Il 29 gennaio il debutto dello spettacolo Un attimo di follia al Teatro Cometa Off- Roma

Debutta in anteprima assoluta al Teatro Cometa Off di Roma lo spettacolo “Un attimo di follia”, in scena da martedì 29 gennaio a domenica 3 febbraio. Opera prima di Danila Muzzi, la commedia è ambientata nella sala d’attesa di un dipartimento di salute mentale dove s’intrecciano le esistenze di quattro personaggi, ognuno con in mano il certificato per il proprio ricovero psichiatrico e il codice d’urgenza, intrappolato com’è nelle proprie bizzarre psicosi, abbracciando la follia come via di fuga da se stessi e da un mondo difficile da vivere. Nel cast Alessio Dantimi, Paola Giglio, Fabio Morici e Mauro Santopietro.

 

Premessa – La Legge 431 del 18 marzo 1968 introduce il principio di Ricovero Psichiatrico Volontario, ammettendo, per la prima volta, che anche il paziente psichiatrico potesse avere una “coscienza di malattia”. Dieci anni dopo, la più conosciuta legge 180, che è passata alla Storia come “legge Basaglia”, chiuse i manicomi e fece prevalere il diritto e le esigenze di cura su quelle di custodia. Dal 2005 la degenza ospedaliera di questi pazienti è effettuata presso il DSM – Dipartimento di Salute Mentale che si trova nelle Aziende Ospedaliere, nelle Usl o nei Policlinici Universitari.

 

Sinossi – Sul palco le lancette degli orologi rintoccano sempre la stessa ora. Il tempo è immobile, congelato, come spesso accade nelle nostre vite, quando ci sentiamo bloccati, quando la paura di cambiare ci inchioda in un presente continuo in attesa di qualche cosa che ci scuota. E cosi, abbiamo diverse possibilità, restare immobili, prenderci di petto e metterci in gioco, o, come i nostri personaggi, trovare rifugio nella Follia. Luca (25), Paolo (35), Kastamaria (35) e Gio-Giovanni (45) si conoscono per la prima volta nella sala d’attesa del dipartimento di salute mentale, ognuno con in mano il certificato per il proprio ricovero psichiatrico e il codice d’urgenza. Tutti e quattro, intrappolati nelle proprie psicosi comiche, vivono la follia come via di fuga da se stessi e da un Mondo difficile da vivere. Giovanni, maniaco del gioco ed esperto di relazioni quantistiche, Kastamaria, diavolo e acquasanta con una dubbia e doppia personalità, Luca, puro e innocente, e quindi, più folle degli altri, e Paolo, eterno Peter Pan, terrorizzato dal tempo che passa e deus ex machina di tutto quello che accade sul palco. E sarà attraverso i deliri e le loro bizzarre intime confessioni, che andremo a fondo nell’animo dei nostri personaggi, per capire le ragioni della loro fuga dal mondo più convenzionale. Alla fine di questo spettacolo, sarà forse più semplice comprendere com’è sottile la linea che ci separa da tutto ciò che, superficialmente, siamo soliti definire con “strambo”, “anormale”, “diverso” e come, essere di là di quella linea, a volte, sia solo questione di fortuna.

 

Note dell’autrice e regista – La situazione della psichiatria moderna è spesso segnata da casi di malasanità, terapie antiquate, abusi di farmaci, reinterpretazione delle leggi e inefficienza delle strutture per numero insufficiente di operatori. Lo spettacolo diventa anche voce di tutte quelle associazioni che combattono per una maggiore attenzione nelle procedure terapeutiche, di tso, ed alle condizioni di degenza dei ricoverati nei centri di cura. “Un Attimo di Follia” affronta in modo drammaturgico le nuove frontiere della psicologia, da rimandi storici sull’utilizzo arbitrario dell’elettroshock alla realtà virtuale e i suoi benefici terapeutici. Abbiamo scelto di raccontare questa storia attraverso “un occhio virtuale” perché è una dimensione dove reale e non reale si sovrappongono, come sul palcoscenico di un teatro, come dietro ad una macchina da presa, come in quello che consideriamo normale e diverso nei nostri quattro personaggi. Una linea sottile che questo spettacolo, attraverso sane risate e sottili momenti di riflessione, vuole superare e sublimare in scena.

 

“Ero matta in mezzo ai matti.

I matti erano matti nel profondo, alcuni molto intelligenti.

Sono nate lì le mie più profonde amicizie.

I matti sono simpatici, non così i dementi, che sono tutti fuori, nel Mondo.

I dementi li ho incontrati dopo, quando sono uscita”

Alda Merini

 

“Un attimo di follia” ha ottenuto il sostegno di Insieme Uguali e Diversi – Coordinamento nazionale per la dignità e i diritti delle persone con disabilità o disagio mentale, di Tommi, un’esperienza virtuale sviluppata per aiutare i bambini a far fronte meglio ai trattamenti medici stressanti e dolorosi, e di Studio Medicom, poliambulatorio in Roma (via Ippolito Nievo 12) con terapie d’avanguardia.

 

“Un attimo di follia” – In scena dal 29 gennaio al 3 febbraio (tutti i giorni ore 21, domenica ore 18.30) al Teatro Cometa Off di Roma – Via Luca della Robbia, 47 – Telefono: +39 06 57284637 Sito web: cometaoff.it

 

Ufficio Stampa – Ornella Petrucci (338.3887597, [email protected])

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Dal 30 gennaio il “Canone Inverso” di Pamela Ferri e Susy Manzo, tra materia e leggerezza – Spazio Cima – Roma

SPAZIOCIMA – DAL 30 GENNAIO IL “CANONE INVERSO” DI PAMELA FERRI E SUSY MANZO, TRA MATERIA E LEGGEREZZA

Una unione particolare, quella tra Pamela e Susy, per una mostra altrettanto speciale. Come uno ying e uno yang artistico, che genera armonia, complessità e bellezza.

Il rigore architettonico prettamente materico, di Pamela Ferri e la leggerezza, l’emotività labile della carta, di Susy Manzo rappresentano due canoni stilistici diametralmente opposti, “inversi” per l’appunto, che si incontrano. Uno rappresenta la ragione, l’altro il cuore, uno ha il suo punto di forza nella collettività, l’altro sulla precarietà del singolo. Non solo un concetto opposto, ma anche due stili diversi. Pamela promuove la sua Matrice come “atomo” artistico delle sue opere in trame che rimandano al neoplasticismo; Susy, invece, fa della carta, il suo unico focus, con rimandi alla tecnica giapponese della psaligrafia. Come uno ying e uno yang artistico, che genera armonia, complessità e bellezza, quella tra Pamela e Susy è una unione speciale.

LA MOSTRA – “Canone inverso” è il nome della nuova mostra di Galleria SpazioCima, sita in via Ombrone 9, Roma, che inaugurerà mercoledì 30 gennaio, alle ore 18:30. e proseguirà sino a venerdì 8 marzo. La mostra, organizzata da Roberta Cima, è a ingresso libero, da lunedì a giovedì dalle 15 alle 19 e il venerdì mattina solo su appuntamento. Circa quaranta le opere e le installazioni in esposizione, di vari formati.

LO STILE – Quelle protagoniste dei quadri di Pamela sono figure complesse eppur semplicissime. Come connessioni sinaptiche che comunicano tra di loro per la costruzione di qualcosa più grande. Come fili che si intrecciano per diventare ragnatela. Come atomi che anelano a diventare materia. Nelle opere di Pamela c’è scienza e religione, matematica e arte, singolo e società, unione e individualità. Ma c’è, soprattutto, ricerca. La sua Matrice/Mater Stellata, infatti, è l'”uno”, la base di tutto, l’imprescindibile. Ciò da cui tutto parte, per poter poi ritornare.

Il lavoro di ricerca di Susy, invece, è più legato alla forma, indissolubilmente legata al cuore. Perché non importa ciò che si è, ma ciò che si sente. E ciò che si vorrà sentire. Le sue opere di carta sembrano sculture in rilievo, con un foglio che appare intagliato come se fosse legno. Non semplici origami con vari sovrapposizioni e livelli, bensì minuziosi ricami tridimensionali con figure, spesso autobiografiche, che raccontano speranze e paure. I suoi motivi floreali, inoltre, infondono ulteriore leggerezza e sensibilità, ricreando scenari onirici e, spesso, mitologici.

BIOGRAFIA DI SUSY MANZO – Susy, nata a Milano, vive e lavora a Cusano Milanino. Dopo avere ultimato gli studi presso la Libera Accademia Pittura Vittorio Viviani di Nova Milanese e presso la Esem di Milano, inizia un interessante processo di ricerca della carta. Con il disegno il paper cutting e la scultura, rappresenta labirinti, luoghi immaginari, ricordi, ricami e trame di carta, in cui la figura umana si fonde totalmente con il mondo naturale. Sviluppa progetti artistici collegati alle usanze e alle tradizioni popolari della nostra cultura: “Storie Sospese”(2016) e “Giochi di Ruolo”(2012). Susy Manzo ha partecipato a mostre personali, mostre collettive e fiere d’arte, nazionali ed internazionali, in Italia, Portogallo, Austria, Spagna, Turchia e Corea. Le recenti opere relative al progetto Omaggio a Napoli sono state presentate nel 2018 a Castel dell’Ovo e a Palazzo dei Congressi Federico II di Napoli.

BIOGRAFIA DI PAMELA FERRI – Pamela, nata a Tivoli, vive e lavora a Medolago (Bergamo). Dopo un’ istruzione musicale avuta sin da piccola, frequenta l’istituto d’Arte ISA ROMA2, specializzandosi in scultura nel laboratorio di arti plastiche. Approfondisce il rapporto dimensionale della materia frequentando l’Università di Architettura Roma Tre. Nel suo lavoro si concentrano e pongono attenzione varie collaborazioni artistiche, scientifiche e progettuali. Tutto questo è servito nel trovare una dimensione Unica chiamata MatriceMater Stellata di un SistemaSferico TempoR(e)ale che in sordina, già dal 2000, iniziò ad avere un ruolo fondamentale nella sua ricerca artistica e progettuale. Ha recentemente firmato i seguenti eventi: Citofonare: “Arte” e Casamia, e “M – UNO_come è sempre stato”.

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Salvo Cagnazzo

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STREETBOOK FESTIVAL, PARTE DOMANI IL 1° FESTIVAL LETTERARIO SU TRE RUOTE: LIBRI E FOOD TRA I BORGHI DEL LAZIO

Comunicato stampa n°1                 Venerdì 11 gennaio 2019

Parte domani, da Castelnuovo di Porto, il primo festival letterario itinerante su tre ruote

STREETBOOK FESTIVAL, PARTE DOMANI IL 1° FESTIVAL LETTERARIO SU TRE RUOTE: LIBRI E FOOD TRA I BORGHI DEL LAZIO

Gli ospiti di questa prima edizione saranno l’autrice Lia Tagliacozzo, che sarà intervistata dalla giornalista Francesca Di Giampietro, e Giulia Blasi, a colloquio con la giornalista di Sky TG24 Olivia Tassara.

Il piacere del book e del food in un evento speciale, alla scoperta dei borghi nascosti del Lazio. Partirà sabato 12 gennaio, a Castelnuovo di Porto, la prima edizione di StreetBook Festival, il primo festival letterario itinerante su tre ruote. Organizzato dall’Associazione Culturale Artcloud, con il patrocinio della Regione Lazio e dei rispettivi comuni, con l’apporto delle media partnership di Rai Radio Live, Il Tempo e Shalom, l’appuntamento coniuga reading e talk con autori, per piccoli lettori e per quelli più adulti.

LE AUTRICI – Gli ospiti di questa prima edizione saranno l’autrice Lia Tagliacozzo, la quale presenta la sua graphic novel per ragazzi “Inviati per caso, viaggio nell’Italia delle religioni”. Sarà intervistata dalla giornalista Francesca Di Giampietro. Per i lettori più grandi, invece, arriva Giulia Blasi con il suo “Manuale per ragazze rivoluzionarie”, intervistata dalla giornalista di SkyTG24 Olivia Tassara. A fare da contorno agli appuntamenti, il simbolo del festival, l'”Apebook”, dove trovare centinaia di libri, a prezzi vantaggiosi, di tutti i generi, dal fantasy alla narrativa, dai saggi al romanzo.

IL PROGRAMMA – Per questa prima edizione sono già state confermate anche le date del 19 gennaio a Campagnano e del 26 a Formia. Confermate anche le autrici, salve sorprese. “Il programma, infatti, è ancora nella sua fase iniziale, e nuove date e nuovi autori sono in fase di definizione – spiegano gli organizzatori – Il nostro obiettivo è quello di offrire un pomeriggio a tutti, residenti e non, alla scoperta del piacere della lettura, in compagnia di un goloso piatto di street food, nei posti più belli e nascosti, prima del Lazio e poi, perché no, di tutta la nostra bellissima penisola”.

I BORGHI – Castelnuovo di Porto sorge su una collina tufacea tra due strette valli solcate dal fosso Chiarano e dalla Mola, nell’alta Campagna Romana, dominata dal profilo del Monte Soratte. Costruita forse su un oppido capenate, o tra le rovine delle cinque colonie di Pentapolis, compare comunque nel 1074 in una bolla di papa Gregorio VII. Da visitare la sua Rocca Colonna, riedificata probabilmente su un castello più antico: al suo interno nell’antica cappella dedicata a San Silvestro, si conserva affrescata l’immagine della Madonna con Bambino e Santi.

Campagnano di Roma, invece, è una cittadina posta sulle pendici del Monte Razzano. Tra i percorsi turistici per gli amanti della natura, si segnalano il Parco regionale di Veio, il Parco naturale regionale Valle del Treja e il Parco naturale regionale di Bracciano – Martignano. Il territorio di Campagnano fa parte della regione vulcanica dei Monti Sabatini. Di origine vulcanica sono le valli di Stracciacappa e Le Cese, oltre ai rilievi di M. Aguzzo, M. Musino e M. Broccoletto.

Centro balneare di antichissime tradizioni, Formia è stato il luogo prediletto della borghesia antico romana che vi ha lasciato resti di decine di ville e tombe, tra qui quella attribuita a Cicerone, che fu qui ucciso e che qui ha anche il suo monumento funebre. Questa è di fatto una tra le più antiche delle città del sud pontino, come ben dimostrano le sue vestigia: il quartiere medievale di Castellone; il quartiere marinaro e commerciale di Mola costruito su preesistenze romane, con la grande torre medievale; il porticciolo romano di Giànola, e quello romanico e borbonico di Caposele, il Cisternone Romano, la fontana romana ai bordi della Via Appia, i resti dell’acquedotto e del teatro romano.

L’AUTRICE – Lia Tagliacozzo è nata nel 1964 a Roma, dove ha vissuto quasi sempre. Con lei vivono anche suo marito, i suoi due figli e i suoi due cani. Fin da quando era bambina ha desiderato scrivere e viaggiare. Esperta di cultura ebraica, scrive di storia, letteratura, attualità, identità e memoria. Ha lavorato nel settore culturale delle istituzioni ebraiche e presso giornali e televisioni con particolare riferimento all’ebraismo e alla Shoah e con una attenzione specifica alla divulgazione. Per questo, da anni, va in giro per le scuole di tutta Italia a raccontare le storie dei suoi libri. Ha scritto per adulti, bambini e adolescenti. Per Einaudi Ragazzi ha pubblicato Il mistero della buccia d’arancia: una storia di affetto, di vita e di memoria civile e La Shoah e il Giorno della Memoria.

IL LIBRO – “Inviati per caso. Viaggio nell’Italia delle religioni”, editore Sinnos, collana Nomos, pag. 80.

Luca ha una cotta per Neela, che è sparita da scuola: forse la sua famiglia l’ha data in sposa a un lontano cugino? Martina “Tuttapposto” invece è una fotografa speciale. Grazie a un progetto scolastico, Luca e Martina partono: lui alla ricerca di Neela, lei alla ricerca di fondi per una macchina fotografica nuova. Ma il viaggio li porterà a scoprire cose che non si aspettavano affatto. La storia di un viaggio, veramente accaduto, nell’Italia delle tante religioni. Una storia di come si possono smantellare ignoranze e pregiudizi, una storia di amicizie. Un punto di partenza per imparare a guardarsi intorno, conoscere, capire. Tutti insieme.

L’AUTRICE – Giulia Blasi scrive da quando aveva quattordici anni, è femminista da quando ne aveva sedici: le due cose si sono incontrate a più riprese. Ha pubblicato Nudo d’uomo con calzino (Einaudi Stile Libero), Il mondo prima che arrivassi tu e Siamo ancora tutti vivi (Mondadori), Se basta un fiore (Piemme). Manuale per ragazze rivoluzionarie è il suo primo libro di non-fiction. Dal 2014 al 2017 ho condotto su Radio 1 Hashtag Radio Uno, un programma quotidiano dedicato alla satira su Twitter. Nel 2015 ho ideato e condotto anche il contenitore estivo 120 Cose, dedicato ai consumi culturali nella stagione calda. Quando se ne ricorda, scrive anche su www.giuliablasi.it.

IL LIBRO – “Manuale per ragazze rivoluzionarie. Perché il femminismo ci rende felici”, Editore Rizzoli, pag. 302.

Una società, la nostra, che oggi è tecnologica, in rapida evoluzione, ma purtroppo non ancora paritaria fra i sessi in termini di rispetto, opportunità, trattamento. Certo non si può dire che nel Novecento non siano stati fatti enormi passi avanti per le donne, basti pensare al diritto di voto o alle grandi battaglie per il divorzio e l’aborto. Ma dagli anni ’80 in poi il femminismo si è come addormentato, mentre il successo nel lavoro (e in politica, nell’arte) ha continuato a essere per lo più riservato ai maschi e in tv apparivano ballerine svestite e senza voce. Per non dir di peggio: la violenza sulle donne non si è mai fermata e chi denuncia le molestie tuttora corre rischi e prova vergogna. Ecco perché oggi è giunto il momento che le ragazze di ogni età raccolgano il testimone delle loro nonne e bisnonne per proporre un cambiamento epocale.

Salvo Cagnazzo

Ufficio Stampa Uozzart
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