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Addio a Christo, l’artista che ha sognato e realizzato l’impossibile

E’ morto domenica a New York, all’età di 84 anni Christo Vladimirov Javacheff, conosciuto come Christo, uno degli artisti contemporanei più noti.

Il suo ufficio stampa, nel comunicare il decesso, ha rilasciato questa dichiarazione:

“Christo ha vissuto la sua vita nel modo più pieno, non solo sognando ciò che sembrava impossibile, ma realizzandolo.”

 

Nato in Bulgaria, deve la sua celebrità in Italia alla realizzazione di “The Floating Piers” nel 2016, la piattaforma dorata galleggiante sul lago d’Iseo. Il progetto era uno dei tanti concepiti assieme a Jeanne-Claude, sua amata compagna di vita deceduta nel 2009.

Dagli anni ’60 aveva scardinato le regole del mondo dell’arte con installazioni artistiche di grandi dimensioni.

In più di cinquant’anni di carriera, Christo divenne uno degli esponenti più importanti della Land Art, forma d’arte contemporanea nata Stati Uniti d’America tra il 1967 e il 1968. Con la sua arte modificò e ridisegnò il mondo, intervenendo su paesaggi incontaminati come deserti, laghi, praterie.

Noto al mondo soprattutto per i suoi “impacchettamenti” di oggetti, monumenti e modelli viventi, è diventato in breve tempo anche uno dei principali esponenti del Nouveau Réalisme.

Negli anni, con sua moglie ha imballato e impacchettato il mondo da Porta Pinciana a Roma nel 1974, al Reichstag di Berlino  nel 1995, passando per il Pont Neuf di Parigi nel1985. Il primo edificio imballato, nel 1968, fù la Kunsthalle di Berna.

Nonostante l’età, l’artista serbava ancora un’energia e una volontà di guardare avanti che gli avevano permesso di mettere in cantieri progetti futuri: uno su tutti, L’Arc de Thriomphe Wrapped, rinviato per la pandemia e riprogrammato nell’autunno 2021. Sul sito dell’artista compare la seguente nota  “Christo e Jeanne-Cluade hanno sempre detto chiaramente che la loro arte sarebbe continuata dopo la loro morte. L’Arc de Triompe Wrapped resta in corsa per il 18 settembre-3 ottobre 2021”.

Per realizzare i suoi progetti Christo ha lottato con l’impossibile e con le difficoltà della burocrazia. Diceva di essere fuggito dal mondo comunista per essere un uomo libero, la libertà per l’artista era anche sognare in grande, ridisegnare il mondo anche solo per qualche giorno.

In una lettera del 1958 l’artista aveva scritto: “La bellezza, la scienza e l’arte trionferanno sempre“, un auspicio questo per il futuro dell’arte.

 

 

Le sue opere più importanti

 

 

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Tra il 1980 e il 1983, i due artisti progettarono una grande installazione dalle parti di Miami, in Florida. Chiamata “Surrounded Islands”, la struttura circondava due isolotti nella Biscayne Bay, sfruttando più di 600mila metri quadrati di tessuto. La struttura, in polipropilene, rimase lì per due settimane.

 

 

 

 

C’è poi “The Gates”, una serie di porte completate nel febbraio 2005 all’interno di Central Park a New York

 

 

 

 

Una delle sue installazioni più complesse e di difficile realizzazione è stata quella pensata per il fiume Arkansas, in Colorado

 

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