Al Meis la prima Festa del Libro Ebraico – Ferrara

LO SCRITTORE YEHOSHUA

ALLA PRIMA FESTA DEL LIBRO EBRAICO

NEL MEIS APERTO

 

Appuntamento a Ferrara, domenica 10 giugno, con lo scrittore Abraham B. Yehoshua. Per la prima volta il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah – MEIS è teatro della sua Festa.

 

IL PROGRAMMA

Alle 10.00, al MEIS (Via Piangipane 81), l’ebraista Mauro Perani presenta Nuovi studi su Isacco Lampronti. Storia, poesia, scienza e Halakah (Giuntina-MEIS, Firenze, 2017), il volume da lui curato su una figura centrale dell’ebraismo ferrarese. Insieme a lui, Rav Luciano Meir Caro, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Ferrara, e Laura Graziani Secchieri, autrice di uno dei saggi.

Alle 11.30 la filosofa Donatella Di Cesare dialoga sul suo Marrani (Einaudi, Torino, 2018) con lo storico, saggista e giornalista Paolo Mieli.

Alle 14.00 Rav Pierpaolo Pinhas Punturello illustra il suo libro di racconti ebraici Napoli, via Cappella Vecchia 31. Voci ebraiche da dietro il vicolo (Belforte Salomone, Livorno, 2018) con il sociologo e psicologo Saul Meghnagi.

Alle 15.00 Lia Levi parla del suo ultimo romanzo, Questa sera è già domani (Edizioni E/O, Roma, 2018), ambientato nel periodo delle leggi razziali, affiancata dal professor Gianni Venturi, esperto di letteratura del Novecento.

 

La carrellata di presentazioni letterarie è coronata dalla presenza straordinaria dello scrittore israeliano Abraham B. Yehoshua, tra i maggiori interpreti del rapporto elettivo che da secoli lega l’ebraismo alla letteratura: la sua attesa lectio magistralis sul tema Il libro ebraico, introdotta dal Direttore del MEIS Simonetta Della Seta, è fissata alle 17.00 al Teatro Comunale (Corso Martiri della Libertà 5). Intervento in lingua inglese con traduzione.

 

In apertura della lectio, i saluti delle Autorità: oltre al Presidente del MEIS Dario Disegni, il Sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani, il Direttore Generale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Paola Passarelli, l’Assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna Massimo Mezzetti, la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, il professor Alberto Melloni, Presidente di FSCIRE – Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII e membro del Comitato Scientifico del MEIS, e il Presidente della Comunità Ebraica di Ferrara Andrea Pesaro.

 

L’accesso alle presentazioni dei libri e alla lectio magistralis di Yehoshua è gratuito.

 

MUSEO APERTO NON-STOP 9.00-18.00

Visite guidate al percorso espositivo Ebrei, una storia italiana. I primi mille anni, a cura di Anna Foa, Giancarlo Lacerenza e Daniele Jalla. Aattraverso i contributi video di sette esperti e oltre duecento oggetti (molti dei quali preziosi e rari), provenienti dai musei di tutto il mondo, viene comunicata in modo originale l’unicità della storia dell’ebraismo italiano, descrivendo come la presenza ebraica si sia formata e sviluppata nella Penisola dall’età romana (II sec. a.e.v.) al Medioevo (X sec. d.e.v.), tra migrazioni, schiavitù, integrazione, intolleranza religiosa e interazioni feconde, e come gli ebrei d’Italia abbiano costruito la propria peculiare identità, anche rispetto ad altri luoghi della diaspora.

 

A introdurre il pubblico ai temi del MEIS, lo spettacolo multimediale Con gli occhi degli ebrei italiani, a cura di Giovanni Carrada (autore di Superquark, responsabile del soggetto e della sceneggiatura) e di Simonetta Della Seta: duemiladuecento anni di storia e cultura italiana in ventiquattro minuti, visti e raccontati attraverso gli occhi degli ebrei.

 

Da non perdere, soprattutto in questo periodo di fioritura e bel tempo, il Giardino delle Domande, dove crescono gli ulivi e i melograni, simboli biblici rispettivamente di pace e fertilità, ma anche l’alloro, il mirto, il timo, la lavanda e la maggiorana, cioè le piante aromatiche presenti nella Torà e protagoniste di diversi riti e festività ebraiche. Le piante disegnano dei percorsi che, mediante pannelli esplicativi, aiutano a comprendere le regole della casherut, la normativa ebraica sull’alimentazione, con particolare riferimento all’uso di carne, latte, pesce e uova.

 

Per l’ingresso al percorso espositivo e allo spettacolo multimediale: biglietto intero € 10,00 ridotto € 8,00 (dai 6 ai 18 anni, studenti universitari, possessori di MyFE Card, categorie convenzionate); gruppi da 8 a 15 persone € 6,00 (un accompagnatore gratuito ogni 15 paganti); scuole € 5,00 (due accompagnatori gratuiti per ogni classe). Entrano gratuitamente i bambini sotto i 6 anni, i diversamente abili al 100% con un accompagnatore, i giornalisti e le guide turistiche con tesserino, i membri ICOM e i militari in divisa.

 

La Festa del Libro Ebraico è organizzata in collaborazione con il Teatro Comunale di Ferrara e patrocinata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, dalla Regione Emilia-Romagna, dal Comune di Ferrara, dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e dalla Comunità Ebraica di Ferrara.

 

Ufficio Stampa

Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah – MEIS

Daniela Modonesi

+39 333 2537218 +39 0532 769137

[email protected]

Arteologia.L’Arte Etica in dialogo fra passato e futuro – Venezia

Dal 24 Maggio 2018 al 12 Settembre 2018
VENEZIA
LUOGO: Museo Archeologico di Venezia
CURATORI: Sandro Orlandi Stagl
COSTO DEL BIGLIETTO: L’accesso avviene dal Museo Correr, con biglietto cumulativo dei Musei di Piazza San Marco di € 20, ridotto € 13

COMUNICATO STAMPA:
Il progetto Arteologia ideato da ARTantide.com Gallery si realizza come una serie di installazioni site specific per il Museo Archeologico di Venezia.

Il 24 maggio prenderà il via un’esposizione che permetterà al pubblico di vedere lavori ad alto valore etico e sociale di grandi artisti contemporanei situati in unasede meravigliosa nel cuore dell’Area Marciana. Un amplificatore che consentirà un riverbero globale al Manifesto dell’Arte Etica, l’Arte Può, cui aderiscono gli artisti e gli stessi organizzatori.

L’idea del Curatore Sandro Orlandi Stagl è interpretare lo spazio del Museo Archeologico nel rispetto dei reperti della collezione permanente e in dialogo conessi, promuovendo opere d’arte a forte Responsabilità Sociale. In questo quadro ilMuseo Archeologico Nazionale di Venezia, afferente al Polo Museale del Veneto, ha dato tutta la sua disponibilità alla realizzazione di questa manifestazione, che unisce la consapevolezza dell’etica a quella cultura classica che è stata la base di quest’etica stessa.

Nello specifico, il tema sfidante per ciascun artista partecipante alla mostraArteologia, è stato quello di creare opere d’arte che possano diventare significativi suggerimenti per gli archeologi del futuro.

Ospite d’onore Michelangelo Pistoletto, artista di fama mondiale riconosciuto per la qualità della sua opera e per il suo impegno sociale; 13 gli artisti del Movimento Arte Etica: Marco Bertin, Carlo Bonfà, Julia Bornefeld, Luigi Dellatorre, Gianfranco Gentile, Marco Gradi, Franco Mazzucchelli, Matteo Mezzadri, Marica Moro, Jorge R. Pombo, Sarah Revoltella, Alberto Salvetti, Alessandro Zannier. Special Guest Patrizia Dalla Valle.

L’Etica è un sentire comune sempre più diffuso che chiede un rimodellamentodell’agire nei diversi ambiti sociali e politici, ponendo attenzione alla dignità,l’uguaglianza e la solidarietà e a logiche non meramente impostate sugli interessi economici. Se, dunque, il progresso è coincidente con l’accelerazione della sua diffusione, al contempo si propaga la richiesta di sostenibilità e, a tal proposito, anche l’Arte può e deve svolgere una funzione insostituibile, grazie al suo forte potere di aggregazione e di comunicazione.

Gli artisti partecipanti, in coerenza con il proprio ruolo e sensibilità, presenteranno il personale Manifesto Etico dedicato ad un tema pensato per conseguire una possibile trasformazione sociale e rappresentato dall’opera o dall’installazione creata nel modo più aperto possibile al dialogo e al confronto con i vari settori attivinella società, oltreché con il mondo dell’arte.
La Responsabilità Sociale è considerare con attenzione il valore delle azioni compiute, nel lavoro e nel quotidiano, un processo di crescita individuale ecollettivo che ha un momento importante “nel fare arte”. L’Arte, coinvolgendo i sensi, l’immaginazione e la ragione, esercita il suo forte potere comunicativo ecoinvolgente ed è in grado di veicolare con efficacia nuove idee e nuove visioni.Gli artisti sono possibili modelli di riferimento che suscitano l’interesse del pubblicoverso temi cruciali della nostra vita quotidiana e suggeriscono, con i loro lavori, originali vie di cambiamento.

Questa “funzione rivoluzionaria” è da sempre compito militante e non velleitario delle avanguardie artistiche ed è così che desiderano porsi gli autori internazionali che partecipano ad Arteologia.
“Questa mostra”- come sostiene Paolo Mozzo, Project manager – ha il compito dicredere e condividere l’idea che si possa cambiare il mondo e migliorare il pianeta con l’Arte e la Cultura”.

Nel corso dell’inaugurazione l’artista Alessandro Zannier terrà una performancesonora, tratta dal progetto “micrΩmega”, con Loris Sovernigo al piano/synth e ElenaBerti al violoncello. L’esibizione prevede dei visuals tra fisica, biologia, geologia eastrofisica, proiettati su una grande sfera, divenuta ormai simbolo delle performances di Ottodix, pseudonimo di Zannier nel settore musicale, considerato uno dei progetti di culto della scena electro wave italiana.

Come eravamo, come saremo: il 68 e il futuro dei giornali- Museo di Trastevere- Roma

Dal 24 Maggio 2018 al 31 Maggio 2018
ROMA
LUOGO: Museo di Roma in Trastevere
ENTI PROMOTORI:
Agcom – Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
SITO UFFICIALE: http://www.agi.it/

COMUNICATO STAMPA:
Il ciclo di incontri ed eventi che accompagnerà per tutta l’estatela mostra fotografica e multimediale “Dreamers. 1968: come eravamo, come saremo”, realizzata da AGI Agenzia Italia, continua con tre appuntamenti dedicati al mondodell’informazione e del giornalismo con il patrocinio dell’Agcom: al Museo di Roma in Trastevere Maurizio Molinari, Marco Damilano, Virman Cusenza e Mario Morcellini.

Il ciclo di incontri “Come eravamo, come saremo: il 68 e il futuro dei giornali”, organizzato con il patrocinio convinto di Agcom – Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, individua il suo centro di gravità nel mondo dell’informazione e delgiornalismo, scegliendo come protagonisti direttori e giornalisti di alcune delle più importanti testate nazionali e componenti dell’Autorità per le Comunicazioni. Ma un ruolo rilevante sarà assegnato a ragazzi e studenti che quel futuro dovranno costruire. Saràun’occasione per creare un dibattito aperto tra generazioni a confronto, per cogliere il ruolo dell’informazione in quell’anno, ma anche le sue conseguenze e i mutamenti allaluce del “mondo nuovo” in cui la rivoluzione digitale ha preso il sopravvento proponendo ai giornalisti nuove sfide.

I nuovi media, la tecnologia e internet possono rappresentare il nuovo 68 digitalecon cui giornalisti e giornali hanno dovuto misurarsi; un ciclostile virtuale che adifferenza di cinquant’anni fa naviga ad alta velocità 24 ore su 24. Quali sono pro econtro di questa nuova era dell’informazione? E soprattutto cosa non dobbiamodimenticare del passato per costruire un futuro equilibrato,di qualità, e remunerativo per le imprese editoriali?

Riccardo Luna, direttore AGI insieme a Marco Pratellesi, condirettore dell’agenzia, affronteranno queste tematiche con il direttore de “La Stampa” Maurizio Molinari, il direttore de “L’espresso” Marco Damilano, il direttore de “Il Messaggero” Virman Cusenza, il direttore del “The Post Internazionale” Giulio Gambino e il commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Mario Morcellini, confrontandosi con i giovani dei corsi di giornalismo di Sapienza, LUMSA, del magazine Scomodo, di Voicebookradio e una platea di ragazzi delle scuole romane.

La Mostra #Dreamers68 è un percorso fotografico e multimediale che racconta un anno di snodo per la vita politica e istituzionale del nostro Paese e del mondo, insieme ad aspetti della società e del costume, dalla dolce vita alle imprese sportive, senza dimenticare la vita quotidiana, la tecnologia, il cinema e la musica.
Un viaggio tra più di 170 fotografie provenienti in parte dall’archivio storico di AGI e completato con i numerosi prestiti messi a disposizione da AAMOD-Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, AFP Agence France-Presse, AGF Agenzia Giornalistica Fotografica, ANSA, AP Associated Press, Marcello Geppetti Media Company, Archivio Riccardi, Getty Images, Contrasto, Archivio Storico della Biennale di Venezia, LUZ, Associazione Archivio Storico Olivetti, RAI-RAI TECHE, Corriere della Sera, Il Messaggero, La Stampa, l’Espresso.

La mostra “Dreamers. 1968: come eravamo, come saremo”, a cura di AGI Agenzia Italia, promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il patrocinio del MIUR – Ministerodell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ha ottenuto la medaglia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella quale segno di apprezzamento del Quirinale per il valore sociale e culturale dell’iniziativa.

Giulia Lama. Pittrice e poetessa – Venezia

Dal 23 Maggio 2018 al 03 Settembre 2018

VENEZIA
LUOGO: Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento veneziano
CURATORI: Alberto Craievich
COSTO DEL BIGLIETTO: intero € 10, ridotto € 7.50. Gratuito Residenti e nati nel Comune di Venezia; bambini da 0 a 5 anni; portatori di handicap con accompagnatore; guide turistiche** abilitate dalla Provincia di Venezia e interpreti turistici che accompagnino gruppi o visitatori individuali; per ogni gruppo di almeno 15 persone, 1 ingresso gratuito (solo con prenotazione); docenti accompagnatori di gruppi scolastici, fino ad un massimo di 2 per gruppo; membri ICOM; partner ordinari MUVE; volontari Servizio Civile
TELEFONO PER INFORMAZIONI: 848082000
E-MAIL INFO: [email protected]
SITO UFFICIALE: http://carezzonico.visitmuve.it

COMUNICATO STAMPA:
Giulia Lama veneziana, vivente fra gl’Arcadi Lisalba molto erudita nelle filosofie, ed assai valorosa Pittrice, cosicché le principali Chiese cercano avere delle opere sue, ed in particolar qualche Palla, nella cui maniera di dipingere acquistassi ella grandissimo onore.
P.226 Luisa Bergalli, Componimenti poetici delle più illustri rimatrici d’ogni secolo, Venezia, 1726

A Venezia, nella prima metà del Settecento, oltre a Rosalba Carriera viveva un’altra pittrice di primo piano, purtroppo del tutto ignorata fuori dalla sua patria: Giulia Lama (1681-1747). Il Museo del Settecento Veneziano di Ca’ Rezzonico celebra questa figura con la presentazione di 12 splendidi studi di nudo realizzati dall’artista, parte di una più ampia raccolta di sue opere grafiche, appartenenti al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe del Museo Correr.

Figlia d’arte – suo padre, Agostino, era pittore lui stesso oltre che mercante d’arte e perito – a dispetto delle sue colleghe impegnate nella produzione di generi “femminili” come il ritratto o la miniatura, Giulia Lama si cimentò nella pittura di storia, con grandi composizioni affollate.

La sua estetica, lontana da visioni prettamente decorative o intrise di calda sensualità, si qualifica nelle raffigurazioni dal forte risalto plastico ed espressivo, violente nella loro gestualità e nell’uso del colore, in sintonia con quanto diffuso in quegli anni a Venezia da Giambattista Piazzetta . Questi peraltro ci ha lasciato uno straordinario ritratto della pittrice, che pare essere stata non bella d’aspetto, ma dal temperamento forte seppure malinconico.

Il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe del Museo Correr possiede una splendida selezione delle sue opere grafiche, tutti studi di nudo tratti dal vero: una prassi non certo convenzionale per una donna dell’epoca, che tuttavia ci rivela appieno una personalità autonoma e anticonformista. Alcuni di questi fogli, restaurati per l’occasione, vengono ora esposti per la prima volta in una piccola ma preziosa esposizione allestita nella Sala degli Arazzi di Ca’ Rezzonico, a cura di Alberto Craievich.

La mostra, visitabile con l’orario e il biglietto del museo – gratuito per i nati e residenti nel Comune di Venezia – rientra nell’ambito del progetto ‘Eppur ci sono! Tre donne intorno al… Settecento veneziano: Luisa, Giulia, Maddalena’, promosso da Vittoria Surian e dalla sua ‘Associazione Culturale Eidos di Venezia’ , attraverso il quale s’intende mantener vivo il ricordo delle donne artiste e letterate che, inserendosi nell’ambiente culturale del loro tempo, hanno contribuito ad onorare nei secoli “le Arti” a Venezia.

Visti i temi trattati il progetto è entrato a far parte anche della più rassegna ‘Venezia, Città delle Donne’, organizzata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia.

La mostra, alla quale è abbinato un portfolio edito da Eidos, verrà presentata martedì 22 maggio alle 17.30, nel Salone da Ballo di Ca’ Rezzonico dove si terrà la conferenza inaugurale con interventi di Alberto Craievich (Giulia Lama Nudi) e Daniela D’Anza (Giulia Lama: Ritratto critico), rispettivamente responsabile e conservatore di Ca’ Rezzonico.

Martedì 12 Giugno 2018, alle ore 17.30, sempre nell’ambito del progetto ‘Eppur ci sono!’, sono inoltre previsti un concerto diretto da Paola Fasolo con musiche di Maddalena Lombardini, della quale quest’anno ricorre il bicentenario della morte e una conferenza con Adriana Chemello, Luisa Bergalli; Annunziata Dellisanti, Maddalena Lombardini e Gilberto Pizzamiglio, La società veneziana del Settecento.

“Vestiges” di Matteo Procaccioli dal 2 giugno a Capri.

Matteo Procaccioli
Vestiges

a cura di Angelo Crespi

Liquid Art System – Capri
Via Vittorio Emanuele, 56

Opening
Sabato 2 giugno 2018 ore 19.00
fino al 3 luglio 2018

Sabato 2 giugno 2018 alle ore 19 sarà inaugurata presso la galleria Liquid Art System di Capri la mostra personale del fotografo Matteo Procaccioli dal titolo
“Vestiges”, a cura di Angelo Crespi.
Dopo Microcities (le metropoli viste dall’alto) e Structures (le costruzioni abbandonate), i nuovi lavori dell’artista, otto fotografie di grandi dimensioni,
si pongono all’insegna delle vestigia, cioè delle tracce che la civiltà romana ha lasciato nel più straordinario sito archeologico del mondo, Pompei.
” Procaccioli indaga, anzi – stando all’etimo latino di vestigia – investiga un panorama che potremmo immaginare esausto, consunto dai miliardi di immagini prese dai turisti come souvenir e cartoline e selfie modificati con i filtri dello smartphone, e che invece riserva ancora scorci intatti, rappresentazioni, vergini.
Di fatto le sue immagini dove non compare mai figura umana colgono, nel solco di uno stile ormai riconoscibile tra pittorialismo e precisionismo, le reliquie di pietra nella loro solitaria spaesatezza, che solo un colore a tratti lirico riesce a rendere meno distanti e algide. Il risultato di grande qualità offre allo spettatore la memoria dei fasti antichi nella solitudine spietata della contemporaneità, ma in una dimensione che non temiamo di definire “sacra”.” ( Angelo Crespi)
La mostra sarà visitabile fino al 3 luglio.

Matteo Procaccioli nasce a Jesi nel 1983. In seguito a una formazione artistica, da circa dieci anni lavora con la fotografia. La sua ricerca, focalizzata sul tema del paesaggio urbano e non, si propone di cogliere il “tra”, il complesso momento di passaggio fra tradizione, storia e contemporaneità. Nei suoi lavori l’uomo è fisicamente assente, presente soltanto attraverso la testimonianza del suo passaggio nei vuoti sconfinati dei paesaggi silenziosi che li contraddistinguono. Non vi sono narrazioni, trame da scoprire, solo atmosfere dalle quali essere avvolti, coinvolti per essere trascinati all’interno dell’immagine. Nelle sue opere il tempo è sospeso, le diverse situazioni spaziali sono volutamente irriconoscibili, prive di riferimenti a situazioni precise.
I suoi lavori nascono da un’elaborazione che coniuga tecniche tradizionali e innovative. La registrazione del reale è un punto di partenza obbligato per giungere all’opera finita, frutto di un cammino articolato, in cui l’artista opera fisicamente sulla matericità dell’immagine.
Procaccioli, con punti di osservazioni diversi, che vanno dalla ricerca di verticalità, con riprese dal basso di maestose skyline cittadine alle visioni di città, fotografate a volo di uccello nel loro contesto naturale, pone le basi per una riconsiderazione del rapporto tra le strutture, lo spazio e la natura, la cui assenza, come nel caso dell’uomo, è un eloquente rimando alla sua imprescindibile presenza.

Liquid art system (L.a.s.) è un’organizzazione d’arte contemporanea con gallerie a Capri , Positano, Londra e Istanbul.
Fondata e creata da Franco Senesi, L.a.s. propone un nuovo modo di considerare l’arte contemporanea definita “glocale”.
L’obiettivo di L.a.s. è dare vita a una rete internazionale di gallerie d’arte in tutto il mondo unite da uno scopo comune, ma sensibili alle economie e alle culture locali.
Basata a Capri e memore di come l’isola azzurra abbia da sempre rappresentato un fervido luogo di incontro di artisti e intellettuali, L.a.s. dimostra che il potenziale di questo luogo è ancora vivo e in grado di attrarre nuovi brillanti talenti.

Scheda Evento
Autore: Matteo Procaccioli
Titolo: Vestiges
A cura di Angelo Crespi
Organizzata da Liquid Art System
Sede Liquid Art System, Capri – Via Vittorio Emanuele, 56
Vernissage sabato 2 giugno ore 19.00
Date 3 giugno- 3 luglio 2018
Ingresso gratuito
Ufficio Stampa [email protected]

#Selfati. La prima mostra italiana dedicata al selfie – Castello di Gallipoli

 

Il Castello di Gallipoli ospita la prima mostra italiana dedicata interamente al selfie con un overview dei “SelfieAdArte” della giornalista e art influencer Clelia Patella, sorprendenti opere site specific come la mirror room, la stravagante sala optical e l’exibit dove ogni visitatore diventerà autore di un’opera collettiva.
Da venerdì 1 giugno a domenica 11 novembre (vernissage giovedì 31 maggio – ore 19) le sale del Castello di Gallipoli, in provincia di Lecce, ospiteranno #Selfati, la prima mostra italiana dedicata interamente al selfie, inteso come fenomeno sociologico ma anche come manifestazione artistica, immagine che domina la nostra contemporaneità. Un percorso innovativo tra arte, storia e tecnologia per conoscere tutti i segreti del moderno “autoscatto”, ormai consueto e abituale, le cui radici, però, rimandano alle incisioni rupestri del neolitico e ai fasti dell’antico Egitto passando per i grandi protagonisti dell’arte moderna e contemporanea. Un’esperienza immersiva attraverso i linguaggi e le poetiche dell’arte, trasgredendo le regole espositive convenzionali e ampliando i confini dell’interazione con l’arte.  

La mostra prodotta da Orione Comunicazione, in collaborazione con Università del Salento e con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, Regione Puglia, Provincia di Lecce, Comune di Gallipoli e La Sapienza di Roma, vuole raccontare il fenomeno selfie non solo come gesto quotidiano ma soprattutto come elemento in grado di raccontare se stessi, una nuova modalità espressiva della “cultura popolare”. Che sia sintomo di personalità narcisistica o puro e semplice divertimento, è innegabile che esso sia ormai diffuso in tutto il mondo come gesto quotidiano, diretto, alla portata di tutti. Chiunque (o quasi) possieda uno smartphone ha, almeno una volta, ceduto alla tentazione di auto-scattarsi una foto. L’allestimento proporrà sorprendenti opere site specific come la mirror room, la stravagante sala optical fino all’exhibit dove ogni visitatore diventerà autore di un’opera collettiva partecipandovi e vivendola.

La mostra culminerà nell’imponente sala ennagonale in cui saranno esposti per la prima volta i “SelfieAdArte” della giornalista e art influencer Clelia Patella, una rilettura pop delle differenti percezioni che ognuno di noi avverte di fronte ad un’opera d’arte, interagendo e permettendo un “user friendly” della stessa. “Con i #SelfieAdArte di Clelia Patella ogni momento diventa storia”, sottolinea Vittorio Sgarbi. “Il selfie rende ognuno artista e consente di raccontare un punto di vista che insieme ad ogni altro punto di vista riproduce per la prima volta la storia del mondo. Una storia senza eroi ma, per la prima volta con uomini e donne tutti uguali. La democrazia universale delle immagini”. Non mancheranno inedite “incursioni artistiche” durante i mesi della mostra estiva.

Il Castello di Gallipoli – gestito dall’Agenzia di Comunicazione Orione di Maglie, con la direzione generale di Luigi Orione Amato e la direzione artistica dell’architetto Raffaela Zizzari – dopo decenni di chiusura e incuria, da luglio 2014 ha accolto oltre 160mila visitatori, turisti provenienti da tutto il mondo, dalla Puglia e dal Salento ma soprattutto i cittadini della città bella che da troppo tempo vedevano negata la possibilità di apprezzare sale, torrioni, gallerie, corridoi, di ammirare la bellezza della luce del sole sulle pareti dell’atrio e il panorama mozzafiato che regalano le terrazze circondate dal mare Jonio. Tra le mostre ospitate la personale di e con Michelangelo Pistoletto nell’estate 2015, “I porti del Re, Jakob Philipp Hackert dalla Reggia di Caserta al Castello di Gallipoli”, che nel 2017 ha consentito di esporre preziosissime tele settecentesche che rappresentano il passato e la storia del nostro territorio, oltre a numerose collettive di artisti e fotografi pugliesi e non, concerti, spettacoli, presentazioni, visite teatralizzate e eventi privati. Il Castello è diventato un polo di attrazione aperto e funzionante nell’arco di tutto l’anno e grazie ai risultati economici dell’attuale gestione, dal 14 aprile 2016, è stato acquisito al Demanio del Comune di Gallipoli, permettendo una disponibilità completa e indipendente del bene dal Demanio Statale.
Orari
giugno e settembre 10-13 / 15-21
luglio e agosto 10 – 24
ottobre 10-13 / 15-18
novembre 10-13 / 15-17

Biglietto
Intero 7 euro
Ridotto 6 euro (studenti, professori, forze dell’ordine, gruppi di almeno 12 visitatori e convenzioni attive)
Ridotto 5 euro (6-14 anni, oltre 65 anni, scolaresche, diversamente abili e relativi accompagnatori, gruppi superiori a 20 unità, residenti)
Gratuito per minori fino a 5 anni, guide turistiche con patentino e con gruppo, disabili, giornalisti accreditati.
La biglietteria chiude mezz’ora prima della chiusura del Castello
Hashtag ufficiale #selfatiagallipoli 

Cartella stampa e foto a questo link

Info e prenotazioni
0833262775 – [email protected] – www.castellogallipoli.it

 

Ferruccio Gard. Intrecci dinamici – Roma

Dal 11 Maggio 2018 al 15 Luglio 2018
ROMA
LUOGO: Museo Boncompagni Ludovisi
CURATORI: Lorenzo Canova
ENTI PROMOTORI:
Polo Museale del Lazio
TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 06 42824074
E-MAIL INFO: [email protected]
SITO UFFICIALE: http://www.polomusealelazio.beniculturali.it/

COMUNICATO STAMPA:
Il 10 maggio 2018 alle ore 18.00 il Polo Museale del Lazio, diretto da Edith Gabrielli presenterà al Museo Boncompagni Ludovisi diretto da Matilde Amaturo, la mostra FERRUCCIO GARD. INTRECCI DINAMICI a cura di Lorenzo Canova, storico dell’arte, critico d’arte e docente di storia dell’arte contemporanea all’Università del Molise.

L’evento si propone come un dialogo intenso e vitale tra le collezioni e gli spazi del Museo Boncompagni Ludovisi e l’arte di Ferruccio Gard, uno dei protagonisti della linea Optical-costruttivista della pittura italiana che esporrà una selezione della sua ultima produzione insieme ad alcune nuovissime sculture astratto-cinetiche.

Ferruccio Gard che ha presentato le sue opere in diverse edizioni della Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma del 1986, è riconosciuto come uno dei maestri e dei precursori delle ricerche Optical-cinetiche internazionali che hanno avuto negli ultimi anni un importante revival di critica e di pubblico.

Le opere di Gard, nella loro tessitura di geometrie e di intersezioni cromatiche, vogliono dunque entrare con cautela negli spazi del museo per creare un legame diretto e forte con le sue collezioni, che presentano capolavori in cui ha preso forma concreta l’espansione delle arti visive verso la moda e il design dell’abito.

Il lavoro di Gard si inserisce infatti a pieno titolo in quella linea nobile dell’arte italiana e internazionale che parte dal Futurismo (e in particolare da Giacomo Balla) dove le ricerche sull’arte astratta e sulla geometrizzazione della pittura si sono coniugate alle prime esperienze cinetiche.

La vibrazione della pittura di Gard, le sue profondità illusive e il suo rigore compositivo potranno comporre così un intenso e vitale confronto con il Museo Boncompagni Ludovisi, in un interessante e intenso dialogo tra storia e contemporaneità fondato sul colore, la geometria e la pulsazione luminosa dei suoi intrecci dinamici.

Nato a Vestignè (To) nel 1940, Ferruccio Gard è uno dei massimi esponenti dell’arte neocostruttivista, programmata e cinetica che pratica dal 1969.
Ha partecipato a sette Biennali di Venezia (1982, 1986, 1995, 2007, 2009, 2011 e 2017), all’XI Quadriennale di Roma (1986), alla Biennale Internazionale Architettura di Venezia (2016) e a numerose mostre internazionali sull’arte cinetica fra le quali alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Praga (2008), alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (2012) e nel 2014 sull’arte cinetica italiana degli anni ’70, al Museo d’Arte Contemporanea della Città di Buenos Aires e al MACLA, Museo d’Arte Contemporanea latinoamericano di La Plata (Argentina). Di grande rilievo l’invito, nel 2017, alla 57ͣ Biennale Internazionale d’Arte, con la partecipazione, alla Fondazione Bevilacqua La Masa, in Piazza San Marco, alla mostra dedicata ai trent’anni di attività (1978-2008) del Centro d’arte visuale VERIFICA 8 + 1, con una selezione di 17 artisti, da Bruno Munari, Alberto Biasi e Sara Campesan a Marina Apollonio, Franco Costalonga, Horacio Garcia Rossi e Julio Le Parc, vincitore quest’ultimo del Gran Premio alla Biennale del 1966 ed entrambi fra i fondatori, a Parigi, del GRAV, Groupe de Recerche d’Art Visuelle. Con la partecipazione a questa mostra, curata da Giovanni Granzotto ed Evento collaterale della 57ͣ Biennale, Ferruccio Gard è stato ulteriormente e definitivamente consacrato fra gli artisti storicizzati dell’arte programmata e cinetica. Da Pechino a New York ha tenuto oltre 170 mostre personali in tutto il mondo. Di eccezionale importanza l’antologica curata da Gabriella Belli che la Fondazione Musei Civici di Venezia gli ha recentemente dedicato a Ca’ Pesaro, Galleria Internazionale d’Arte Moderna (16 ottobre – 10 dicembre 2015) nell’ambito di un dialogo fra un maestro della contemporaneità veneziana e la 56ͣ Biennale d’Arte e allestita nell’ambito della collezione permanente, accanto a capolavori di Klimt, Kandinsky, Chagall, Munch, Rodin, Martini, Medardo Rosso, Mirò, Calder, Arp, de Chirico e altri celebri maestri dell’arte moderna mondiale. Dal 1973 vive e lavora a Venezia con studio nell’Isola del Lido.

Orario: Tutti i giorni 9.30 – 19.00 (Ultimo ingresso alle ore 18.00) | Chiuso il lunedì

No Man’s Library/ La Biblioteca di Tutti – Sassari

Dal 11 Maggio 2018 al 30 Giugno 2018
SASSARI
LUOGO: Ex Biblioteca Universitaria
CURATORI: Zerynthia
COSTO DEL BIGLIETTO: L’ingresso alla mostra e ai seminari è libero e gratuito
E-MAIL INFO: [email protected]
SITO UFFICIALE: http://https://nomanslandfoundation.org/

COMUNICATO STAMPA:
Gli spazi dell’ex Biblioteca universitaria di Sassari, spogli dei libri migrati verso una nuova sede, rivivono grazie al contributo di 54 artisti della scena internazionale, rappresentativi di 16 nazioni e 4 generazioni, che raccolgono l’invito a riempire d’arte le scaffalature vuote.

Giovedì 10 maggio alle 18.00 nella sede centrale dell’Università di Sassari, nell’ex Biblioteca universitaria di piazza Università, sarà inaugurata la mostra “No Man’s Library/La Biblioteca di Tutti”, nell’ambito del progetto “Sentieri contemporanei”. Ceramica, tessuti, bronzo, acqua, neon, laser e, ovviamente, quintali di carta si appropriano dei ripiani e si accompagnano al contributo di fotografi, poeti e film-maker. L’ordine alfabetico è l’unica convenzione dell’esposizione, che presenta al pubblico un catalogo per autori di interpretazioni diversissime, una accanto all’altra e dalla prima all’ultima lettera dell’alfabeto internazionale.

No Man’s Library / La Biblioteca di Tutti, a cura dell’associazione Zerynthia, fa parte del progetto triennale Sentieri Contemporanei, palinsesto itinerante di dialogo ed interazione tra arte, scienza e formazione promosso da Fondazione di Sardegna con Decamaster / Master in Diritto ed Economia per la Cultura e l’Arte dell’Università di Sassari e Zerynthia Associazione per l’Arte Contemporanea O.D.V., e con il patrocinio della Fondazione No Man’s Land.

La mostra sarà visitabile fino al 30 giugno. Per tutto il mese di maggio, a partire dal 10, sarà aperta nei giorni lunedì-giovedì di mattina dalle 10.00 alle 13.00, venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16:00 alle 19:00. Nel mese di giugno, di pomeriggio dal lunedì al giovedì dalle 16.00 alle 19.00 e il venerdì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00.

All’inaugurazione saranno presenti gli artisti Bruna Esposito, gerlach en koop, Gert Robijns, Marco Fedele di Catrano, Felice Levini, HH Lim, Olaf Nicolaj, Massimo Piersanti, Annie Ratti, Remo Salvadori, ManfreDu Schu, Antonio Trimani, Roman Uranjek (IRWIN) e il regista Ferdinando Vicentini Orgnani.

No Man’s Library / La Biblioteca di Tutti è accompagnata fino alla fine di giugno dal programma di workshop e seminari interdisciplinari Sentieri Contemporanei. Tra arte, scienza e formazione, a cura di Decamaster / Master in Diritto ed Economia per la Cultura e l’Arte e con la partecipazione dei Dipartimenti dell’Università degli Studi di Sassari e di Università, Enti, Istituzioni e professionisti italiani ed esteri. I seminari inizieranno proprio il 10 maggio alle 9.30 e si terranno nei locali della ex Biblioteca Universitaria. L’ingresso alla mostra e ai seminari è libero e gratuito.

Artisti
Mario Airò / Maria Thereza Alves / Marco Bagnoli / Massimo Bartolini / Gianfranco Baruchello / Elisabetta Benassi / Rossella Biscotti / Katinka Bock / Paolo Canevari / Jimmie Durham / Bruna Esposito / Jan Fabre / Matteo Fato / Marco Fedele di Catrano / Federico Fusj / Rainer Ganahl / Alberto Garutti / gerlach en koop / Laura Grisi / H.H. Lim / Fabrice Hyber / IRWIN / Franz Kapfer / Gülsün Karamustafa / Koo Jeong A / Donatella Landi / Felice Levini / Sergio Lombardo / Mark Manders / Kris Martin / Liliana Moro / Hidetoshi Nagasawa / Matteo Nasini / Olaf Nicolai / Maria Nordman / Luigi Ontani / Luca Maria Patella / Luana Perilli / Cesare Pietroiusti / Alfredo Pirri / Michelangelo Pistoletto / Annie Ratti / Gert Robijns / Remo Salvadori / Maurizio Savini / ManfreDu Schu / Roman Signer / Ettore Spalletti / Michele Spanghero / Donatella Spaziani / Leonid Tishkov / Luca Vitone / Erwin Wurm / Zafos Xagoraris
Fotografi
Claudio Abate / Elisabetta Catalano / Gino Di Paolo / Attilio Maranzano / Massimo Piersanti

Special Guests
opere di Yona Friedman e Maria Lai

Estratti video di
Jean-Baptiste Decavèle / Bernhard Riff / Antonio Trimani / Tommaso Trini / Ferdinando Vicentini Orgnani

Manoscritti dei poeti
Anna Cascella / Alda Merini / Daniele Pieroni / Francesco Serrao / Valentino Zeichen
Il filo conduttore del progetto Sentieri Contemporanei è rappresentato da una grande installazione modulare di Yona Friedman con Jean-Baptiste Decavèle dal titolo No Man’s City / La Città di Tutti che costituisce lo scenario, mobile e mutevole, delle varie tappe di Sentieri Contemporanei ed è ora installata all’interno del Chiostro dell’Università degli Studi di Sassari.
Dopo la riattivazione dell’ex mercato civico di Alghero e l’intervento temporaneo nelle stazioni di Oschiri e Berchidda nel 2017, il progetto continua a lavorare sull’interpretazione degli spazi della collettività in senso culturale e sulla loro connessione con il panorama nazionale e internazionale dell’arte tramite una nuova importante mostra, aperta con ingresso libero fino alla fine di giugno.
Lo sviluppo del progetto e la sinergia con il territorio si collocano nell’orizzonte di attuazione della Terza Missione dell’Ateneo di Sassari.
Per la realizzazione dei progetti espositivi, Sentieri Contemporanei si avvale della partecipazione attiva degli studenti dell’Università degli Studi di Sassari, dell’Accademia di Belle Arti di Sassari e della collaborazione di volontari provenienti da varie città italiane.