Matteo Procaccioli espone a Capri “VESTIGES”

Inaugurata presso la galleria Liquid Art System di Capri la mostra personale del fotografo Matteo Procaccioli dal titolo “Vestiges”, a cura di Angelo Crespi.
I nuovi lavori dell’artista, otto fotografie di grandi dimensioni, si pongono all’insegna delle tracce che la civiltà romana ha lasciato nel più straordinario sito archeologico del mondo, Pompei.
Procaccioli indaga un panorama che potremmo immaginare esausto, consunto dai miliardi di immagini prese dai turisti come souvenir e cartoline e che invece riserva ancora scorci intatti.
Di fatto le sue immagini dove non compare mai figura umana colgono, nel solco di uno stile ormai riconoscibile tra pittorialismo e precisionismo, le reliquie di pietra nella loro solitaria spaesatezza, che solo un colore a tratti lirico riesce a rendere meno distanti e algide. Il risultato di grande qualità offre allo spettatore la memoria dei fasti antichi nella solitudine spietata della contemporaneità, ma in una dimensione che non temiamo definire “sacra” di una antica città davvero senza tempo.
La mostra sarà visitabile fino al 3 luglio 2018.

“Vestiges” di Matteo Procaccioli dal 2 giugno a Capri.

Matteo Procaccioli
Vestiges

a cura di Angelo Crespi

Liquid Art System – Capri
Via Vittorio Emanuele, 56

Opening
Sabato 2 giugno 2018 ore 19.00
fino al 3 luglio 2018

Sabato 2 giugno 2018 alle ore 19 sarà inaugurata presso la galleria Liquid Art System di Capri la mostra personale del fotografo Matteo Procaccioli dal titolo
“Vestiges”, a cura di Angelo Crespi.
Dopo Microcities (le metropoli viste dall’alto) e Structures (le costruzioni abbandonate), i nuovi lavori dell’artista, otto fotografie di grandi dimensioni,
si pongono all’insegna delle vestigia, cioè delle tracce che la civiltà romana ha lasciato nel più straordinario sito archeologico del mondo, Pompei.
” Procaccioli indaga, anzi – stando all’etimo latino di vestigia – investiga un panorama che potremmo immaginare esausto, consunto dai miliardi di immagini prese dai turisti come souvenir e cartoline e selfie modificati con i filtri dello smartphone, e che invece riserva ancora scorci intatti, rappresentazioni, vergini.
Di fatto le sue immagini dove non compare mai figura umana colgono, nel solco di uno stile ormai riconoscibile tra pittorialismo e precisionismo, le reliquie di pietra nella loro solitaria spaesatezza, che solo un colore a tratti lirico riesce a rendere meno distanti e algide. Il risultato di grande qualità offre allo spettatore la memoria dei fasti antichi nella solitudine spietata della contemporaneità, ma in una dimensione che non temiamo di definire “sacra”.” ( Angelo Crespi)
La mostra sarà visitabile fino al 3 luglio.

Matteo Procaccioli nasce a Jesi nel 1983. In seguito a una formazione artistica, da circa dieci anni lavora con la fotografia. La sua ricerca, focalizzata sul tema del paesaggio urbano e non, si propone di cogliere il “tra”, il complesso momento di passaggio fra tradizione, storia e contemporaneità. Nei suoi lavori l’uomo è fisicamente assente, presente soltanto attraverso la testimonianza del suo passaggio nei vuoti sconfinati dei paesaggi silenziosi che li contraddistinguono. Non vi sono narrazioni, trame da scoprire, solo atmosfere dalle quali essere avvolti, coinvolti per essere trascinati all’interno dell’immagine. Nelle sue opere il tempo è sospeso, le diverse situazioni spaziali sono volutamente irriconoscibili, prive di riferimenti a situazioni precise.
I suoi lavori nascono da un’elaborazione che coniuga tecniche tradizionali e innovative. La registrazione del reale è un punto di partenza obbligato per giungere all’opera finita, frutto di un cammino articolato, in cui l’artista opera fisicamente sulla matericità dell’immagine.
Procaccioli, con punti di osservazioni diversi, che vanno dalla ricerca di verticalità, con riprese dal basso di maestose skyline cittadine alle visioni di città, fotografate a volo di uccello nel loro contesto naturale, pone le basi per una riconsiderazione del rapporto tra le strutture, lo spazio e la natura, la cui assenza, come nel caso dell’uomo, è un eloquente rimando alla sua imprescindibile presenza.

Liquid art system (L.a.s.) è un’organizzazione d’arte contemporanea con gallerie a Capri , Positano, Londra e Istanbul.
Fondata e creata da Franco Senesi, L.a.s. propone un nuovo modo di considerare l’arte contemporanea definita “glocale”.
L’obiettivo di L.a.s. è dare vita a una rete internazionale di gallerie d’arte in tutto il mondo unite da uno scopo comune, ma sensibili alle economie e alle culture locali.
Basata a Capri e memore di come l’isola azzurra abbia da sempre rappresentato un fervido luogo di incontro di artisti e intellettuali, L.a.s. dimostra che il potenziale di questo luogo è ancora vivo e in grado di attrarre nuovi brillanti talenti.

Scheda Evento
Autore: Matteo Procaccioli
Titolo: Vestiges
A cura di Angelo Crespi
Organizzata da Liquid Art System
Sede Liquid Art System, Capri – Via Vittorio Emanuele, 56
Vernissage sabato 2 giugno ore 19.00
Date 3 giugno- 3 luglio 2018
Ingresso gratuito
Ufficio Stampa [email protected]

#Selfati. La prima mostra italiana dedicata al selfie – Castello di Gallipoli

 

Il Castello di Gallipoli ospita la prima mostra italiana dedicata interamente al selfie con un overview dei “SelfieAdArte” della giornalista e art influencer Clelia Patella, sorprendenti opere site specific come la mirror room, la stravagante sala optical e l’exibit dove ogni visitatore diventerà autore di un’opera collettiva.
Da venerdì 1 giugno a domenica 11 novembre (vernissage giovedì 31 maggio – ore 19) le sale del Castello di Gallipoli, in provincia di Lecce, ospiteranno #Selfati, la prima mostra italiana dedicata interamente al selfie, inteso come fenomeno sociologico ma anche come manifestazione artistica, immagine che domina la nostra contemporaneità. Un percorso innovativo tra arte, storia e tecnologia per conoscere tutti i segreti del moderno “autoscatto”, ormai consueto e abituale, le cui radici, però, rimandano alle incisioni rupestri del neolitico e ai fasti dell’antico Egitto passando per i grandi protagonisti dell’arte moderna e contemporanea. Un’esperienza immersiva attraverso i linguaggi e le poetiche dell’arte, trasgredendo le regole espositive convenzionali e ampliando i confini dell’interazione con l’arte.  

La mostra prodotta da Orione Comunicazione, in collaborazione con Università del Salento e con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, Regione Puglia, Provincia di Lecce, Comune di Gallipoli e La Sapienza di Roma, vuole raccontare il fenomeno selfie non solo come gesto quotidiano ma soprattutto come elemento in grado di raccontare se stessi, una nuova modalità espressiva della “cultura popolare”. Che sia sintomo di personalità narcisistica o puro e semplice divertimento, è innegabile che esso sia ormai diffuso in tutto il mondo come gesto quotidiano, diretto, alla portata di tutti. Chiunque (o quasi) possieda uno smartphone ha, almeno una volta, ceduto alla tentazione di auto-scattarsi una foto. L’allestimento proporrà sorprendenti opere site specific come la mirror room, la stravagante sala optical fino all’exhibit dove ogni visitatore diventerà autore di un’opera collettiva partecipandovi e vivendola.

La mostra culminerà nell’imponente sala ennagonale in cui saranno esposti per la prima volta i “SelfieAdArte” della giornalista e art influencer Clelia Patella, una rilettura pop delle differenti percezioni che ognuno di noi avverte di fronte ad un’opera d’arte, interagendo e permettendo un “user friendly” della stessa. “Con i #SelfieAdArte di Clelia Patella ogni momento diventa storia”, sottolinea Vittorio Sgarbi. “Il selfie rende ognuno artista e consente di raccontare un punto di vista che insieme ad ogni altro punto di vista riproduce per la prima volta la storia del mondo. Una storia senza eroi ma, per la prima volta con uomini e donne tutti uguali. La democrazia universale delle immagini”. Non mancheranno inedite “incursioni artistiche” durante i mesi della mostra estiva.

Il Castello di Gallipoli – gestito dall’Agenzia di Comunicazione Orione di Maglie, con la direzione generale di Luigi Orione Amato e la direzione artistica dell’architetto Raffaela Zizzari – dopo decenni di chiusura e incuria, da luglio 2014 ha accolto oltre 160mila visitatori, turisti provenienti da tutto il mondo, dalla Puglia e dal Salento ma soprattutto i cittadini della città bella che da troppo tempo vedevano negata la possibilità di apprezzare sale, torrioni, gallerie, corridoi, di ammirare la bellezza della luce del sole sulle pareti dell’atrio e il panorama mozzafiato che regalano le terrazze circondate dal mare Jonio. Tra le mostre ospitate la personale di e con Michelangelo Pistoletto nell’estate 2015, “I porti del Re, Jakob Philipp Hackert dalla Reggia di Caserta al Castello di Gallipoli”, che nel 2017 ha consentito di esporre preziosissime tele settecentesche che rappresentano il passato e la storia del nostro territorio, oltre a numerose collettive di artisti e fotografi pugliesi e non, concerti, spettacoli, presentazioni, visite teatralizzate e eventi privati. Il Castello è diventato un polo di attrazione aperto e funzionante nell’arco di tutto l’anno e grazie ai risultati economici dell’attuale gestione, dal 14 aprile 2016, è stato acquisito al Demanio del Comune di Gallipoli, permettendo una disponibilità completa e indipendente del bene dal Demanio Statale.
Orari
giugno e settembre 10-13 / 15-21
luglio e agosto 10 – 24
ottobre 10-13 / 15-18
novembre 10-13 / 15-17

Biglietto
Intero 7 euro
Ridotto 6 euro (studenti, professori, forze dell’ordine, gruppi di almeno 12 visitatori e convenzioni attive)
Ridotto 5 euro (6-14 anni, oltre 65 anni, scolaresche, diversamente abili e relativi accompagnatori, gruppi superiori a 20 unità, residenti)
Gratuito per minori fino a 5 anni, guide turistiche con patentino e con gruppo, disabili, giornalisti accreditati.
La biglietteria chiude mezz’ora prima della chiusura del Castello
Hashtag ufficiale #selfatiagallipoli 

Cartella stampa e foto a questo link

Info e prenotazioni
0833262775 – [email protected] – www.castellogallipoli.it

 

Il Comune di Milano Cultura e il Museo del 900 presentano “Giosetta Fioroni. Viaggio Sentimentale”

Il Comune di Milano Cultura e il Museo del 900 presentano “Giosetta Fioroni. Viaggio Sentimentale“, mostra realizzata in collaborazione con la casa editrice Electa, a cura di Flavio Arensi ed Elettra Bottazzi.

Per la prima volta Milano dedica all’artista una grande antologica, con oltre 160 opere capaci di raccontare al pubblico la complessità tematica del suo intero percorso artistico.

Figura di riferimento insieme a Franco Angeli, Mario Schifano, Tano Festa e molti altri della Scuola di Piazza del Popolo, Giosetta Fioroni rappresenta un’eccezione nel panorama italiano dell’arte, diventata una protagonista della scena artistica internazionale. Fuori dal coro e dalle mode, lucida ed esplosiva, l’artista ha sviluppato in oltre 60 anni di attività un linguaggio visivo forte ed eloquente fatto di simboli, segni ed emozioni: muovendosi tra pittura, disegno, performance, video, teatro, ceramica e moda.

Il percorso espositivo si snoda , in senso cronologico, in circa 700 mq, grazie al progetto di Massimo Curzi allestito immaginando di condurre il visitatore dentro lo studio romano dell’artista.

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 26 agosto 2018.

Al Maxxi di Roma c’è “Gravity. Immaginare l’Universo dopo Einstein”

Al Maxxi di Roma c’è “Gravity. Immaginare l’Universo dopo Einstein”

Nel 1917 Albert Einstein pubblica un articolo che fonda la cosmologia moderna e trasforma i modelli di cosmo e universo rivoluzionando le categorie di spazio e tempo.
A cento anni da questa pubblicazione il MAXXI dedica una mostra a una delle figure che più ha influenzato il pensiero contemporaneo.
Il progetto è il risultato dell’inedita collaborazione del museo con l’Agenzia Spaziale Italiana e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare per la parte scientifica, con l’artista argentino Tomás Saraceno per la parte artistica.
La mostra propone un percorso attraverso tre concetti chiave dipendenti e interconnessi tra loro: Spazio-tempo, crisi e confini:
Indagando le connessioni tra arte e scienza, Gravity, racconta gli sviluppi della teoria della relatività nella visione odierna dell’universo e le affascinanti ricadute che essa produce ancora oggi in campo artistico.
Attraverso il coinvolgimento di artisti internazionali, con installazioni immersive, reperti iconici e simulazioni di esperimenti, la mostra rende omaggio allo scienziato che ha cambiato radicalmente le nostre conoscenze e la percezione dell’universo.

La scuola romana e il disegno

Alla Galleria Aleandri Arte Moderna in Piazza Costaguti 12 a Roma una serie di opere sulla scuola romana dalle origini, agli sviluppi e nelle sue diramazioni.

Tra le opere in mostra:  Giacomo Balla, Giulio Bargellini, Corrado Cagli, Giuseppe Capogrossi, Felice Carena, Pericle Fazzini, Ferruccio Ferrazzi, Guglielmo Janni, Mario Mafai, Marino Mazzacurati, Roberto Melli, Cipriano Efisio Oppo,  Antonietta Raphaël, Max Roeder, Scipione (Luigi Bonichi), Luigi Trifoglio, Francesco Trombadori, Alberto Ziveri

Il Museo di Palazzo Altemps ospita la mostra “Citazioni pratiche” di Piero Fornasetti.

Il Museo di Palazzo Altemps ospita la mostra “Citazioni pratiche” di Piero Fornasetti.

La collezione di sculture e gli spazi del Palazzo si confrontano con le ventisette incursioni artistiche realizzate da oltre ottocento pezzi di Fornasetti e di suo figlio Barnaba . Di sala in sala i temi del classico, delle rovine e delle antichità, rimandano a uno scambio a tratti spiazzante e irriverente, colto e sapiente, tra la collezione permanente di arte antica del Museo e le creazioni nate dall’immaginazione sfrenata e dall’invenzione surrealista di Fornasetti.

Disegni, mobili, accessori ripercorrono la produzione dell’Atelier dell’artista, dagli anni Trenta a oggi, rivelandosi come qualcosa di più di semplici oggetti decorati: “un invito alla fantasia, a pensare”, come raccontava lo stesso Piero. Un viatico per l’immaginazione, che riconduce all’anima originaria di Palazzo Altemps.

La mostra rimmarà aperta al pubblico fino al 6 maggio 2018.

Cardi Gallery Milano presenta la mostra personale di Fred Sandback

Cardi Gallery Milano presenta la mostra personale, di sculture e disegni, di Fred Sandback.
Organizzata in collaborazione con l’Estate di Fred Sandback, la mostra espone otto sculture e una vasta selezione di disegni e fotostatiche che presentano l’evoluzione dello studio dello spazio condotto dall’artista americano. I materiali utilizzati come metallo, filo elastico, pelle, filato acrilico, hanno lo scopo di delineare e frazionare lo spazio tridimensionale, creando riempimenti e forme volumetriche. L’utilizzo degli strumenti più minimali gli consente di “giocare con qualcosa che esiste e non esiste allo stesso tempo”. Tendendo delle line di filo per creare figure geometriche, gli oggetti quasi intangibili di Sandback formano sottili delineazioni di piani e volumi architettonici. Nonostante il forte avvicinamento delle sue opere all’architettura circostante e la pratica del disegno, l’artista è noto soprattutto come sculture. Sandback ha influenzato molto l’arte minimalista e concettuale, così come gli scultori contemporanei e gli artisti che lavorano con le installazioni. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 6 luglo 2018.

Liu Bolin “l’uomo invisibile” conquista Roma

Al Complesso del Vittoriano a Roma fino al 1 luglio la mostra ‘Liu Bolin – The Invisible man’. La prima grande mostra in Italia dedicata a Liu Bolin, l’artista cinese definito “l’uomo invisibile” per le sue straordinarie perfomances nell’arte del camouflage. Amatissimo dal pubblico internazionale, è celebrato con una grande mostra antologica  attraverso l’esposizione di oltre 70 opere frutto di oltre dieci anni di lavoro.

“DÜRER E IL RINASCIMENTO tra Germania e Italia” – Palazzo Reale, Milano

Dal 21 febbraio al 24 giugno 2018 Palazzo Reale di Milano presenta “Dürer e il Rinascimento tra Germania e Italia” una grande mostra e un progetto originale che raccontano l’apice del Rinascimento tedesco nel suo momento di massimo fulgore e di grande apertura verso l’Europa, grazie a un’importante selezione di opere di Albrecht Dürer (1471 – 1528) e di alcuni grandi artisti tedeschi e italiani suoi contemporanei.