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Dal 20 settembre al 2 dicembre il Romaeuropa Festival (REF), la rassegna più importante e cosmopolita della Capitale.

Romaeuropa Festival (REF) è, con la Biennale di Venezia, il più internazionale dei festival interdisciplinari italiani, una manifestazione di tendenza in continua ricerca di forme originali d’espressione. Un caleidoscopio di forme che rispondono alla domanda
Where are we now? Titolo dell’intero festival 2017, perché “interrogarsi, in questo momento, ci sembra la scelta più consona alla condizione che stiamo vivendo”, spiega Fabrizio Grifasi, direttore del REF, che prenderà il via il 20 settembre fino al 2 dicembre, con oltre 300 artisti di 32 paesi, 79 progetti, 60 spettacoli. La Kermesse si svolgerà in 24 luoghi storici della capitale, con mostre, installazioni, convegni e percorsi di formazione: un ricco programma con gli “storici” artisti del REF, e qualche “scoperta”.
La manifestazione si articola in sezioni o aggregati tematici, accantonando l’uso delle tradizionali categorie divisiorie dello spettacolo, a favore di una nuova mutimedialità: Vision,
Powerful Stories, Sharing e Selfie, a cui si affiancano i focus e le rassegne interne, come il sempre interessante Digitalife, che con la supervisione di Monique Veaute, presidente della Fondazione Romaeuropa, si riconferma una delle sezioni più innovative.
Novità di questa edizione gli spettacoli dedicati a bambini e famiglie di Ref Kid ed i giorni dedicati alla nuova Danza europea di Dancing Days.
La sezione Vision aprirà il festival il 20 settembre, con la potente performance di Sasha Waltz, Kreatur al Teatro Argentina. Seguiranno spettacoli sospesi tra tradizione e futuro, tematica della sezione, per poi trasferirsi nel Palazzo delle Esposizioni di Roma con ‘opere immersive’ a cura di Richard Castelli e opere di video-arte selezionate da Nomas Foundation e Fondazione Giuliani. Tra gli artisti ospitati AES+F, Dumb Type, Granular Synthesis, Ivana Franke, Jean Michel Bruyère.

Attesissimo, dopo il debutto a Napoli, Belgian Rules/Belgium Rules, l’invettiva sul Belgio di Jan Fabre e lo spettacolare The Holy Body Tattoo, rock e danza ad alta energia. A seguire Alessandro Baricco che incontra lo scrittore Dario Voltolini e sulle musiche di Nicola Tescari dirige e interpreta il suo testo Pacific Palisades.
Per due mesi e mezzo il Romaeuropa Festival scalderà l’autunno romano.

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