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Le sfide della complessità -Ferrara-

Le sfide della complessità

La Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali al XXVI Salone del Restauro, dei Musei e delle Imprese culturali di Ferrara

 

(Ferrara, 16 settembre 2019) Competenze trasversali, approccio multidisciplinare, metodologie consolidate e condivise in ambito internazionale per la gestione delle urgenze e delle situazioni di crisi. La gestione del patrimonio è una materia complessa. E la “complessità” è il tema di riflessione che la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali propone a Ferrara, in occasione della XXVI edizione del Salone Internazionale del Restauro, dei Musei e delle Imprese Culturali, appuntamento internazionale nell’ambito dei beni culturali che si apre il 18 settembre nella città estense.

“Le problematiche relative alla gestione del patrimonio sono sempre più caratterizzate da interrelazioni fra discipline diverse e campi eterogenei” dice Carla Di Francesco, direttore della Fondazione istituita dal Mibac per offrire, a livello internazionale, un modello formativo innovativo e di eccellenza negli ambiti della gestione dei beni e delle attività culturali. “E questa complessità richiede una specifica formazione multidisciplinare per affrontare le sfide legate alla gestione, al restauro, alla conservazione e alla fruizione del patrimonio, anche in caso di emergenze o di eventi eccezionali”.

Alla “Complessità degli interventi di restauro in situazioni di crisi” è dedicata la prima giornata di studi proposta dalla Fondazione (19 settembre, ore 14.00 presso la Sala Europa), che prende in esame un caso particolarmente significativo e di grande risonanza mediatica, il recente incendio che ha devastato la cattedrale Notre-Dame di Parigi. Ad aprire l’incontro, Enrico Cocchi (Direttore Agenzia per la ricostruzione Sisma 2012 Regione Emilia Romagna), Cristina Ambrosini (Soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara) e Carla Di Francesco (Direttore della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali).

Tra gli ospiti, Benjamin Moutongià architetto capo della cattedrale e professore emerito della École de Chaillot di Parigi, tra i massimi esperti al mondo in tema di restauro dei beni architettonici, Giovanni Carbonara(Professore emerito di restauro architettonico all’Università Sapienza di Roma),Luisa Papotti (Soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Torino), Alessandra Vittorini (Soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio per la citta dell’Aquila e i comuni del Cratere), Maria Teresa Jaquinta (Liaison Officer per la cooperazione con l’Italia di ICCROM), Alessandro Bozzetti (Studio Croci e Associati).

Grande spazio anche ai temi della formazione, della ricerca e degli studi avanzati di livello internazionale, che costituiscono lo scopo statutario della Fondazione. Il secondo incontro (20 settembre, ore 9,30, presso la Sala America) si propone infatti di mettere a confronto i modelli europei di formazione di competenze specialistiche e trasversali per la gestione del patrimonio culturale.

Dopo l’introduzione di Carla Barbati (Membro del Consiglio scientifico della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali), prenderanno la parola Christian Hottin (Direttore accademico dell’Institut National du Patrimoine di Parigi), Martina De Luca (Responsabile formazione della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali), Daniela Esposito (Direttore della Scuola di specializzazione in beni architettonici e del paesaggio all’Università Sapienza di Roma), Alessandra Pattanaro (Direttore della Scuola di specializzazione in beni storico-artistici all’Università degli Studi di Padova), Maurizio Decastri(Professore ordinario di organizzazione aziendale all’Università Tor Vergata di Roma e Coordinatore dell’area Management pubblico e innovazione digitale della SNA), Francesco Scoppola (Direttore generale Educazione e Ricerca del Mibac).

Domenico Nucera

Ufficio stampa

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