Il Museo di Palazzo Altemps ospita la mostra “Citazioni pratiche” di Piero Fornasetti.

Il Museo di Palazzo Altemps ospita la mostra “Citazioni pratiche” di Piero Fornasetti.

La collezione di sculture e gli spazi del Palazzo si confrontano con le ventisette incursioni artistiche realizzate da oltre ottocento pezzi di Fornasetti e di suo figlio Barnaba . Di sala in sala i temi del classico, delle rovine e delle antichità, rimandano a uno scambio a tratti spiazzante e irriverente, colto e sapiente, tra la collezione permanente di arte antica del Museo e le creazioni nate dall’immaginazione sfrenata e dall’invenzione surrealista di Fornasetti.

Disegni, mobili, accessori ripercorrono la produzione dell’Atelier dell’artista, dagli anni Trenta a oggi, rivelandosi come qualcosa di più di semplici oggetti decorati: “un invito alla fantasia, a pensare”, come raccontava lo stesso Piero. Un viatico per l’immaginazione, che riconduce all’anima originaria di Palazzo Altemps.

La mostra rimmarà aperta al pubblico fino al 6 maggio 2018.

La Fondazione MAIMERI ospita al M.A.C. di Milano la mostra di Simone Fugazzotto

La Fondazione MAIMERI ospita al M.A.C. di Milano la nuova mostra dell’artista milanese Simone Fugazzotto “Yesterday ended last night” a cura di Luca Beatrice.

Fugazzotto attraverso la pittura ha dato avvio ad uno studio antropologico sul suo unico e solo soggetto, la scimmia. Dalla tela al cemento, l’artista sceglie di osservare da vicino vizi e virtù dell’uomo, sostituendolo con il suo più vicino predecessore tra i Primati.
Con le più svariate tecniche propone da una prospettiva diversa atteggiamenti della società contemporanea che vengono affrontati al contempo con umorismo e serietà.

Dalla sua esperienza nella Street Art, impasta temi scomodi d’inizio millennio in chiave pop, materializzando un universo fatto di muri, tele, plexiglass, sculture, video e ready-made. Nude o vestite, con uno smarthphone in mano, o un fucile, simboli e status, enfatizzati da colori sgargianti, per rappresentare le debolezze, le paure, gli azzardi dell’intera umanità. Le scimmie di Fugazzotto vogliono essere un avvertimento per la nostra società e un invito a ripensare ai valori autentici e alle vere necessità degli esseri umani.

A Milano apre la mostra “Buena Suerte Milagros de México”.

Comunicato stampa

La mostra “Buena Suerte Milagros de México” «Folklore e tradizione negli ex~voto messicani contemporanei» è stata realizzata dai collaboratori della Fondazione Per Grazie Ricevute (P.G.R.) che, coordinati dalla curatrice Roberta Riccio, con grande impegno e cura dei dettagli, hanno creato un percorso coinvolgente che vi farà vivere momenti ricchi di storia, tradizioni, superstizioni, leggende usi e costumi dai tanti colori messicani.
Saranno esposti circa 300 retablos (ex~voto) contemporanei, maggior parte dipinti su latta, materiale poco costoso e facilmente reperibile da oggetti non più in uso, tipo: teglie, bidoni e tanich
Provenienti da una collezione privata, impreziosita da oggetti antichi e moderni, richiamano la devozione popolare, tutto il folklore e la passione del Messico e dell’America Latina, in un percorso alla scoperta di un’arte povera ma ricca di tradizione.

Fondazione Per Grazie Ricevute (P.G.R.) con la mostra “Buena Suerte Milagros de México”, vi accompagnerà in un viaggio tra gli ex~voto dipinti su lamine, che racconteranno momenti di vita quotidiana spesso ironica, contaminandosi con antiche leggende popolari, come il Chupacabras (animale leggendario dalle sembianze di un coyote che, con la sua presenza, colora molte storie raccontate in particolar modo in Messico), la Llorona (donna con le sembianze di spettro che si aggira alla ricerca di un figlio scomparso), durante il dia de Los Muertos in Messico), il Dia de Los Muertos (commemorazione dei defunti che in Messico è una festa molta sentita, dove per tradizione si consumano i Calaveras teschi di zucchero coloratissimi che diventano immancabili) e la Catrina, figura scheletrica di una donna borghese europea, inventata dal litografo Jose Guadalupe Povada e ripresa dal celebre pittore Diego Rivera nel murales “Sueño de una tarde dominical en la Alameda Central”.
Gli artisti messicani, tuttora molto attivi, seppur sparsi nel vasto territorio, sono accomunati da metodi rappresentativi nel rispetto della tradizione. Esprimono forte carica emozionale riportando sui retablos la narrazione di fatti realmente accaduti.

 

A Palazzo Reale, arriva “Paliotto Barbarigo” di Giovanni Bellini.

PALAZZO REALE. “DÜRER E IL RINASCIMENTO TRA GERMANIA E ITALIA”: DA OGGI IL CAPOLAVORO DI GIOVANNI BELLINI “PALIOTTO BARBARIGO” POTRÀ ESSERE AMMIRATO NEL PERCORSO DELLA MOSTRA

Comunicato StampaMilano, 26 marzo 2018 – Come annunciato in apertura della grande mostra “Dürer e il Rinascimento tra Germania e Italia”, aperta a Palazzo Reale fino al prossimo 24 giugno, è stato allestito ieri nella prima sala del percorso il capolavoro di Giovanni Bellini (1430 – 1516), “Paliotto Barbarigo”, che da oggi i visitatori potranno ammirare nella sua versione originale.

L’olio su tela che il maestro italiano dipinse nel 1488, custodito a Murano presso la Chiesa di San Pietro Martire, era stato commissionato a Bellini dal doge in occasione della sua elezione; la sua presenza in mostra è stata fortemente voluta dai curatori non solo per il suo valore artistico, ma anche per la valenza fondamentale del dipinto nel percorso di confronto con gli artisti protagonisti del Rinascimento tedesco e italiano, che rimane uno degli obiettivi narrativi principali della mostra. L’esposizione di Palazzo Reale racconta al visitatore infatti non solo l’arte di Albrecht Dürer, ma anche il quadro dei rapporti artistici che si stabilirono tra nord e sud Europa verso la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento.

Così ricorda il rapporto tra i due artisti Bernard Aikema, curatore della mostra: “A Venezia, nel 1505-1507, Albrecht Dürer rispettava ed ammirava un pittore in particolare: l’ormai vecchio ma ancora attivissimo caposcuola lagunare Giovanni Bellini. Per la sua epocale pala del Rosario – prosegue Aikema – il giovane pittore tedesco prese come esempio, per l’appunto, uno dei grandi capolavori di Bellini, il dipinto votivo per il Doge Barbarigo, ora nella chiesa di San Pietro Martire di Murano, che siamo felici e orgogliosi di presentare in mostra.”

Poiché il dipinto giunge a mostra avviata, il Comune di Milano, Palazzo Reale e 24 ORE Cultura ricordano, come segnalato presso la biglietteria fin dall’apertura, la possibilità – per chi avesse già visitato la mostra nei giorni scorsi – di ritornare gratuitamente in mostra per ammirare anche quest’opera, esibendo il biglietto d’ingresso originario timbrato su richiesta del visitatore dalla biglietteria stessa in occasione della prima visita.

INFORMAZIONI SULL’OPERA

Autore: Giovanni Bellini

Titolo: Paliotto Barbarigo

Anno: 1488

Tecnica: olio su tela

Dim: cm 205 x 334

Prestatore: Chiesa di San Pietro Martire, Murano

Crediti fotografici: © Cameraphoto Arte, Venezia

INFO UTILI SULLA MOSTRA:

“DÜRER E IL RINASCIMENTO tra Germania e Italia”

Milano, Palazzo Reale, 21/02_24/06/2018

Cartella stampa: https://goo.gl/ucXMYK

Orari:

lunedì: 14.30-19.30/martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30/ giovedì e sabato: 9.30-22.30 (il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura)

Biglietti comprensivi di audioguida gratuita:

Intero € 12,00 | Ridotto € 10,00

Informazioni, prenotazioni e sito internet:

www.ticket24ore.it | Tel. +39 02 54913 | palazzorealemilano.it | mostradurer.it
Catalogo: 24 ORE Cultura

 

“Novecento di carta” Castello Sforzesco, Milano.

CULTURA. CASTELLO SFORZESCO, DA DOMANI “NOVECENTO DI CARTA”, L’ARTE DEL SECOLO SCORSO ATTRAVERSO 200 OPERE DEI PIÙ GRANDI MAESTRI DEL DISEGNO

Dal 23 marzo al 1° luglio 2018, nell’ambito del palinsesto culturale Novecento Italiano, il Comune di Milano|Cultura e la Soprintendenza del Castello Sforzesco presentano i capolavori della grafica italiana del Novecento conservati nelle raccolte civiche e nelle collezioni di Intesa Sanpaolo, attraverso una mostra di disegni, stampe e libri d’artista dei più celebri maestri del secolo scorso.
Un’occasione per mostrare al pubblico internazionale del Castello una selezione di lavori provenienti da un patrimonio straordinario (quasi un milione e mezzo di opere su carta in generale, di cui oltre 16.000 i soli fogli artistici del secondo Ottocento e Novecento), unico per qualità e varietà, e normalmente non visibile per ragioni conservative.
L’ultima esposizione di parte di questi tesori del Novecento risale al 1991 (“Da Modigliani a Fontana. Disegno italiano del XX secolo nelle Civiche Raccolte d’Arte di Milano”, presso il PAC|Padiglione d’Arte Contemporanea).
“Novecento di carta” permetterà di ammirare oltre 200 esemplari grafici tra disegni, incisioni, stampe, libri d’artista, carte dipinte provenienti dalle ricchissime raccolte di opere su carta, custodite presso i musei, le biblioteche e gli archivi civici di Milano ed esposti nel luogo che per primo ha ospitato le istituzioni d’arte cittadine. Proprio dalle collezioni riunite al Castello Sforzesco infatti, grazie ad acquisti e donazioni fin dai primi anni del Novecento, si è costituito quell’ingente patrimonio culturale pubblico da cui sono derivate le diverse realtà museali della città, quali la GAM|Galleria d’Arte Moderna (inaugurata nel 1921 alla Villa Reale presso i Giardini Pubblici), il Museo del Risorgimento (dal 1951 a Palazzo Moriggia), il Museo del Novecento (inaugurato nel 2010 negli spazi dell’Arengario), il MUDEC|Museo delle Culture (aperto nel 2015 nell’area dell’ex fabbrica Ansaldo).
“Novecento di carta” è una galleria di lavori di 100 artisti allestita secondo una scansione cronologica per raccontare storie e tendenze che hanno attraversato il secolo breve: tra gli artisti rappresentati troviamo Alberto Martini, Carlo Carrà, Umberto Boccioni, Amedeo Modigliani, Mario Sironi, Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Luigi Bartolini, Lucio Fontana, Giuseppe Capogrossi, Marino Marini, Fausto Melotti, Renato Guttuso, Alberto Burri, Enrico Baj, Federica Galli, Michelangelo Pistoletto, Alighiero Boetti.
Le opere (oltre 170) provengono dalle collezioni del Civico Gabinetto dei Disegni, della Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”, della Civica Biblioteca d’Arte, della Galleria d’Arte Moderna, delle Civiche Raccolte Storiche, del Museo del Novecento, del Centro di Alti Studi sulle Arti Visive, e si arricchiscono inoltre con un prestito delle collezioni di Intesa Sanpaolo di oltre 40 opere.
Sul percorso ‘antologico’ delle due sale espositive del Castello si ‘innestano’ inoltre dei focus tematici sulle singole collezioni grafiche: dalla raccolta di Vittore Grubicy de Dragon ai disegni della Grande Guerra, dai libri d’artista ai progetti di Roberto Sambonet e Luciano Baldessari per le Triennali del 1951 e del 1960, dalle opere di Bepi Romagnoni, Marino Marini e Lucio Fontana al realismo in bianco e nero degli incisori promossi da Giovanni Testori.
La prima parte della mostra presenta il momento del passaggio al nuovo secolo e attesta l’aggiornamento che – anche nel campo dei linguaggi grafici – avvenne grazie all’apertura alle ricerche nord europee, rappresentate, ad esempio, da tavole di Rodin, Ensor, Munch, Brangwyn. Lo sguardo si concentra poi sulla sola arte italiana, approfondendo i confronti tra protagonisti molto diversi come Martini e Boccioni, indugiando sulle leggere matite di Modigliani, sulla policromia delle carte di Sironi e infine su alcune delle più celebri incisioni di Morandi. Il secondo Novecento rivela la straordinaria ricchezza delle esperienze di Fontana, degli Spazialisti e dei Nucleari, di Afro e Burri fino alla Pop Art di Schifano e Adami, all’Arte Concettuale e all’Arte Povera, con testimonianze, in particolar modo provenienti dalle raccolte di Intesa Sanpaolo, di Pistoletto, Merz, Paolini e Boetti, sempre attraverso la prospettiva delle carte, materiali privilegiati per tracciare in totale libertà segni e impronte e per elaborare sofisticate astrazioni grafiche.

Orari di apertura: martedì_domenica, ore 9_17.30 (ultimo ingresso ore 17, chiuso il lunedì)
Informazioni: T. +39 02.88463700
Tariffe musei:
biglietto intero € 10 (mostra+musei)
biglietto ridotto € 8 (mostra+musei)
Ingresso gratuito possessori di Abbonamento Musei Lombardia Milano, Tourist Museum Card e di coupon Esselunga oltre alle gratuità previste per l’ingresso ai musei civici
Ingresso libero tutti i martedì dalle ore 14, da mercoledì a domenica a partire dalle ore 16.30, tutte le prime domeniche del mese grazie all’iniziativa “Domenica al Museo”
Catalogo Electa
Visite guidate e didattica:
Ad Artem T. + 39 02 6597728 www.adartem.it
Opera d’Arte T. + 39 02.45487400 www.operadartemilano.it

Sito internet www.milanocastello.it

NOVECENTO DI CARTA E DINTORNI
In concomitanza della Giornata Mondiale del Disegno (proclamata dal Consiglio Internazionale delle Associazioni di Disegno Grafico), che si celebra ogni anno il 27 aprile, gli studenti del Liceo artistico Nanni Valentini di Monza saranno coinvolti in un’attività di “sintesi creativa”. Dopo l’esperienza di visita a “Novecento di carta” realizzeranno un invito cartaceo, personalizzato con il proprio contributo grafico, che sarà distribuito gratuitamente al pubblico del Castello come invito a visitare l’esposizione.
In occasione della mostra la Soprintendenza Castello, in collaborazione con l’Area Biblioteche, organizza “Milano Graphic Art”, due giorni di eventi dedicati alla grafica d’arte (12 e 13 maggio 2018). Si tratta di una due giorni di iniziative diffuse che, a partire dal Castello, si diffondono in tutta la città metropolitana. Oltre a grandi poli didattici come l’Accademia di Belle Arti di Brera e la Scuola Superiore d’Arte Applicata del Castello Sforzesco, sono diversi gli stampatori, le associazioni, gli incisori, e i disegnatori che hanno risposto ad una call accettando di aprire le loro aule, officine e studi, e che si sono resi disponibili a rispondere alle domande dei visitatori e a soddisfare le curiosità di grandi e piccini sui segreti e sulle alchimie del processo di produzione delle immagini attraverso matrici che poi stampano per ottenere multipli su carta.
La modalità che si è inteso privilegiare è quella dell’incontro diretto con gli artisti e con gli stampatori negli ambienti dove questi normalmente operano, entrando in dialogo sui temi della grafica nei suoi aspetti più materiali: dalla scelta della carta alla legatura del libro, dall’uso degli inchiostri fino al funzionamento dei torchi da stampa. Il torchio, dal tempo di Gutenberg , è giunto fino a noi in una gran quantità di varianti meccaniche, sopravvivendo anche all’avvento delle tecnologie digitali. Un capitolo d’eccellenza spetta naturalmente al libro d’artista, con la partecipazione di art director, piccoli editori e laboratori, che illustreranno momenti, processi e tradizioni della fabbricazione dei libri.
Infine la Soprintendenza Castello lancia, con la mostra Novecento di carta, il proprio canale Instagram. Sotto l’hashtag #castellosforzesco si contano più di 130mila foto caricate dalla community di utenti che giornalmente vive l’edificio e le sue collezioni. Si tratta di una ricchezza di immagini e contenuti che, veicolata dal canale @castellosforzesco, contribuirà alla conoscenza del patrimonio tangibile e intangibile del Castello. Il progetto è ideato da Electa con il coinvolgimento di sei studenti del Liceo artistico Nanni Valentini di Monza nell’ambito di un’esperienza di alternanza scuola-lavoro e con il coordinamento dell’Ufficio Sviluppo Musei e Comunicazione del Soprintendenza Castello.

 

Cardi Gallery Milano presenta la mostra personale di Fred Sandback

Cardi Gallery Milano presenta la mostra personale, di sculture e disegni, di Fred Sandback.
Organizzata in collaborazione con l’Estate di Fred Sandback, la mostra espone otto sculture e una vasta selezione di disegni e fotostatiche che presentano l’evoluzione dello studio dello spazio condotto dall’artista americano. I materiali utilizzati come metallo, filo elastico, pelle, filato acrilico, hanno lo scopo di delineare e frazionare lo spazio tridimensionale, creando riempimenti e forme volumetriche. L’utilizzo degli strumenti più minimali gli consente di “giocare con qualcosa che esiste e non esiste allo stesso tempo”. Tendendo delle line di filo per creare figure geometriche, gli oggetti quasi intangibili di Sandback formano sottili delineazioni di piani e volumi architettonici. Nonostante il forte avvicinamento delle sue opere all’architettura circostante e la pratica del disegno, l’artista è noto soprattutto come sculture. Sandback ha influenzato molto l’arte minimalista e concettuale, così come gli scultori contemporanei e gli artisti che lavorano con le installazioni. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 6 luglo 2018.

In mostra presso la Galleria Aleandri Arte Moderna, nel quartiere ebraico romano “Scuola Romana-Disegni”

SCUOLA ROMANA ~ DISEGNI
Origini, sviluppi e diramazioni 1900-1945

a cura di Francesca Romana Morelli

 

COMUNICATO STAMPA

La Galleria Aleandri Arte Moderna inaugura domenica 18 marzo 2018 alle ore 12.00 presso lo spazio espositivo in piazza Costaguti 12 a Roma (quartiere ebraico dell’Urbe), la Mostra Scuola Romana ~ Disegni / origini, sviluppi e diramazioni 1900-1945 con la curatela di Francesca Romana Morelli. Saranno esposte una silloge di oltre cento opere grafiche facenti riferimento, soprattutto, agli anni venti e trenta del novecento. La Galleria, nota per la sua rigorosa linea di ricerca nell’ambito della figurazione a cavallo fra i due secoli, si pone l’obiettivo di indagare il ruolo centrale del disegno di costruzione negli esponenti della Scuola Romana, come la curatrice Francesca Ronmana Morelli sottolinea nel suo esaustivo saggio in catalogo:
Nel 1935 a Roma alcune mostre aprono una riflessione sulla «funzione» del disegno in un momento in cui da una parte gli artisti sono coinvolti in committenze pubbliche prestigiose, dall’altra il regime fascista manifesta una dittatura ogni giorno più scellerata, per cui si rende indispensabile ripensare al ruolo dell’artista in queste circostanze. Il disegno risulta come lo strumento ideale per fermare idee e sentimenti all’apparire della nuova realtà, che preannuncia l’avvento di anni feroci (…).

Ulteriori aspetti indagati nella presente sono i rapporti e le influenze, umane e formative, che i giovani artisti della Scuola Romana ebbero con i loro maestri e precettori e con i quali cementarono un rapporto di reciproco scambio e stima anche negli anni seguenti.

In Mostra opere di:
Giacomo Balla, Giulio Bargellini, Corrado Cagli, Giuseppe Capogrossi, Felice Carena, Pericle Fazzini, Ferruccio Ferrazzi, Guglielmo Janni, Mario Mafai, Marino Mazzacurati, Roberto Melli, Cipriano Efisio Oppo, Antonietta Raphaël, Max Roeder, Scipione (Gino Bonichi), Luigi Trifoglio, Francesco Trombadori, Alberto Ziveri

In aggiunta al corposo nucleo di opere grafiche, saranno in mostra anche alcuni dipinti ad olio, fra i quali vale la pena di ricordare Il carrettiere di Ferruccio Ferrazzi del 1914, realizzato su tela sagomata ed annoverabile fra i capolavori dell’artista ed un quadro di Roberto Melli, che chiude la rassegna, raffigurante un’enigmatica natura morta vista da una spregiudicata ed efficace prospettiva verticale e presentato al pubblico per la prima volta in questa sede.

Catalogo, Edizioni Officine Vereia, in galleria.

 

Galleria Aleandri Arte Moderna
piazza Costaguti 12, 00186 Roma
inaugurazione: domenica 18 marzo 2018, dalle ore 12.00 alle ore 20.00
mostra: 19 febbraio – 21 aprile 2018
orario: lunedì-sabato, 09.00-18.00, domenica chiuso

Per informazioni:
www.aleandriartemoderna.com
[email protected]
+39 0669314424
+39 3476309520

 

Giornata mondiale della poesia. A Palazzo Marino si celebrano i trent’anni della rivista “Poesia” e l’editore Crocetti.

Comunicato Stampa

Milano, 20 marzo 2018 – Dal 1988 la rivista ‘Poesia’ rappresenta un caso editoriale unico a livello nazionale e internazionale per numero di copie vendute, per la qualità delle collaborazioni e per l’eccezionale numero di poesie pubblicate.

Alla rivista e al suo editore, Nicola Crocetti, in occasione della Giornata mondiale della poesia, il Comune di Milano dedica un evento celebrativo che si terrà domani, mercoledì 21 marzo, alle ore 12, in Aula consiliare, con interventi dell’assessore alla Cultura Filippo Del Corno, del presidente del Consiglio Comunale Lamberto Bertolé, della presidente della Commissione consiliare Cultura Paola Bocci e del coordinatore di Area P, Pino Landonio.

“Nel solco di Area P – dichiara il presidente Bertolé – e a ulteriore dimostrazione dell’impegno della Presidenza del Consiglio comunale per diffondere la storia e i valori del linguaggio poetico, dedichiamo la Giornata mondiale della Poesia a un editore che con la sua rivista ha dato lustro a Milano. Il riconoscimento a Nicola Crocetti valga come riconoscimento al vasto mondo dei personaggi illustri che nella nostra città hanno vissuto e scritto, da Ada Merini a Eugenio Montale, da Salvatore Quasimodo a Vivian Lamarque, solo per citarne alcuni”.

 

I disegni nascosti di Michelangelo, l’interpretazione dello storico dell’arte Marco Proietti

 

La recente scoperta dentro un ritratto di Vittoria Colonna del 1525 dell’autoritratto-caricatura di Michelangelo sotto forma di una figuretta di un uomo piegato in avanti intento a dipingere non vuole significare, come riportato dalla stampa che ha ripreso la notizia, una semplice autorappresentazione caricaturale come l’artista aveva già fatto tra il 1509 ed il 1510, a margine del suo sonetto indirizzato a Giovanni da Pistoia, ma assume una più marcata valenza di autocitazione. Il disvelamento del suo nome e della sua funzione attraverso un complesso procedimento nominalistico in cifra era già stato utilizzato dal giovane maestro nel lontano 1496, in un’opera di collaborazione con Filippino Lippi. Oltre all’atletico giovane dalla veste rossa, portatore di alcuni evidenti segni di autografia, è nella cornice antica in primo piano che si rileva un’iscrizione autografa nella forma geroglifica dove due forme rimandano chiaramente a M(ichelangelus) e a B(uonarrotus), mentre la silhouette di un uomo che dipinge sta per Pinxit.
Similmente, trent’anni dopo, nel ritratto della Marchesa di Pescara ritroviamo le stesse iniziali “M” e “B” celate nelle volute delle pieghe dell’abito e la sagoma della figura nell’atto di dipingere assume la stessa valenza ideografica di pittore = Pinxit.
Ci sembra opportuno formulare delle precisazioni a proposito della scoperta. Tra i numerosi segni grafici che compongono il braccio destro e l’addome della nobildonna compare una snella figuretta di un uomo piegato in avanti intento a disegnare, evidente sagoma dello stesso Michelangelo.
Deivis de Campo ed i ricercatori della Federal University of Health Sciences of Porto Alegre sostengono che questo sia il secondo caso di “caricatura” dopo quello più noto che compare in margine al foglio manoscritto del sonetto che Michelangelo indirizza a Giovanni da Pistoia tra il 1509 ed il 1510 dove l’artista lamenta le penose condizioni di lavoro e le attitudini estreme cui lo costringe la pittura ad affresco della Volta Sistina: “… a forza ‘l ventre appicca sotto ‘l mento … ‘l petto fo d’arpia… E’ lombi entrati mi son’ nella peccia, e fo del cul per contrapeso groppa…”. Quest’ultima espressione pittoresca descrive meglio la figuretta nel disegno per Vittoria Colonna piuttosto che la slanciata sagoma del sonetto più somigliante alle due rarissime silhouette poste sul bordo dell’Arca nella scena del Diluvio Universale nella Volta Sistina. La figura-caricatura di cui parla l’articolo rappresenta ben inteso l’artista ma in una forma idealizzata e di autorappresentazione celebrativa, non si può definire certo col termine di “autoritratto” poiché non vi compaiono quei tratti identificativi dell’artista: naso rotto, turbante e pizzetto a noi noti dai suoi ritratti, come quello del Bugiardini, ben riassunti dal giovane Buonarroti nella figuretta della “Predica di San Giovanni Battista” attribuita a Michelangelo e Francesco Granacci, conservata presso il Metropolitan Museum di New York ed eseguita nei primi anni del fecondo soggiorno fiorentino tra il 1501-05 che videro la realizzazione del David e del cartone per la Battaglia di Cascina. Un’inflessibile scelta nel senso dell’originalità porta spesso l’artista a citare solo se stesso tramite l’apposizione di vere e proprie firme d’autografia riconducenti al suo nome o al suo casato desumibili da “B” o “M” maiuscole e minuscole o da elementi simbolici che, per il loro nome alludono alle iniziali bo oppure bu del cognome Bonarroti o Buonarroti: la borchia (principalissima), il boccale, la boccia, la borsa, il bottone, il boccolo, il bocciolo, il buco, la buccia, la bulla (= sfera), il bucranio. Le frequentissime M capitali, per Michelangelo, si desumono da modanature (tra gli ovoli), da calici di fiori di melograno, disposizioni delle dita e profili di foglie ecc., ed un florilegio di m minuscole si insinua nelle volute di nastri pronte a trasformarsi in B maiuscole se ruotate di 90 gradi. Per non parlare del vero e proprio “tappeto” di M maiuscole che l’incrocio delle pennellate sull’affresco, i segni della gradina sul marmo, ed i tratti grafici della matita sul foglio venivano a configurare.
A volte l’artista perveniva ad accostamenti e compresenze di entrambi i segnali d’autografia spesso reciprocamente integrabili in un rebus o cifra. La ricerca delle firme del maestro si può spingere a ritroso fino alle opere giovanili di collaborazione come nel caso dell’Adorazione dei magi di Filippino Lippi del 1496 per San Donato oggi agli Uffizi in cui la sua partecipazione estremamente incisiva nell’insieme si concentra nella figura dell’atletico giovane inginocchiato sul masso alla destra della Sacra famiglia, la cui muscolatura e costellata di M e le cui mani indicano una M capitale vistosamente tracciata sulla roccia e un grossa Borchia ne ferma la veste rossa. Nella “scheggia” di cornice antica in primo piano rintracciamo il solo caso ad oggi noto di una iscrizione autografa nella forma “geroglifica” preferita dal Lippi e riconducibile decifrando la M(ichelangelus) e la B(onarrotus) e il Pinxit ottenuto interpretando la figuretta-ideogramma di un uomo seduto che dipinge. Trent’anni dopo, in un momento di riflessione e di ripiegamento personale di cui non possiamo ricostruire la motivazione, questo incunabolo giovanile riaffiora nel disegno di Vittoria Colonna dove le pieghe della veste sull’avambraccio destro della nobildonna assumono la forma di svolazzi, tratti di matita, volute, che configurano un B(onarrotus) e ruotate di 90 gradi in senso orario si leggono come una m rotondeggiante minuscola (Michelangelus). Con lo stesso procedimento analogico possiamo attribuire alla silhouette della figurina piegata nell’atto di dipingere–disegnare la valenza ideografica di pittore = Pinxit.

Prof. Marco Proietti

 

L’Università Campus Bio-Medico di Roma raddoppia i propri spazi

L’Università Campus Bio-Medico di Roma lancia una delle sfide più importanti della propria storia: il raddoppio dei propri spazi destinati alla didattica, alla ricerca e all’assistenza medica. Uno sforzo che avrà un impatto positivo sulla cultura universitaria e la ricerca scientifica anche in termini di indotto e di benefici per il territorio, per il quale è stata aperta una procedura concorsuale che ha portato alla selezione di sette studi di architettura provenienti da tutto il mondo. La Campus Bio-Medico SpA, Ente promotore dell’Ateneo, ha promosso un Workshop di presentazione del Concorso internazionale di progettazione del Masterplan dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, alla presenza dei sette studi internazionali di progettazione selezionati. L’evento ha avuto il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MIBACT), il Ministero dello sviluppo economico (MISE), la Regione Lazio, Roma Capitale, l’ente regionale RomaNatura e Legambiente.