni, preziosi o non. Anche le collezioni subiscono il fascino della moda, ed in ogni periodo ve ne sono alcune che vanno più di altre (negli anni ottanta gli orologi Swatch, negli anni Novanta le tessere telefoniche, ad inizio duemila le sorpresine Kinder) mentre altri beni ed oggetti restano degli evergreen. In Italia i beni più collezionati sono ancora le monete, i francobolli, i modellini e le bambole, da quelle antiche di ceramica alle Barbie.
Molti vivono il collezionismo come un gioco, ma per alcuni diventa addirittura un’ossessione che li spinge a spendere grandi somme ed a riempirsi la casa di alcuni degli oggetti più strani ed impensabili. Il limite tra passatempo e ossessione è sottile, e a volte si rischia di spendere più di quanto le proprie finanze permettano. La motivazione infatti in molti casi non è quella economica, il bene come investimento, perché molto difficilmente si potrà un domani rientrare delle somme investite e del tempo trascorso in giro per il mondo, per mercatini od on line. Forse aveva ragione Freud quando sosteneva che il collezionismo è una mania connessa alla sfera sessuale, forse le persone lo fanno solo per hobby o per distinguersi dagli altri, ma sta di fatto che alcune collezioni sono davvero quanto mai strane ed impensabili. C’è chi colleziona filo spinato (nel Kansas si trova addirittura un museo dedicato a questo), chi dentifricio (un dentista di Saginaw, in Michigan, ha la collezione più numerosa e gestisce persino un sito web chiamato Toothpaste World) e chi, come il tedesco Manfred Klauda, colleziona vasi da notte (ne ha raccolti 9400, i più antichi dei quali risalgono al XVI secolo).
Navigando nel web si scopre che non c’è davvero limite alla fantasia umana, e che le persone fanno davvero di tutto per seguire la propria passione e per entrare nel Guiness dei Primati: si va dal tipo che colleziona ciocche di capelli umani di personaggi storici, alla signora che raccoglie saponette e borse della spesa (oltre 35mila), c’è chi raccoglie pitali da viaggio e chi sacchetti per mal d’aereo, come un signore olandese che ha collezionato ben 6.000 diversi sacchetti volando con le più disparate compagnie aeree in giro per il mondo.
Anche In Italia vi sono collezionisti originali, come l’uomo che ha più di duemila diverse tipologie di preservativi importate da ogni parte del mondo. Ma raccolte stravaganti si trovano anche nei musei, con il vantaggio, di poter essere visitate ed ammirate dal pubblico. Eccone alcune: gli ombrelli del Museo dell’ombrello di Gignese (Verbania); i wc e le mutande del Museo etnologico di Garabiolo (Va), i chiodi presso il comune di Forni di Zoldo (Belluno), i piatti da barba del castello Visconti di San Vito a Somma Lombardo (Va), gli abbecedari e i giochi dell’Oca del Museo del giocattolo e dei bambini di Milano.

Francesca Fidenzoni

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