La Mela di Magritte tra gioco ed arte

Al Palazzo delle Esposizioni fino al 10 giugno tornano per il terzo anno consecutivo un libro e una mostra-laboratorio dedicati a un grande nome dell’arte. Dopo Matisse e Degas è la volta di René Magritte, raccontato con maestria e freschezza dal segno dell’illustratore Klaas Verplanke, autore dell’albo illustrato La mela di Magritte. Un progetto editoriale del MoMA, Museum of Modern Art di New York, che arriva in Italia grazie alla casa editrice Fatatrac – Edizioni del Borgo e consolida la collaborazione con i Servizi educativi del Palazzo delle Esposizioni e il suo Scaffale d’arte, biblioteca specializzata in editoria internazionale d’arte per ragazzi, che ospita più di 2000 libri d’arte e d’artista.

Musica, arte e food “green”: arrivano gli aperitivi “E-S.I.A., Enjoy Sound in Art”

Dal jazz allo swing, dal rock alla dance, senza dimenticare, ovviamente, il pop. Nove appuntamenti con la grande musica italiana e internazionale, reinterpretata da giovani professionisti
Arti visive, musica, food “green”: un tris di cultura per il nuovo “aperitivo d’arte” romano organizzato dall’associazione culturale D.d’Arte e dal ristorante vegetariano Il Margutta Veggy Food & Art, nella Galleria d’arte Plus Arte Puls, in viale Giuseppe Mazzini, 1. Si partirà venerdì 23 febbraio con la musica di Setak, e si proseguirà a settimane alterne sino a giugno.
Dal jazz allo swing, dal rock alla dance, senza dimenticare, ovviamente, il pop. Nove appuntamenti con la grande musica italiana e internazionale, cantata e reinterpretata da giovani grandi professionisti. Una rassegna che vuole unire l’arte musicale e l’arte visiva, oltre che l’arte del buon cibo.
COS’E’ E-S.I.A. – Il progetto nasce da un’idea di Tina Vannini e Francesca Barbi Marinetti, due imprenditrici che, dal 2011, lavorano insieme nell’organizzazione e nella promozione di eventi culturali. Tina Vannini è titolare de Il Margutta, lo storico ristorante vegetariano con annessa galleria d’arte che lo scorso anno ha organizzato “’Round Midnight – Il Margutta Jazz Festival” ottenendo un notevole successo. Francesca Barbi Marinetti è titolare della D.d’Arte, curatrice di mostre e organizzatrice di eventi artistici istituzionali e privati, con la galleria nel bellissimo spazio Plus Arte Puls che ospiterà la rassegna.
L’intento è quello di far dialogare le Arti coinvolgendo il pubblico romano per degustare ottimo cibo vegetariano ascoltando musica dal vivo nonché osservando e parlando delle opere d’arte allestite, all’insegna del piacere di trascorrere una serata tra amici.
SETAK – Protagonista del primo appuntamento è Setak, chitarrista e cantautore di origini abruzzesi, che propone sue composizioni originali e classici della musica Folk, Pop, Rock e Blues in chiave personalissima. Il suo Sound rimanda all’indie folk californiano, profondo e introverso al contempo. Il suo brano It won’t belong è presente nella colonna sonora del film diretto da Alessandro Lunardelli, Il mondo fino in fondo che ha partecipato fuori concorso anche al Festival internazionale del film di Roma. Sarà accompagnato da Nazareno Pomponi alle Tastiere, Matteo Di Francesco alla batteria e Paolo Grillo al basso.
I PROSSIMI APPUNTAMENTI – Venerdì 16 marzo arriva Zero Tag, il 23 marzo Sinonimi e Contrari. Ad aprile due appuntamenti, uno il 13 con gli Ever Green Project Trio, l’altro il 27 con Tres Quarti. Doppio appuntamento anche a maggio: l’11 arrivano i Let’s Swing, mentre il 18 gli Apple sing Apple play. Gli ultimi due appuntamenti saranno a giugno, con un cambio di giorno, non più venerdì ma mercoledì. Il 6 suoneranno i Bardamù, mentre il 20 Ketty Roselli e Nicola Costa Unplugged.
PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI – Start ore 20:00. Costo: euro 18, comprensivo di cocktail e buffet “green”. Prenotazione: +39 344 1639422 o +39 06 92096368 o mail a [email protected]

ZEROTAG (16 MARZO) – Il progetto ZeroTag nasce dall’incontro di cinque personalità artistiche differenti unite da un’unica passione: la musica. Ognuno dei componenti nutre esperienze e collaborazioni di vario tipo. Laura Celestino, voce della band, ha una lunga esperienza live e nella conduzione radiofonica; Alessandro Morrese, fonico professionista e chitarrista in passato dei “Senso Unico Alternato”; Riccardo Saioni, bassista in passato del trio “the Concept” e del gruppo “Dafucsude” con cui ha suonato sul palco del Vday del 2007; Luca Libertino, batterista di diverse formazioni anche all’estero; Vittorio Vento, tastierista con svariate collaborazioni musicali. Il risultato finale di questa fusione è la ZeroTag band, rock, pop e dance si mescolano in un repertorio variegato e movimentato per dare vita ad un viaggio musicale unico.
SINONIMI E CONTRARI (23 MARZO) – Tanto simili, quanto diversi; il piacere di fondere esperienze artistiche differenti, è peculiarità per questo progetto. Amici da tempo e complici dietro le note, Sinonimi & Contrari nasce dall’incontro di tre individualità artistiche, il cui campo d’azione è certamente la buona musica. Un piano, una chitarra e due voci, per raccontare i momenti più significativi della scena Pop Internazionale e del nostro bel paese. Solo elementi essenziali, per lasciarsi accompagnare in un affascinante viaggio, fatto di note, personalità ed emozioni diverse. Sinonimi & Contrari sono: Valerio Marchei, voce e chitarra acustica; Giorgia Cardone, voce; Mino Ciciriello, piano.
EVERGREEN PROJECT TRIO (13 APRILE) – Da un’idea di Lucia Di Donato, cantante di esperienza pluridecennale, nasce due anni fa il progetto musicale “Evergreen Project Trio” di cui è leader. Suonano in prevalenza nei più noti e vari locali romani ed il loro repertorio spazia tra molteplici generi musicali con varie contaminazioni, ma fondamentalmente pop, rivisitato in chiave lounge. La formazione di base è composta da tre elementi di sicura esperienza e professionalità: Lucia Di Donato, voce; Alex Cuccaro, piano; Bruno Lagattolla, batteria.
TRES QUARTI (27 APRILE) – Il trio nasce nel 2010 e ha al proprio attivo oltre mille concerti. Il repertorio, ampio, spazia dal Soul, al R&B, al Pop nazionale e internazionale. La chiave acustica e gli arrangiamenti originali, rendono il concerto particolarmente adatto per convenctions e più in generale eventi dove la musica non deve risultare invadente anche se all’occorrenza il trio può trasformarsi in una piccola band anni 70. Il gruppo è composto da Paolo Rainaldi, chitarra; Francesca Relli, voce; Eduardo Francisco Piloto Barreto, percussioni e flauto traverso.
LET’S SWING (11 MAGGIO) – Antonella Aprea e Daniela Terreri presentano, con leggerezza ed ironia, un repertorio di swing italiano e internazionale accompagnate al piano da uno dei più grandi pianisti jazz italiani, il Maestro Riccardo Biseo. Aprea negli ultimi dieci anni ha collaborato con maestri come Romano Mussolini, Renzo Arbore, Lino Patruno e Carlo Loffredo. Voce e immagine consolidatissime per una delle più note animatrici delle notti jazz romane. Terreri, invece, è attrice, cantante, pianista e regista. Ha lavorato in diverse commedie e musical, specializzandosi in ruoli leggeri e comici.
APPLE SING APPLE PLAY (18 MAGGIO) – Apple sing Apple play è una band dance di 9 amici innamorati della musica trascinante e coinvolgente, per “cantarsela e suonarsela” tutti insieme. Un gruppo affiatato ed eterogeneo composto da professionisti, medici, cantanti e attori. Il gruppo è composto dall’ attrice e cantante Barbara Begala, il professor Luigi Uccioli, endocrinologo e fondatore della open band, la cantante Anna Vinci, la corista Giada Manti, informatore scientifico, Mimmo Imperiale, musicista ma anche dirigente per una multinazionale energetica, Denny Di Salvo chitarra e voce, Alessandro Rossi voce, Angelo Capuzzimato alla batteria e Simone Serafini voce.
BARDAMÙ (6 GIUGNO) – Bardamù è un progetto di Alfonso Tramontana e Ginaski Wop che nel 2014 si è concretizzato in un concept album intitolato: Asa Nisi Masa (Nomination alle Targhe Tenco 2014 nella sezione miglior disco d’esordio). Segue, nel 2015, la pubblicazione dell’album: Le notti bianche, che riceve la nomination alle Terghe Tenco 2015 nella sezione Miglior disco dell’anno. Jose Luis “Changuito” Quintana, vincitore di ben due Grammy, li ha definiti «il nuovo volto del jazz contemporaneo».
KETTY ROSELLI E NICOLA COSTA (20 GIUGNO) – Ketty Roselli, artista poliedrica, partecipa a numerosi musical come Jesus Christ Super Star, Grease, La Febbre del sabato sera, nelle vesti di cantante e attrice. Partecipa come personaggio fisso al programma radiofonico Il Ruggito del coniglio, sia come attrice comica, sia come cantante in diverse esibizioni live. Tra cinema, teatro e televisione ha la fortuna di lavorare con Gigi Proietti, Enrico Brignano, Neri Marcoré e tanti altri.
Nicola Costa ha collaborato con le orchestre Rai e Mediaset in numerose produzioni televisive. Ha partecipato al Festival di Sanremo 1997 come direttore d’orchestra e negli anni che vanno dal 2002 al 2006 come chitarrista dell’orchestra della RAI. Nel corso degli anni ha collaborato in studio, in tour e in TV con numerosi big della musica pop italiana. E ha partecipato ai tour mondiali di Ennio Morricone e Fiorella Mannoia.

“DÜRER E IL RINASCIMENTO tra Germania e Italia” – Palazzo Reale, Milano

Dal 21 febbraio al 24 giugno 2018 Palazzo Reale di Milano presenta “Dürer e il Rinascimento tra Germania e Italia” una grande mostra e un progetto originale che raccontano l’apice del Rinascimento tedesco nel suo momento di massimo fulgore e di grande apertura verso l’Europa, grazie a un’importante selezione di opere di Albrecht Dürer (1471 – 1528) e di alcuni grandi artisti tedeschi e italiani suoi contemporanei.

A Venezia, il primo museo dedicato a Giacomo Casanova

Comunicato Stampa, 19 febbraio 2018

A distanza di 220 anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel 1798, viene inaugurato
il primo Casanova Museum & Experience destinato a far rivivere le grandi emozioni del 1700 veneziano attraverso la vita e i pensieri del grande scrittore, poeta, avventuriero di ogni epoca.

Il 2 aprile 2018, viene inaugurato a Venezia il Casanova Museum & Experience. Non un museo tradizionale che mette in mostra cimeli storici in classiche bacheche, con tanto di didascalie, ma un luogo espositivo che induce e conduce a un percorso museale di tipo esperenziale, ad alto tasso emotivo.

Non distante da Canal Grande a Cannaregio, nella cornice di stile gotico di Palazzo Pesaro Papafava, con le sue finestre quadriformi e la meravigliosa pentafora affacciata sul Canale della Misericordia, il Casanova Museum & Experience offrirà l’opportunità di ripercorrere la vita e le opere di Giacomo Girolamo Casanova attraverso un racconto in immagini, narrate in prima persona dallo stesso Casanova virtuale.

L’ allestimento multimediale a cura di ETT Solutions condurrà, il visitatore e lo renderà protagonista della storia di Casanova, vivendo in prima persona il suo mondo, nel suo tempo.
Dagli scritti che lo vedono protagonista, fino ai suoi stessi documenti autografi, verranno estrapolati i momenti più significativi della sua vita. Il layout espositivo mescolerà quindi scenografie e ricostruzioni virtuali, alternando ambienti immersivi ed exhibit interattivi, momenti di visione collettiva e di fruizione individuale, così da assicurare al visitatore un’esperienza variegata, emozionante e coinvolgente.

Entrare nelle stanze del Casanova Museum & Experience sarà, come avventurarsi in quegli ambienti settecenteschi da lui stesso frequentati. Sarà come dialogare di questioni filosofiche con Voltaire, di intrighi politici con Madame de Pompadour oppure rimanere in ascolto di un’opera di Wolfgang Amadeus Mozart. Tutti personaggi in stretto contatto con Casanova.

Ogni ambiente, sei in tutto, è pensato come autoconclusivo: introduce ed esaurisce un capitolo della storia e il tema di approfondimento. Una volta terminata l’esperienza della sala, si è dunque invitati istintivamente a procedere verso quella successiva. Le sale immersive sono dotate di grandi proiezioni avvolgenti e di un potente audio ambientale.

La tecnologia all’avanguardia permetterà di vedere e sentire quelle conversazioni come se stessero avvenendo in tempo reale. Non si tratta di immagini filmiche, né di frame di documentari storici ma di ricostruzioni filologiche di personaggi e ambienti del Casanova attraverso immagini inedite e proiettate, a grandezza naturale, lungo un articolato e sorprendente percorso espositivo. Che termina con una stanza simbolo della vita del Casanova: la camera da letto, luogo più vicino all’immaginario collettivo del libertino. Un letto “alcova” del 1700, con i suoi drappeggi damascati perfettamente riprodotti dal famoso Atelier Nicolao, simbolo veneziano specializzato in ricostruzioni storiche, troneggerà nell’ultimo ambiente del museo come a compendio di un mito.

La visita sarà anche individuale ma organizzata in piccoli gruppi (20/25 persone per volta), i tempi verranno dettati dalla durata dei supporti audiovisivi e dal loro susseguirsi ,invitando omogeneamente i trasferimenti di sala in sala. La durata dell’esperienza sarà di 45 minuti (circa) suddivisa in 6 ambienti con una scansione temporale quantificata in circa 7,5 minuti ciascuno.
Prima di andar via non mancherà il commiato di Casanova dedicato a ciascun ospite, nelle diverse lingue.

Lo scopo di Casanova Museum & Experience è quello di rendere omaggio alla figura di Giacomo Casanova, noto più per la sua fama di avventuriero amoroso che per la sua copiosa produzione letteraria e poetica, oltre che per la sue doti di alchimista, di diplomatico, filosofo e di agente segreto italiano.
Amato in tutto il mondo, conosciuto in ogni angolo del globo, con estimatori di peso in Europa e negli Usa, Giacomo Casanova ora avrà, a 220 anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel 1798, un luogo a lui dedicato, nella sua città natale che si candida a diventare un sito di “pellegrinaggio” per estimatori e curiosi.
Non solo, nel progetto dell’ideatore del museo, l’imprenditore Carlo Luigi Parodi il concetto espositivo del Casanova Museum & Experience sarà esportato in altri Paesi, per alimentare il mito e la conoscenza dell’intellettuale veneziano.

Al pian terreno di Palazzo Pesaro Papafava, non mancherà un bookshop per l’acquisto di pubblicazioni storiche e gadget.
Inoltre, il direttore del museo, Andrea Cosentino coadiuvato dal comitato scientifico con la Direzione del Prof. Silvio Calzolari metterà a punto un ricco calendario di eventi, molti dei quali saranno destinati a far rinascere le tradizioni del 1700 a Venezia.

CASANOVA MUSEO EXPERIENCE
CALLE DELLA RACHETTA 3764 – SESTIERE DI CANNAREGIO- VENEZIA
GIORNI DI APERTURA : DA LUNEDI’ A DOMENICA
ORARI VISITE: DALLE ORE 10:00 ALLE ORE 20:00
COSTO DEL BIGLIETTO: 13,00 euro
PER INFO E PRENOTAZIONI VISITE: [email protected]

Cesare Tacchi a Roma tra ironia e sperimentazione

L’estro di Cesare Tacchi al Palazzo delle Esposizioni di Roma dal 7 febbraio al 6 maggio.

Più di 100 le opere esposte dell’artista romano, dai lavori degli esordi al periodo degli smalti, dalle famose tappezzerie fino al periodo di sperimentazione.

La mostra è stata curata da Daniela Lancioni e Ilaria Bernardini.

“The end of the f***ing world”, pronti ad innamorarvi?

(di Francesca Caon) E’ un destino atipico e speciale, quello toccato in sorte a “The end of the f***ing world”.

La serie, ideata dall’autore Jonathan Entwistle e basata sull’omonima graphic novel di Charles Forsman, esordì nel 2017 sull’emittente britannica on demand Channel 4 senza particolari clamori o risonanze ed ottenendo un consenso piuttosto limitato.

L’ingresso nel pregiatissimo catalogo Netflix, tuttavia, ha fatto di questa produzione la serie più discussa, acclamata e trionfale del momento.

Anche grazie alla viralità ottenuta in modo unanime su tutti i social network, è impossibile non esserne a conoscenza.

Il primo tra i punti a favore di questo bizzarro prodotto televisivo è certamente il riuscitissimo format.

Gli otto episodi – venti minuti ciascuno per un totale che non raggiunge le tre ore – ricalcano la conformazione del riuscitissimo trend introdotto da “Family Tree” (HBO, 2013) tra i primi, e più recentemente da “The Last Man on Earth” (Fox, quarta stagione in corso).

Serialità, rapidità di fruizione e successo sono sempre più spesso tre concetti ben legati tra loro.

A seguire, l’irriverenza sottile e mai banale che dal titolo si estende a macchia d’olio sui due protagonisti, James e Alyssa.

Il primo è un diciassettenne rimasto orfano di madre, carico d’odio nei confronti di chiunque e specialmente verso il padre bonario, che trae godimento nell’uccisione di animali – ma sogna di spingere le proprie pulsioni verso le estreme conseguenze, meditando un omicidio come fuga dall’assuefazione del quotidiano.

Incontrerà l’indomita Alyssa, cresciuta da una madre precisa e pedante fino all’ossessione ed un patrigno ambiguo, decisa a sfogare sul mondo il proprio istinto ribelle.

Grava su entrambi il peso insopportabile di una città piccola ed odiata, che incarna lo sfondo perfetto nella ricerca di una identità che sembra sfuggirgli.

Ben presto la ragazza decide di scappare e riesce a coinvolgere nella fuga il taciturno James, che accetta – convinto di fare di Alyssa la sua prima vittima – e ruba l’auto del padre non prima di avergli sferrato un pugno in pieno volto.

Più aumentano i giorni trascorsi assieme, più sfuma l’idea dell’omicidio; nasce anzi nel cuore del giovane un embrione d’amore, sentimento nuovo perché mai sperimentato prima, che lo porterà gradualmente a godere di attimi di autentica empatia mentre le loro gesta attireranno le attenzioni della polizia schierata sulle loro tracce.

Last but not least, la sorprendente bravura degli attori protagonisti.

James è Alex Lawther, apparso in un episodio di Black Mirror, e Jessica Barden – già nota per il ruolo della prostituta Justine in Penny Dreadful, interpreta la complessa Alyssa.

L’alternanza costante di linguaggi narrativi è una caratteristica fondamentale per comprenderne il successo: si spazia dal comedy ai toni drammatici fino a quelli di gusto squisitamente crime, e tutti giocano un ruolo equilibrato nella tessitura della trama e dei suoi svolgimenti.

“The end of the f***ing world” è riuscita in un piccolo miracolo: quello di trattare l’adolescenza non come un totem incastonato di cliché e che finisce col sovrastare le peculiarità dei protagonisti, ma piuttosto come un racconto ricco di sfaccettature in grado di aprire prospettive non banali su temi già troppo abusati.

Le mille maschere di questa serie ne rendono difficile se non impossibile l’identificazione.

Divertente, triste, romantica, truce e brutale, drammatica, carismatica, sempre imprevedibile; “The end of the f***ing world” è un microcosmo dell’animo umano perfetto per complessità.

Per questo riguarda noi tutti.

I Pink Floyd a Roma, il mito in mostra al Macro.

Dal 19 gennaio al Macro di Roma è possibile visitare The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains, una grande mostra sulla storia dei Pink Floyd, una delle più popolari rock band di sempre.
La retrospettiva, a 53 anni dalla nascita del gruppo Britannico che ha scritto la storia della musica, percorre in ordine cronologico, i 50 anni di carriera del gruppo, attraverso immagini, video e audio in cui la musica si mescola alle voci dei membri del gruppo. È un viaggio audiovisivo che fornisce una visione inedita del mondo dei Pink Floyd. Un mondo fatto di suoni, di immagini, di testi che si collocano in quello spazio fantastico che intreccia poesia con la filosofia. Oltre 300 gli oggetti in mostra, tra cui la ricostruzione del furgone Bedford che usavano i Pink Floyd per i tour a metà degli anni Sessanta, o il grosso gonfiabile a forma di maiale della copertina del disco Animals.
I Pink Floyd Si formarono nel 1965, e i membri originali erano Syd Barret, Nick Mason, Roger Waters e Richard Wright. David Gilmour arrivò un po’ dopo per affiancare e poi sostituire Barrett, che aveva gravi problemi di dipendenza dalla droga.
I Pink Floyd sono considerati una delle band più importanti e innovative della storia del rock: The Dark side of the Moon è ancora oggi il terzo disco più venduto di sempre, ed è il più famoso della band insieme a Wish You Where Here e The Wall. La band si sciolse nel 1995, riunendosi poi per un concerto al Live 8 del 2005 a Londra. Il bassista e leader della band Roger Waters e il chitarrista David Gilmour, da allora, hanno intrapreso carriere soliste di buoni successi. Barret morì nel 2006, il tastierista Rick Wright nel 2008.
The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains è stata realizzata dallo studio di grafica Hipgnosis — e nello specifico da Storm Thorgerson, che ha fondato lo studio nel 1967, e dall’illustratore Aubrey ‘Po’ Powell — con la collaborazione di Nick Mason, batterista e cofondatore dei Pink Floyd.
La mostra curata da Aubrey ’Po’ Powell e Paula Webb Stainton, con la tappa di Roma, che durerà fino al primo luglio 2018, inizia il suo tour internazionale, dopo il sensazionale debutto al Victoria and Albert Museum di Londra, dove è stata visitata da oltre 400mila persone.

 

Francesca Di Giampietro

“STRUCTURES” di Matteo Procaccioli alla Dream Factory di Milano

La mostra “Structures” di Matteo Procaccioli, curata da Angelo Crespi, sarà aperta al pubblico dall’8 febbraio al 7 marzo 2018 alla galleria e laboratorio di arte contemporanea Dream Factory in Corso Garibaldi, 117 a Milano. Si tratta di un lavoro sul tempo: più precisamente, sulla stratificazione temporale, sulla storia e sulla memoria.

Magnum Manifesto: Una mostra per festeggiare i 70 anni dell’agenzia fotogiornalistica

(di Donato Moscati) Al Museo dell’Ara Pacis Magnum Manifesto dal 7 febbraio al 3 giugno 2018 la mostra che celebra i 70 anni della Magnum Photos, la più grande agenzia fotogiornalistica del mondo.

L’eccellenza di Magnum sta nella capacità dei fotografi di unire arte e giornalismo.

La mostra è accompagnata da un libro edito da Contrasto.