XI Edizione del Teatro nelle cave – Riano

XI edizione del Teatro nelle cave

Nei giorni 26 – 27 – 28 – 29 e 30 Luglio 2018 si terrà presso le cave di tufo di Riano la XI edizione del Teatro nelle Cave

In occasione della XI edizione del Teatro nelle Cave l’Amministrazione comunale di Riano e la Pro Loco presentano le novità di quest’anno.

La manifestazione, che mantiene l’obiettivo di restituire alle cave il ruolo di centralità valorizzandone l’area attraverso la cultura, continua con le proposte dei talenti locali puntando sulle eccellenze. “La scelta” – dichiara il Sindaco Ermelindo Vetrani – “è stata quella di continuare a lavorare con le imprese locali che già da tempo sostengono questa importante iniziativa, aprendo nello stesso tempo ad altre che ne riconoscono ora l’importanza. Questa XI edizione oltre a innalzare il territorio dal punto di vista della cultura, vuole dare risalto a tutte le eccellenze che portano in alto il nome di Riano facendolo risuonare a livello nazionale e internazionale”.  Il programma ospita cinque serate dove la musica, il teatro, le letture sceniche, il sentimento, la storia e la passione regaleranno agli spettatori un evento unico, così come unica sarà la serata dedicata ai “Riflessi lunari”, grazie ai telescopi e agli esperti in loco dell’Associazione Culturale Estrellas Y PLanetas di Roma che collabora direttamente con l’Osservatorio astronomico di Roma, e alle “Stelle” ovvero alle eccellenze locali. “Ci sarà, inoltre, la serata di beneficenza” – svela l’Assessore allo sviluppo Economico, Sociale e Culturale Marina Di Pietrantonio – “con Pino Insegno e Roberto Ciufoli. Per quanto riguarda le nuove proposte, stiamo lavorando su un Premio della canzone da portare all’interno del Teatro nelle Cave, mentre, sempre con l’obiettivo di coinvolgere maggiormente la cittadinanza tutta, è stato pubblicato il 1° Concorso fotografico a tema”. “La scelta di condividere l’organizzazione della manifestazione” – interviene il Presidente della Proloco Orlando Montinaro – “è sicuramente molto impegnativa, ma la soddisfazione di veder crescere l’importanza e la rilevanza del nostro comune nel territorio e il richiamo che lo stesso evento ha sul pubblico proveniente da tutto il circondario, compresa la Capitale, ripaga certamente ogni nostro sforzo”.

Per info e prenotazioni:

cell: 349 4385415

mail: [email protected]      sito web: www.teatronellecave.it

Forme nel verde. 48esima – San Quirico d’orcio

Dal 28 Luglio 2018 al 28 Settembre 2018
SAN QUIRICO D’ORCIA | SIENA
LUOGO: Horti Leonini
CURATORI: Gaia Pasi
ENTI PROMOTORI:
Completamente rinnovata nella proposta e negli obiettivi
– grazie alla collaborazione tra il Comune di San Quirico d’Orcia
Accademie di Belle Arti di Carrara e di Firenze
Regione Toscana
SITO UFFICIALE: http://www.formenelverde.wordpress.com

COMUNICATO STAMPA:
Oltre 100 lapidi legate alla ritualità funebre e realizzate dai giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Carrara chiamati da Cattelan a cimentarsi, attraverso una borsa di studio, sul tema della morte.

Da Caravaggio a Klimt, da Manzoni a Beuys, da Magritte a Burri e naturalmente la sua lapide, dissacratoria come non mai. Sarà Eternity, la nuova opera di Maurizio Cattelan, un provocatorio cimitero di artisti ad essere protagonista dal 28 luglio (inaugurazione ore 18) della 48esima edizione di Forme nel verde, la rassegna di arte contemporanea del Comune di San Quirico d’Orcia dal titolo “Pause, tra caos e armonia” a cura di Gaia Pasi. L’opera, inaugurata nei giardini dell’Accademia delle belle arti di Carrara ad aprile, per la prima volta potrà essere ammirata fuori dal contesto in cui ha preso forma e cioè nello scenario naturale degli Horti Leonini di San Quirico d’Orcia, giardino all’italiana realizzato nella seconda metà del 1500 da Diomede Leoni, un personaggio molto vicino a Michelangelo Buonarroti. Oltre 100 lapidi legate alla ritualità funebre e realizzate dai giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Carrara chiamati da Cattelan a cimentarsi, attraverso una borsa di studio, sul tema della morte con la specifica di essere riferiti ad artisti del passato o del presente (articoli funerari, accessori cimiteriali, lapidi, targhe da loculo, pietre tombali, necrologi, e così via). Su ogni oggetto, realizzato in marmo oppure in qualsiasi altro materiale, figura il nome dell’artista prescelto e le date di nascita o di morte (per gli artisti viventi, quella presunta, con una bella dose di ironia).

Completamente rinnovata nella proposta e negli obiettivi, – grazie alla collaborazione tra il Comune di San Quirico d’Orcia e le Accademie di Belle Arti di Carrara e di Firenze e al supporto della Regione Toscana attraverso il bando ToscanaInContemporanea – la rassegna d’arte più longeva della Toscana, nata nel 1971 da un’idea di Mario Guidotti, si è trasformata in un laboratorio d’idee, una piattaforma d’incontro e di scambio per giovani provenienti da scuole e ambiti di ricerca artistica diversi. Una nuova occasione per lavorare in situ e sensibilizzare il territorio ai nuovi linguaggi dell’arte. Un punto di raccolta ideale di preselezione delle opere per il mercato e quindi di sbocco per gli artisti. Forme nel verde, nell’edizione 2018,presenta le opere di oltre 200 giovani artisti under 35 provenienti dalle due Accademie di Belle Arti toscane. Il percorso, come già detto, si apre negli Horti Leonini con l’opera collettiva Eternity (2018), nata dalla collaborazione tra l’artista Maurizio Cattelane gli studenti dell’Accademia di Carrara, e si conclude a Palazzo Chigi con una selezione di dipinti realizzati dagli allievi dei corsi di pittura dell’Accademia di Firenze. Tra l’una e l’altra location, opere sonore, installazioni site specific, performance e interventi di street poster art animeranno le strade di San Quirico nel corso della 48 edizione della rassegna.

La mostra sarà visitabile dal 28 luglio fino al 28 settembre, con i seguenti orari: Horti Leonini 8-20; Palazzo Chigi: 10:30-18.

La Roma dei Re. Il racconto dell’Archeologia- Roma

Dal 27 Luglio 2018 al 27 Gennaio 2019
ROMA
LUOGO: Musei Capitolini
CURATORI: Isabella Damiani, Claudio Parisi Presicce
ENTI PROMOTORI:
Roma Capitale
Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
COSTO DEL BIGLIETTO: intero € 15 (€ 1 prevendita)
TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 060608
E-MAIL INFO: [email protected]
SITO UFFICIALE: http://www.museicapitolini.org

COMUNICATO STAMPA:
La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e a cura di Isabella Damiani e Claudio Parisi Presicce, viene ospitata presso i Musei Capitolini, all’interno delle Sale Espositive di Palazzo Caffarelli e nell’Area del Tempio di Giove di Palazzo dei Conservatori.
Primo obiettivo dell’esposizione è far conoscere e valorizzare un ricco e importante insieme di oggetti delle collezioni capitoline, attualmente non esposto al pubblico che, grazie al lungo lavoro di studio e restauro condotto da questa Sovrintendenza, è ora possibile proporre in nuove forme e proposte interpretative.

Si tratta di un patrimonio unico che testimonia delle più antiche fasi di vita della città di Roma celate al fondo di una stratificazione plurimillenaria, miracolosamente risparmiate dalle opere realizzate nel corso della lunghissima vita della città ed eccezionalmente venute in luce in tempi diversi.

La start-up Hostmaker rivoluziona il mondo del turismo

È cambiato il modo di viaggiare, l’obiettivo non è più la vacanza ma un’esperienza: il 45% di chi si sposta sceglie la libertà che solo la ricettività extra alberghiera può assicurare. Sono sempre di più gli italiani che scelgono di trascorrere le vacanze in Italia, accordando la propria preferenza alla cosiddetta ospitalità extra-alberghiera. Secondo il Centro Studi di Property Managers Italia, associazione di categoria che rappresenta gli imprenditori che operano con professionalità nel settore delle locazioni brevi e della ricettività extra-alberghiera, ha rilevato un +35% rispetto ai contratti chiusi lo scorso anno nello stesso periodo, e la stagione è solo all’inizio.
Il portale Airbnb, ad esempio, ha visto crescere gli annunci pubblicati dagli 8.126 del 2011 ai 354mila dell’anno scorso; ancora più importante il trend di crescita rispetto al 2016: +53,9% su base annua.
Del resto, secondo l’Istat nel periodo 2010-16 gli arrivi nelle strutture alberghiere sono cresciuti del 13,7%, mentre in quelle extra-alberghiere l’aumento è stato del 37,3 per cento. E anche se in quest’ultima categoria sono compresi tra l’altro case vacanze, bed and breakfast e campeggi, la tendenza è evidente.
Solo a Roma secondo dati Airbnb nel 2017 gli annunci sono stati 29 mila, con un aumento dell’11% rispetto all’anno precedente. Quasi quattro sono state le notti medie di permanenza (una in più rispetto agli alberghi); un milione e 400 mila gli ospiti con una crescita del 22% sempre rispetto l’anno precedente.
In generale, a livello di città, confermate come mete preferite quelle al top (Roma, Firenze, Venezia), è da segnalare il caso di Modena che l’anno scorso ha fatto registrare il terzo maggior aumento mondiale di prenotazioni (+246%) preceduta solo da Trinidad (+392%) e Sofia (+387%): ha inciso significativamente il concerto di Vasco Rossi al Modena Park.
Infine quanto rende per il proprietario questo nuovo trend? Dipende da molteplici variabili. Ma in generale utilizzando un criterio univoco, si può parlare, per una sistemazione in un appartamento del centro città, di canoni tra i 35 e i 50 euro a persona per notte. Così una stanza per due persone in affitto per una settimana al mese può produrre un’entrata extra tra i 500 e 700 euro. Un appartamento in affitto per 20-22 giorni al mese per quattro persone a notte può fruttare anche 4.500 euro.
Per parlare di questa epocale rivoluzione nel mondo del turismo giovedì 19 sarà a Roma Nakul Sharma, imprenditore londinese che ha creato 3 anni fa la più grande startup d’ Europa che si occupa di soggiorni in appartamento. Attiva a Londra, Parigi, Barcellona, Madrid, Lisbona e a Roma e Firenze in Italia, Hostmaker è la startup che porta lo standard degli hotel 5 stelle dentro le case, assicurando servizi di alta qualità e assistenza h24. Hostmaker ha creato un algoritmo che permette di aumentare i giorni di occupazione e di aumentare la resa dell’host anche del 60%. “Con diverse migliaia di appartamenti in tutta Europa Hostmaker è l’hotel diffuso più grande del mondo” ha detto Sharma. A Roma insieme a lui anche Fabrizio Giulio, tra i fondatori di Expedia, e braccio destro di Sharma.

Leonardo Da Vinci Parade – Milano

Dal 19 Luglio 2018 al 13 Ottobre 2018
MILANO
LUOGO: Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia
CURATORI: Claudio Giorgione
ENTI PROMOTORI:
Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca
MiBACT
Regione Lombardia
Comune di Milano
Camera di Commercio Milano
COSTO DEL BIGLIETTO: intero 10 euro, ridotto 7,50 euro. Gratuito visitatori disabili e accompagnatore, bambini sotto i 3 anni; giornalisti che stanno realizzando un servizio sul Museo, accreditati in precedenza
TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 02 48 555 1
E-MAIL INFO: [email protected]
SITO UFFICIALE: http://www.museoscienza.org

COMUNICATO STAMPA:
Il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia apre al pubblico giovedì 19 luglio la mostra Leonardo da Vinci Parade, la prima iniziativa realizzata in vista delle celebrazioni per il V centenario della morte di Leonardo da Vinci (1519-2019) per il programma “Milano e Leonardo”. L’esposizione, curata dal Museo e realizzata in collaborazione con la Pinacoteca di Brera, resterà aperta fino al 13 ottobre 2019.

Parade è una “sfilata”, una parata in occasione di una ricorrenza importante. È una celebrazione, una festa,in cui si esibiscono in parata sul palco del Museomodelli storici ispirati ai disegni di Leonardo e affreschi,in un accostamento insolito di arte e scienza.

“L’unità dellacultura umanistica e di quella tecnico-scientifica – dichiaraFiorenzo Galli, Direttore Generale del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci – è da sempre nell’identità della nostra Istituzione, come testimoniano anche le parole, riportate in mostra, dello storico dell’arte Giulio Carlo Argan al fondatore del Museo Guido Ucelli a proposito della battaglia per dimostrare che non esiste frattura tra il mondo dell’arte e il mondo della tecnica. Leonardo è il simbolo della continuità fra queste due differenti ma complementari espressioni culturali il cui intreccioancora oggi ispira l’attività del Museo. Leonardo da Vinci Parade, attraverso il dialogo tra splendidi esempi di arte e tecnica, è una tappa intermedia nel percorso che ci porta alle celebrazioni vinciane dell’anniversario 2019. La mostra è anche l’occasione per presentare parte del lavoro che il Museo ha condotto dietro le quinte negli ultimi anni per la conservazione e lo studio di tutta la collezione dei modelli storici leonardeschi, molti dei quali sono stati restaurati in occasione delle mostre temporanee che ci sono state commissionate all’estero”.

“Una vasta collezione di affreschi lombardi dei secoli XIV, XV e XVI, acquisiti per la maggior parte in epoca napoleonica, costituisce – commenta James Bradburne, Direttore della Pinacoteca di Brera – una delle particolarità della Pinacoteca. Il nuovo allestimento del nostro museo propone una selezione dei più famosi, con esempi di Vincenzo Foppa, Donato Bramante, Bernardino Luini e Gaudenzio Ferrari. L’importanza della collezione di affreschi della Pinacoteca, tuttavia, non si esaurisce con i pezzi più celebri: lo comprese Fernanda Wittgens, che nel 1952 si accordò con l’allora Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica per depositarvi e rendere visibili al pubblico un consistente numero di queste opere, messe ora in dialogo coi modelli storici ispirati ai disegni diLeonardo. In occasione dell’anno leonardesco, la Pinacoteca di Brera e il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia collaborano dunque per offrire ai visitatori un evento all’insegna dell’interazione fra i mondi dell’arte e delle scienze”.

“Il palinsesto ‘Milano e Leonardo’, che prende il via ufficialmente il 2 maggio 2019, a 500 anni esatti dalla morte di Leonardo, vede con questa mostra-parata al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia una prestigiosa e importante anteprima- afferma Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura del Comune di Milano- Un progetto in linea con la multiformità del genio di Leonardo, la cui creatività non trovava confini tra scienza e arte e la cui curiosità spaziava senza limiti tra presente e futuro”.

“Leonardo Da Vinci Parade– dichiara Stefano Bruno Galli, Assessore all’Autonomia e alla Cultura di Regione Lombardia – è un prologo alle celebrazioni che si terranno l’anno prossimo per il quinto centenario della morte del grande genio. Un viaggio intorno alla duplice vocazione di Leonardo, quella scientifica e quella artistica. Un’immersione nello spirito del suo tempo, attraverso i modelli realizzati sui suoi progetti e gli affreschi degli artisti lombardi a lui contemporanei, a sottolineare la lunga e feconda stagione lombarda di Leonardo. Una mostra resa possibile dalla felice collaborazione di due grandi istituzioni culturali milanesi: il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia e la Pinacoteca di Brera. Una collaborazione che vede attenta e partecipe anche Regione Lombardia”.

Leonardo da Vinci Parade, realizzata con il patrocinio del Comitato Nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci e con il contributo di Fondazione Cariplo, vede l’esposizione temporanea di una ricca selezione degli spettacolari modelli realizzati negli anni ’50 del XX secolo interpretando i disegni di Leonardo, alcuni dei quali da lungo tempo non esposti.

Un’importante fase di cambiamento si apre infatti nell’esposizione dei modelli storici di Leonardo al Museo, in vista della realizzazione di un nuovo progetto espositivo permanente, che sarà presentato in occasione delle celebrazioni vinciane del 2019. La storica Galleria Leonardo resterà chiusa al pubblico i mesi necessari all’esecuzione di importanti lavori edili, strutturali e impiantistici finanziati da Comune di Milano e Regione Lombardia.
Per accompagnare il pubblico verso il nuovo grande progetto espositivo il Museo presenterà un programma di conferenze con studiosi di fama internazionale che prenderà avvio alla fine del 2018.

La mostra temporanea Leonardo da Vinci Paradesi sviluppa nella Sala Mostre e negli spazi attigui. Espone 52 modelli storicileonardeschi e 29 affreschi di pittori lombardi del XVI secolo, concessi in deposito al Museo nel 1952 dalla Pinacoteca di Brera,diretta allora da Fernanda Wittgens.

“Parade propone un percorso inedito ed evocativo” dichiara Claudio Giorgione, curatore della mostra e del Dipartimento Leonardo Arte & Scienza del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia“ che attraversa i diversi campi di interesse e studio di Leonardo sul tema dell’ingegneria e della tecnica, valorizzando in questo modo la collezione storica con cui il Museo apriva al pubblico nel 1953, in occasionedei 500 anni dalla sua nascita”.
Accanto ai modelli di macchine sono esposti alcuni modelli di architetture militari e civili in gesso e terracotta recentemente restaurati e da tempo non esposti.

Affiancati ai modelli, gli affreschi strappati della Pinacoteca Brera sono esposti su due grandi pareti a evocare le rastrelliere dei depositi museali, con l’obiettivo di costituire una suggestiva quadreria che documenti chiese ed edifici di Milano in molti casi scomparsi. Tra gli autori presenti, un ruolo fondamentale è costituito da Bernardino Luini con la sua scuola, uno dei pittori di maggior successo in Lombardia nei primi decenni del XVI secolo.

Oltre alla mostra Leonardo da Vinci Parade, il programma estivo del Museo, che durerà fino a domenica 9 settembre, prevede 2 settimane dedicate a Leonardo da Vinci con attività interattive nell’i.Lab Leonardo: 7-12 agosto e 4-9 settembre.

Risonanza cinese – Roma

Dal 19 Luglio 2018 al 09 Settembre 2018
ROMA
LUOGO: Complesso del Vittoriano – Ala Brasini
CURATORI: Claudio Strinati, Nicolina Bianchi, Zhang Zuying
ENTI PROMOTORI:
Patrocinio di Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia
Regione Lazio
Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale
COSTO DEL BIGLIETTO: € 5
TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 06 87 15 111
SITO UFFICIALE: http://www.ilvittoriano.com

COMUNICATO STAMPA:
Dal 19 luglio al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini va in scena Risonanza Cinese, la più importante e ricca mostra di pittura a olio cinese mai allestita a Roma.

Il Vittoriano torna a ospitare un evento che porta per la prima volta nella Capitale i più rappresentativi maestri cinesi del ‘900, sulla base del rapporto consolidato tra Arthemisia e l’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia e dopo il grande successo ottenuto nel 2017 dalle rassegne dedicate all’arte contemporanea cinese come la collettiva “Arte e Pace. L’arte contemporanea cinese” e le monografiche “Epos. La lirica della luce” di Chao Ge, “The timeless dance. Beyond the mountains” di Mao Jianhua e “The eternal melody of chubby lady” di Xu Hong Fei.

Dopo il grande successo di pubblico di Parigi al Palais Brongniart e in Cina presso il Museo dell’Accademia di Belle Arti di Cina (Hangzhou), con oltre 150 opere e 62 diversi artisti, la mostra Risonanza cinese – curata dallo storico dell’arte e saggista Claudio Strinati, dal critico d’arte editore e direttore di Segni d’Arte Nicolina Bianchi e da Zhang Zuying, Direttore dell’Istituto di Pittura a olio dell’Accademia Nazionale cinese di Pittura – offre una panoramica completa sulla pittura a olio contemporanea cinese e sulla sua progressiva evoluzione, favorita anche grazie alla decisa azione riformatrice e strutturale che ha visto la Cina protagonista negli ultimi 30 anni.

Il percorso espositivo, contraddistinto da una sequenza interrotta da capolavori assoluti, oltre che specchio di una civiltà in continuo fermento, simboleggia il tracciato vivido di profondi cambiamenti sociali e culturali che hanno segnato la storia di una Nazione.

La mostra Risonanza Cinese con il consenso del Ministero della Cultura della Repubblica Popolare Cinese, con il Patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia, della Regione Lazio e di Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale, è organizzata dall’Accademia Nazionale Cinese di Pittura e dalla Fondazione Letteraria ed Artistica Cinese, realizzata dall’Istituto di Pittura a Olio dell’Accademia Nazionale Cinese di Pittura. L’esposizione gode del supporto accademico dell’Accademia Nazionale di San Luca, dell’Accademia di Belle Arti di Roma e dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, con la collaborazione della Casa Editrice Conoscenza Mondiale, della Galleria d’Arte Han Yuchen di Handan, di Comunicazione e Cultura Jiarun Srl di Weihai e di Comunicazione e Cultura Shihua Srl.
Gestione e organizzazione Complesso del Vittoriano – Ala Brasini a cura del Gruppo Arthemisia.

Donatello – Roma

Dal 12 Luglio 2018 al 28 Aprile 2019
ROMA
LUOGO: Palazzo Venezia
ENTI PROMOTORI:
Polo Museale del Lazio
COSTO DEL BIGLIETTO: Ingresso incluso nel biglietto di Palazzo Venezia: intero € 10, ridotto € 5 o nel biglietto unico di Palazzo Venezia con Castel Sant’Angelo: unico intero € 15, unico ridotto € 7,50. L’ingresso è gratuito la prima domenica di ogni mese in entrambi i siti
TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 06 32810410
SITO UFFICIALE: http://https://www.art-city.it

COMUNICATO STAMPA:
Dal 12 luglio il prezioso busto in terracotta raffigurante San Lorenzo, realizzato da Donatello, finora comparso in mostre temporanee, viene posto a Palazzo Venezia per circa nove mesi a disposizione del grande pubblico.
L’iniziativa, promossa dal Polo Museale del Lazio diretto da Edith Gabrielli, è inserita nell’ambito di Artcity Estate 2018.

Donato de’ Bardi, detto Donatello (1386- 1466) fu il più celebrato scultore fiorentino del quindicesimo secolo e uno dei più grandi scultori di ogni tempo. Partito da un clima ancora largamente connesso al cosiddetto Gotico internazionale, l’artista s’impose ben presto insieme a Brunelleschi e a Masaccio per la carica innovativa, diventando uno degli alfieri del primo Rinascimento.

Il busto in terracotta di San Lorenzo fu realizzato per il portale maggiore della Pieve di San Lorenzo a Borgo San Lorenzo nel Mugello, una chiesa posta una quarantina di chilometri a nord di Firenze. La datazione sembra cadere intorno al 1440, negli stessi anni in cui Donatello realizzava il David in bronzo – che ancor oggi ispira il famoso premio cinematografico – e dunque poco prima del cruciale soggiorno
a Padova. Anche per via della sua collocazione disassata il San Lorenzo rimase per molti secoli nell’oblio.
Già transitato nelle collezioni dei principi di Liechtenstein, è stato riscoperto dalla critica soltanto nel 2003, con il suo ingresso nella collezione di Peter Silverman e Kathleen Onorato. Il busto viene attualmente considerato una delle più serie e importanti acquisizioni al catalogo di Donatello.

Gestito dal Polo Museale del Lazio, il Museo Nazionale del Palazzo di Venezia ha sede entro un grandioso edificio del Rinascimento, Palazzo Venezia appunto, fondato negli anni cinquanta del XV secolo. Fin dalla costituzione del museo, nel 1916, la raccolta si caratterizzò per il numero e la qualità dei pezzi quattrocenteschi. La presenza stabile nell’odierno percorso di visita di autori come Pisanello, Benozzo Gozzoli o Mino da Fiesole rappresenta il contesto ideale per il busto di Donatello. Per tale motivo visitare in questi mesi il Museo del Palazzo di Venezia significa comprendere un momento chiave dell’intera arte italiana.

Armi e Potere nell’Europa del Rinascimento – Roma

Dal 26 Luglio 2018 al 11 Novembre 2018
ROMA
LUOGO: Castel Sant’Angelo / Palazzo di Venezia
CURATORI: Mario Scalini
ENTI PROMOTORI:
Polo Museale del Lazio
COSTO DEL BIGLIETTO: Nel periodo di ArtCity è istituito un biglietto unico che consente un ingresso a Castel Sant’Angelo e uno a Palazzo Venezia con la visita delle due sezioni della mostra. Castel Sant’Angelo e Palazzo Venezia unico intero € 15, unico ridotto € 7,50. Solo Palazzo Venezia intero € 10, ridotto € 5. L’ingresso è gratuito la prima domenica di ogni mese in entrambi i siti
TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 06 32810410
SITO UFFICIALE: http://https://www.art-city.it/

COMUNICATO STAMPA:
Il Polo Museale del Lazio organizza a Roma, nella doppia sede di Castel Sant’Angelo e Palazzo di Venezia, una mostra dedicata interamente al mondo delle armi in età rinascimentale. La mostra, curata dallo specialista Mario Scalini, vede nel catalogo la presenza di Massimo Carlo Giannini.

Le armi, da sempre compagne di vita e di morte dell’Uomo, assunsero giusto nel Rinascimento una dimensione totalizzante, soprattutto in Italia. Il sistema di valori che le armi sottendevano, infatti, si spingeva allora ben oltre il loro uso concreto, ossia il ferire, l’uccidere il nemico o all’opposto il difendersi. In una società che avvertiva il combattimento o almeno la minaccia della lotta in termini ricorrenti o endemici, questo sistema coinvolgeva aspetti sociali e rituali, simbolici e iconografici. In questo modo si comprendono fra l’altro i tornei e i bagordi, autorappresentazioni rutilanti, spettacolari e truculente del ceto aristocratico e, appunto, combattente.

Diversi fattori concorsero a questa dimensione. Importanti furono ad esempio i progressi nel campo della tecnica: da solo, il rapido affermarsi della polvere da sparo diede il via a una sorta di escalation delle armi da fuoco – e naturalmente di adeguate contromisure difensive. Non minore peso ebbe l’assetto geo-politico: dal 1494 in avanti gli stati italiani divennero, di fatto, luoghi di scontro e di contese per le grandi potenze internazionali, prime fra tutte la Spagna e la Francia.

La mostra affronta ogni aspetto di questo complesso intreccio fra armi e uomini, mitologia e rappresentazione del potere. Essa tiene conto fra l’altro della lunga tradizione dei manuali di arte militare, già in auge nell’età bizantina, come pure di alcune immagini-simbolo del tempo, che raffigurano gentiluomini e talora anche gentildonne corazzati di tutto punto. Castel Sant’Angelo e Palazzo Venezia ospitano due fra i più importanti nuclei al mondo di armi storiche. Partendo da queste straordinarie collezioni, per l’occasione restaurate e riordinate, una serie di prestiti internazionali e un raffinato allestimento fanno conoscere allo specialista e al normale visitatore dei musei un fenomeno rimasto per molto tempo nell’oscurità.

Dentro il cielo compare un’isola. Le arti povere in Italia fra disegni e fotografie (1963-1980)

Dal 20 Luglio 2018 al 04 Novembre 2018
JESI | ANCONA
LUOGO: Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi
CURATORI: Andrea Bruciati
COSTO DEL BIGLIETTO: ingresso gratuito
TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 0731 207523
E-MAIL INFO: [email protected]
SITO UFFICIALE: http://www.fondazionecrj.it

COMUNICATO STAMPA:
La Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, nella sede del rinascimentale Palazzo Bisaccioni nel centro storico di Jesi, continua la sua attività espositiva e, dopo la mostra della passata stagione sull’arte concettuale, presenta l’esposizione Dentro il cielo compare un’isola, dedicata al disegno e alla fotografia nell’arte povera, strada tutta italiana che ha portato anch’essa a un esito concettuale dalla forte componente emotiva.

Trentadue autori per raccontare da un particolare punto di vista, quello della grafica e della fotografia, un movimento artistico italiano che ha avuto, per fortuna critica e di mercato, un’eco internazionale negli ultimi 50 anni: l’Arte Povera. Era dai tempi del Futurismo che l’arte italiana non fuoriusciva dai confini nazionali provocando una risonanza culturale che investì tutti i paesi occidentali, così l’Arte Povera prima e la Transavanguardia poi, hanno segnato un profondo mutamento nel linguaggio artistico che influirà sullo sviluppo delle correnti artistiche a venire.

Le opere in mostra, disegni e fotografie realizzati in poco più di un decennio, dal 1963 al 1980, rappresentano un atto di ribellione nei confronti di una società abbagliata dal boom economico e permeata dal consumismo: attraverso la ricerca, la sperimentazione e l’uso di media poveri, ma dalla forte connotazione comunicazionale artisti come Alighiero Boetti p Vincenzo Agnetti, mirano al recupero dell’azione, del contingente, dell’archetipo come sola possibilità d’arte.

Dall’analisi di questo decennio emerge dunque una nuova generazione di artisti capaci di ridurre il segno ai minimi termini, ma dove il dato visivo resta sempre fondamentale e imprescindibile per una narrazione possibile della realtà. Si parte dunque dal disegno, che per Francesco Clemente, Sandro Chia e Nicola De Maria, non è una preparazione all’opera, come nella pratica minimalista, bensì un linguaggio autonomo in cui recuperare il piacere della manualità; oppure dalla fotografia, che per Luigi Ghirri, Mario Giacomelli e Michele Zaza è un racconto personale in presa reale. In questi anni si registra quindi, secondo il curatore della mostra Andrea Bruciati, “la volontà di uno scardinamento della convenzionalità e disegno e fotografia sono perfettamente congruenti ad un approccio cognitivo. Nel clima mutato degli ‘anni di piombo’, l’artista cerca infatti di farsi portavoce di un codice alternativo capace di portare alla luce le contraddizioni della tecnica e le arbitrarietà mistificanti del suo linguaggio che pertanto viene iterato, serializzato, in un parossismo scientifico dove traspare un intento quasi prometeico nell’andare oltre il dato sensibile per rivelare le strutture connotative a fondamento dell’opera.”

Questa fragilità dei mezzi, disegno e fotografia, diventa il segno di una sensibilità nuova che non rinnega la storia né tantomeno la tradizione figurativa rinascimentale che vedeva nella pratica disegnativa una proceduralità mentale, ma la reinventa caricandola di un significato emotivo e concettuale assieme che precedentemente non aveva. Al termine del boom economico si fa strada così un ‘fare artistico’ che vuole esistere tra il contingente e compromesso con l’esistente: nel ricorso a materiali poveri, l’arte si pone come presa di coscienza delle possibilità espressive insite nella materia stessa e, parallelamente ad una progressiva radicalizzazione dei segni, si passa dal fare al pensare, dalla cosa all’Idea.
Dalle agitazioni del ’68 una generazione di artisti, esponenti dell’Arte Povera che maggiormente hanno incarnato lo spirito di quegli anni, ha sperimentato una libertà d’azione legata alla struttura del linguaggio volta alla ridefinizione di un mondo fino a quel momento inammissibile.

Seguendo questa logica le opere degli artisti in mostra si palesano come una sorta di tentativi e verifiche: il disegno e la fotografia rispondono in maniera nuova e senza scendere a compromessi con una volontà documentativa e militante, in quanto strumenti democratici di facile accesso, e al contempo primordiali nella ‘registrazione’ della realtà così com’è, senza finzione.

In mostra opere di Vincenzo Agnetti, Adriano Altamira, Enrico Baj, Alighiero Boetti, Sandro Chia, Francesco Clemente, Mario Cresci, Gino De Dominicis, Nicola De Maria, Mario Giacomelli, Luigi Ghirri, Ugo La Pietra, Elio Mariani, Aldo Mondino, Luigi Ontani, Mimmo Paladino, Claudio Parmiggiani, Pino Pascali, Luca Maria Patella, Michele Perfetti, Robert Pettena, Lamberto Pignotti, Michelangelo Pistoletto, Concetto Pozzati, Emilio Prini, Francesco Radino, Sandra Sandri, Mario Schifano, Gianni Emilio Simonetti, Franco Vaccari, Luigi Viola, Michele Zaza

Inaugurazione venerdì 20 luglio ore 19 Orari di apertura: lunedì – domenica 9:30-13 / 15:30-19:30
Visite guidate gratuite su prenotazione