Libri nel Parco, ad aprire la rassegna in anteprima “Trio” di Dacia Maraini – Sabaudia

 

Domenica 28 giugno torna a Sabaudia, la rassegna culturale Libri nel Parco a cura dell’Associazione Sabaudia Culturando.

Ad aprire la manifestazione, giunta alla sua IV edizione, sarà anche quest’ anno la scrittrice Dacia Maraini socio onorario dell’associazione “Sabaudia Culturando, che presenterà in anteprima il suo ultimo romanzo “Trio. Storia di due amiche, un uomo e la peste a Messina”. Il libro edito da Rizzoli che uscirà in libreria tra qualche giorno, sarà presentato dalla scrittrice nella splendida corte del Comune di Sabaudia,  a moderare l’incontro la giornalista Roberta Sottoriva con l’ intervento del giornalista Eugenio Murrali.

<< Siamo onorati del grande regalo che anche quest’anno Dacia Maraini fa alla nostra associazione, rinnovandoci la fiducia degli scorsi anni. La sua presenza a Sabaudia porta sempre con se ricordi preziosi per la nostra città! >> queste le parole del presidente di Sabaudia Culturando, Valentina Baccaro.

“Libri nel parco: quando la cultura incontra la natura”, nasce con l’intento di promuovere la lettura in un territorio come quello di Sabaudia, pervaso dalla magia del Parco Nazionale del Circeo. Ricca di ospiti importanti ed aperta ad accogliere le espressioni culturali del territorio, la rassegna, patrocinata dal Comune di Sabaudia, si conferma in un mix che ha prodotto negli anni una grande e positiva accoglienza del pubblico

Gli incontri avverranno nel rispetto delle norme sanitarie al momento vigenti a causa dell’epidemia di Coronavirus ancora non del tutto debellata.

 

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Al via “Pride by your side”, la mostra online che racconta l’amore e il mondo

Una ‘mostra evento’ online per raccontare l’amore e l’identità “rainbow” con l’arte: partirà il 20 giugno, sino al 20 settembre 2020, la collettiva “Pride by your side”, organizzata dal gallerista Francesco Maria Boni

Apre domani LGBTQI+Orgoglio, identità, unicità e sessualità: diciannove artisti internazionali, a confronto per raccontare l’amore e il mondo LGBTQI+, tra pittura e fotografia, street art e illustrazione. Tra gli artisti in mostra, Gonzalo Orquin, Massimo Perna, Alessia Babrow, Grigorii Pavlychev e Paolo Pilotti.Circa cento le opere “esposte”. I ricavati della galleria saranno devoluti a due associazioni LGBT italiane

Una mostra online per raccontare l’amore e la “favolosità rainbow” attraverso l’arte: partirà il 20 giugno, sino al 20 settembre, la collettiva “Pride by your side”, che si svolgerà all’interno di ARTSPACE, spazio che la galleria online FMB Art Gallery di Francesco Maria Boni (www.fmbartgallery.com) dedica agli eventi speciali. L’evento sarà online per tutta la stagione estiva, come un ipotetico Onda Pride, e si potrà arricchire di eventuali e ulteriori tasselli artistici. La chiamata per gli artisti sarà infatti aperta fino al 31 luglio: la galleria continuerà quindi a valutare nuovi artisti internazionali per tutta la durata della call, presentandone col tempo di nuovi. I ricavati della galleria per questo evento saranno devoluti a due associazioni LGBT italiane: Casa Famiglia Refuge LGBT e Plus – Persone LGBT+ sieropositive.

L’EVENTO COME UN’ONDA PRIDE – Il progetto artistico intende allinearsi alle celebrazioni online della comunità LGBTQI+ previste per tutto il mese di giugno, che quest’anno a causa dell’emergenza sanitaria si svolgeranno soltanto virtualmente o con piccole ma significative iniziative, per non compromettere il distanziamento sociale richiesto. Il tema del progetto “Pride by your side” riguarda il mondo LGBT e punta a mettere in evidenza l’orgoglio della diversità di ogni singolo individuo che si manifesta nel rapporto intimo che abbiamo con noi stessi, ma anche con il mondo esterno con il quale ci relazioniamo. Agli artisti sono state date delle parole chiave sulle quali lavorare ed esprimersi: orgoglio, identità, unicità, sesso e sessualità. Queste interrogano non soltanto il nostro io più profondo, ma anche l’amore e il sesso come espressione del proprio essere.

GLI ARTISTI IN MOSTRA – Diciannove gli artisti in mostra, con “incursioni” provenienti dalla Spagna, Israele, Russia e Inghilterra. Circa cento le opere “esposte”, tra fotografia e pittura, street art e illustrazione. Ecco l’elenco completo, in ordine alfabetico: Alessia Babrow, Thomas Bires, Cinzia Carbonelli e Adriana Seganti, Lidia Cestari, Classic/Plastic Philosophy©️, Bianca Demo, Yasmine Elgamal, Yisrael Dror Hemed, Ernesto Notarantonio, Gonzalo Orquin, Stefano Pallara, Grigorii Pavlychev, Massimo Perna, Nadir Pecvik, Paolo Pilotti, Stefano Regondi, Francesco Ruspoli, Fabio Turri.

“L’evento vuole raccontare, con il linguaggio dell’arte, il Pride in alcune delle sue sfaccettature – spiega Francesco Maria Boni, ideatore dell’iniziativa – Orgoglio di essere come si è e non permettere a nessuno di farci sentire inadeguati per questo. Orgoglio di camminare a testa alta perchè la bellezza sta nella diversità che ognuno di noi esprime nelle parole, nello sguardo. Orgoglio di essere liberi semplicemente amando“.

Salvo Cagnazzo

Ufficio Stampa Uozzart
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Addio a Christo, l’artista che ha sognato e realizzato l’impossibile

E’ morto domenica a New York, all’età di 84 anni Christo Vladimirov Javacheff, conosciuto come Christo, uno degli artisti contemporanei più noti.

Il suo ufficio stampa, nel comunicare il decesso, ha rilasciato questa dichiarazione:

“Christo ha vissuto la sua vita nel modo più pieno, non solo sognando ciò che sembrava impossibile, ma realizzandolo.”

 

Nato in Bulgaria, deve la sua celebrità in Italia alla realizzazione di “The Floating Piers” nel 2016, la piattaforma dorata galleggiante sul lago d’Iseo. Il progetto era uno dei tanti concepiti assieme a Jeanne-Claude, sua amata compagna di vita deceduta nel 2009.

Dagli anni ’60 aveva scardinato le regole del mondo dell’arte con installazioni artistiche di grandi dimensioni.

In più di cinquant’anni di carriera, Christo divenne uno degli esponenti più importanti della Land Art, forma d’arte contemporanea nata Stati Uniti d’America tra il 1967 e il 1968. Con la sua arte modificò e ridisegnò il mondo, intervenendo su paesaggi incontaminati come deserti, laghi, praterie.

Noto al mondo soprattutto per i suoi “impacchettamenti” di oggetti, monumenti e modelli viventi, è diventato in breve tempo anche uno dei principali esponenti del Nouveau Réalisme.

Negli anni, con sua moglie ha imballato e impacchettato il mondo da Porta Pinciana a Roma nel 1974, al Reichstag di Berlino  nel 1995, passando per il Pont Neuf di Parigi nel1985. Il primo edificio imballato, nel 1968, fù la Kunsthalle di Berna.

Nonostante l’età, l’artista serbava ancora un’energia e una volontà di guardare avanti che gli avevano permesso di mettere in cantieri progetti futuri: uno su tutti, L’Arc de Thriomphe Wrapped, rinviato per la pandemia e riprogrammato nell’autunno 2021. Sul sito dell’artista compare la seguente nota  “Christo e Jeanne-Cluade hanno sempre detto chiaramente che la loro arte sarebbe continuata dopo la loro morte. L’Arc de Triompe Wrapped resta in corsa per il 18 settembre-3 ottobre 2021”.

Per realizzare i suoi progetti Christo ha lottato con l’impossibile e con le difficoltà della burocrazia. Diceva di essere fuggito dal mondo comunista per essere un uomo libero, la libertà per l’artista era anche sognare in grande, ridisegnare il mondo anche solo per qualche giorno.

In una lettera del 1958 l’artista aveva scritto: “La bellezza, la scienza e l’arte trionferanno sempre“, un auspicio questo per il futuro dell’arte.

 

 

Le sue opere più importanti

 

 

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Tra il 1980 e il 1983, i due artisti progettarono una grande installazione dalle parti di Miami, in Florida. Chiamata “Surrounded Islands”, la struttura circondava due isolotti nella Biscayne Bay, sfruttando più di 600mila metri quadrati di tessuto. La struttura, in polipropilene, rimase lì per due settimane.

 

 

 

 

C’è poi “The Gates”, una serie di porte completate nel febbraio 2005 all’interno di Central Park a New York

 

 

 

 

Una delle sue installazioni più complesse e di difficile realizzazione è stata quella pensata per il fiume Arkansas, in Colorado